Riempire un teatro di 2030 posti a sedere, tanti sono quelli del Teatro alla Scala, di bambini estasiati e concentratissimi in un tiepido pomeriggio di mezz'autunno, non è facile impresa. Ci sono riusciti i Cameristi della Scala diretti da un precisissimo Hakan Sensoy con i solisti Fabien Thouand (oboe), Valentino Zucchiatti (fagotto), Andrea Manco (flauto) e un pianista compositore che ben conosce il fatto suo, Orazio Sciortino.
I primi, confezionando e suonando (benissimo) un programma introduttivo fatto di brevi concerti per strumento solista ed orchestra d'archi che captano l'attenzione per la loro peculiarità timbriche e sonore (di B. Marcello il concerto in re min. per oboe ed archi, di A. Vivaldi il concerto RV493 per fagotto ed archi ed il concerto RV428 per flauto ed archi), il secondo, per aver composto una fiaba musicale a lieto fine dove gatti e strumenti musicali dialogano senza sosta in una gara sonora spassosissima.
Ed è proprio questa fiaba musicale raffinatissima, la Gattomachia tratta da un poema epico burlesco rinascimentale di Lope de Vega e qui elaborato dal compositore, ad aver tenuto inchiodati alla poltrona i bambini e gli adulti presenti.
La musica di Sciortino, proprio perchè indirizzata ad un pubblico di bambini, ricerca ed esperimenta gestualità espressive e tecniche compositive tra le più variegate.
Ma è l'intera partitura a sottostare ad una progettualità timbrica multiforme, densa di significati, disponibile a molteplici sperimentazioni sul crinale suono\rumore.
Viene così a crearsi una polarità che oppone il musicale al parlato del Narratore (un bravissimo Roberto Recchia) dando una tinta eclettica alla quale concorre anche la densità delle sovrapposizioni dei giochi contrappuntistici, assieme alla complicata poliritmia che scaturisce dalla indipendenza e trasparenza del continuo movimento delle parti.
Sciortino adotta per ciascun gatto o coppia di gatti che per il tramite del narratore appaiono sulla scena musicale, delle “sigle” distintive che ne qualificano il carattere musicale. E' sufficiente quindi accennare all'agitato esprimersi amoroso di Zapachilda per accuminati picchi melodici o al nervoso rincorrersi di battute tra Micifuf e Marramachiz sostenuto da un non meno irrequieto disegno strumentale fatto di picchiettanti semicrome, per catturare l'attenzione del giovane pubblico, non fosse altro che per la magistrale capacità di Sciortino nel creare una polarità musicale che oppone il “percussivo” alla calda umanità di un suono “legato” o “pizzicato” nella formazione strumentale. E ottimamente fa il violino concertante di Davide Alogna nel sottolineare una narrazione in divenire, coniugando capacità espressive e comunicative legate tra loro da una consapevolezza tecnica importante.
E' insomma il lavoro di Sciortino una sorta di “scatola musicale” dalla quale trarre a piacimento elementi sonori che ne determinano situazioni narrative e viceversa, un procedimento di non facile intuizione dove il compositore sfrutta ampiamente le potenzialità simboliche del timbro strumentale e nei dettagli della scrittura.
A conti fatti, la musica di Sciortino è un crogiolo di antico e moderno senza quella ricerca spasmodica di fratture musicali che spesso allontanano il pubblico dai teatri, spaventati da alchimie compositive al limite del sopportabile.
Ecco quindi la fatidica domanda che un compositore contemporaneo dovrebbe sempre chiedersi al termine di un lavoro, quasi fosse un imperativo etico: sono riuscito a narrare il mio tempo? A giudicare dai sorrisi e dagli applausi entusiasti finali, la risposta è decisamente affermativa.
Pierluigi Guadagni
La locandina:
|
Direttore |
Hakan Sensoy |
|
Flauto |
Andrea Manco |
|
Fagotto |
Valentino Zucchiatti |
|
Oboe |
Fabien Thouand |
|
Violino concertante |
Davide Alogna |
|
Con la partecipazione di |
Roberto Recchia |
PROGRAMMA |
|
|
Alessandro Marcello |
Concerto in re minore per oboe e archi |
|
Antonio Vivaldi |
Concerto in sol maggiore RV 493 per fagotto e archi Concerto in re maggiore RV 428 per flauto e archi "Il Cardellino" |
|
Orazio Sciortino |
La Gattomachia Fiaba musicale per narratore, violino concertante e archi (prima esecuzione assoluta) (testo di Orazio Sciortino liberamente tratto da La Gatomaquia di Lope de Vega) |