La rassegna “La città al concerto”, parallela del Settembre dell’Accademia riservata alle nuove formazioni orchestrali del territorio veneto e ai loro interpreti, si è conclusa nel segno dell'Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Orazio Sciortino nella triplice veste di pianista solista, direttore e compositore. Evento significativo della serata è stato appunto la prima esecuzione assoluta di “Al gran cerchio d’ombra” composizione commissionata ad Orazio Sciortino dall’Accademia Filarmonica di Verona assieme all’Associazione Musicale A. Mariani di Ravenna per il settecentenario della morte di Dante Alighieri.
Il titolo trae spunto dalla parte finale del primo verso delle “Rime petrose” di Dante, un pensiero ossessivo che partendo dal testo poetico ritorna anche nel dettato musicale. Una cellula germinatrice, un elemento ritmico che iniziando da un impalpabile sonorità si dilata in maniera quasi compulsiva, per poi realizzarsi in una intricata polifonia musicale dove note lunghe e tenute, spesso appena udibili, passano attraverso le varie parti del breve brano, collegandole. Note che sembrano appoggiarsi su un velo neutro e mobile intessuto su glissandi degli archi, traslucide sonorità al ponticello, scambi continui che, in uno studiato pulsare di tensione e distensione, lasciano emergere l'ombra di un rigoroso contrappunto. La composizione di Sciortino pare culminare in un suono incastrato in un labirinto senza uscita, dove le componenti, isolate epicamente al principio, ingranano in progressione verso un epilogo che tronca le crescenti tensioni lasciando aperto l'enigma. Bene ha fatto dunque l’Accademia Filarmonica di Verona a commissionare musica nuova, un fatto dunque che vorremmo vedere ripetersi, e che speriamo non rimanga isolato, ma un esempio, un punto di riferimento per la fioritura di un nuovo rinascimento artistico della nuova musica italiana.
Nella duplice veste di direttore e solista al pianoforte, Sciortino poi si è cimentato nel concerto per pianoforte e orchestra n.18 KV456 dove ha dimostrato di ben conoscere il dettato mozartiano, con il quale condivide una interpretazione introspettiva, intima, più volta ad uno sviluppo cameristico che concertistico.
Sciortino dimostra una unità stilistica che trova la sua chiave di volta nella riflessione minuta più che nell'ampiezza dell'arcata e nel modo con cui l'interprete alla tastiera sviluppa ogni frase.
C'è, nel pianista siciliano, quella stupefazione che si traduce in una qualità di suono sempre luminosa, resa affascinante proprio da un gesto che è più prono alla ricerca contemplativa piuttosto che alla scorrevolezza discorsiva.
Il pianoforte di Sciortino non eccede e non scompare quindi, ma mostra trasparenze che esaltano l'orchestra e da questa viene ricambiato con la limpidezza del discorso, un amalgama che lascia il sapore caldo dei legni e il cristallino degli archi.
Con la sinfonia n.29 KV 201 di Mozart, che ha concluso la serata, Sciortino concerta tutto alla ricerca di un fraseggio asciutto, quasi tagliente che metta al bando ogni edonismo sonoro, esaltando al contrario una magnifica eloquenza con dinamiche stringenti e vivaci. Il Direttore, che dirige senza bacchetta, riesce a sviluppare il percorso espressivo della partitura della sinfonia, prestando una particolare attenzione agli oboi e ai corni, soprattutto nel secondo movimento. La maniacale ricerca del tempo giusto nel quarto movimento, conclude con la giusta tensione espressiva negli sviluppi, ricchi di giochi contrappuntistici, un’esecuzione rivelatoria che anticipa il già vicino mondo neo-classico, che sarà del primo Beethoven e del primo Schubert.
Nessun bis concesso al pubblico, ma successo vivissimo per il Direttore Orazio Sciortino e per gli strumentisti dell’Orchestra di Padova e del Veneto da parte di un teatro particolarmente caloroso.
Pierluigi Guadagni
La Locandina:
ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO
ORAZIO SCIORTINO direttore e pianoforte
Wolfgang Amadeus Mozart Concerto per pianoforte e orchestra n. 18 in si bemolle maggiore KV 456
Orazio Sciortino “ Al gran cerchio d’ombra” Prima esecuzione assoluta. Commissione dell’Accademia Filarmonica di Verona e dell’Associazione Musicale Angelo Mariani di Ravenna per il settecentenario della morte di Dante Alighieri
Wolfgang Amadeus Mozart Sinfonia n. 29 in la maggiore KV 201