Di Maria Teresa Giovagnoli su Sabato, 01 Luglio 2017
Categoria: Recensioni

LA SONNAMBULA, VINCENZO BELLINI – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 30 GIUGNO 2017

Per gli appuntamenti estivi al teatro la Fenice di Venezia torna in scena una produzione de La Sonnambula del 2012, che grazie al regista Bepi Morassi offre in scena il gusto e le atmosfere di un piacevole borgo svizzero, in cui il massimo dell’ eccitazione per gli abitanti è partecipare alle nozze di due giovani compaesani. Con questo spettacolo il regista ha voluto sì sottolineare l’importanza del canto e la sua centralità nell’opera, ma ha cercato anche di donare allo spettacolo una dinamicità tanto negli ambienti, che cambiano di continuo, quanto nei personaggi stessi, che non sono semplici belle statuine che cantano ma personaggi che vibrano e sentono ciò che vivono. Aggiungendo un pizzico di leggerezza con lo spostamento degli eventi agli anni Trenta del Novecento lo spettacolo confezionato diventa piacevole e funzionale. Siamo in un resort di montagna ovviamente, in cui fervono i preparativi per le nozze di Elvino ed Amina, con lo sfondo delle montagne, la funivia che sale e scende, il bus per le scampagnate e la decorosa sala delle feste ove festeggiare i matrimoni. Tutto di buon gusto, grazie alle scene di Massimo Checchetto ed ai costumi di Carlos Tieppo.


Ed è con garbata eleganza che Fabrizio Maria Carminati dirige l’Orchestra della Fenice, offrendo un suono vellutato, complice degli accadimenti, che avvolge gli interpreti in modo appropriato mai sovrastandoli.
Amina è Irina Dubrovskaya, che per innocenza e spontaneità ci ricorda più una venere botticelliana, con i colori tenui e i boccoli lungo la schiena, che una giovane del primo dopo guerra se pur già lontano. Il soprano offre una voce molto uniforme che regge perfettamente la recita spaziando in tutte le aree del suo registro. Con tali qualità secondo noi potrà in futuro dosare ancor più volume e intensità per caratterizzare al meglio il suo personaggio.


Shalva Mukeria è l’ innamorato e malfidente Elvino. L’ interprete ha molto spazio per muoversi disinvolto e cantare al massimo spingendo in acuto, dove arriva agilmente anche se a nostro avviso è perfettibile in raffinatezza.
In scena Roberto Scandiuzzi è un conte Rodolfo quasi paterno pur nella sua austerità. La voce è ancora di particolarissimo colore che dona credibilità ed efficacia al suo personaggio.


Molto bene Williamo Corrò come Alessio, appropriata la Teresa di Julie Mellor, smaliziata quanto basta grazie alla voce acuta e duttile Silvia Frigato nel ruolo di Lisa, Roberto Menegozzo completa il cast come Notaio.


Il coro preparato da Claudio Marino Moretti è come sempre partecipe. Applausi entusiastici per tutta la produzione con punte di gradimento per gli interpreti principali.


Maria Teresa Giovagnoli

LA  PRODUZIONE

Direttore                              Fabrizio Maria Carminati

Regia                                     Bepi Morassi

Scene                                     Massimo Checchetto

Costumi                                 Carlos Tieppo

Light designer                     Vilmo Furian

maestro del Coro                    Claudio Marino Moretti

GLI   INTERPRETI


Rodolfo                                  Roberto Scandiuzzi
Teresa                                    Julie Mellor
Amina                                    Irina Dubrovskaya 
Elvino                                     Shalva Mukeria
Lisa                                         Silvia Frigato
Alessio                                    William Corrò

Un notaro                              Roberto Menegazzo 


Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
allestimento Fondazione Teatro La Fenice 

FOTO MICHELE CROSERA