Di Maria Teresa Giovagnoli su Sabato, 29 Ottobre 2016
Categoria: Recensioni

JENUFA, LEOS JANACEK - TEATRO MASSIMO DI PALERMO , 27 OTTOBRE 2016

Di Pierluigi Guadagni

 

Kostelnicka: “Come se la morte stesse scrutando in casa..”.

 

Le tavole del Teatro Massimo di Palermo hanno avuto finalmente al loro debutto il  capolavoro di Leo Janacek Jenufa, una incredibile assenza per uno dei teatri più prestigiosi al mondo che è stata colmata dopo 112 anni dalla prima rappresentazione avvenuta a Brno nel 1904.

Tale assenza, se poteva essere in parte giustificata in passato per una scelta di repertorio che non includesse autori stranieri soprattutto se cantati in una lingua particolarmente ostica come il ceco, che non vedeva interpreti adeguati se non provenienti dalla terra di origine del compositore, oggi risulta veramente incomprensibile per quei teatri di eccellenza che amano definirsi tali.

La musica di Leos Janacek in Jenufa, risulta alla somma dei conti, di una straordinaria efficacia, duttilissima per la azione scenica e drammatica nella sfuggente mobilità di una strumentazione  ricca di incisi melodici e di drammatiche esplosioni sonore.

Janacek con Jenufa, strumenta la bellezza fisica e spirituale prostrata dal fato.

Impersona la donna ideale data in preda ad un destino avverso, con una originalità senza precedenti nel teatro musicale dell'epoca, coronando il suo ideale stilistico popolare e uscendo dai limiti di un  folclorismo esotico. Riesce a costruire un'opera nata dalla parola nella quale celebra il trionfo della melodia parlata tradotta artisticamente in musica, rivelando un tematismo talmente microscopico da risultare di fatto inintelligibile.

L'allestimento visto a Palermo, proveniente dalla Vlaamse Opera di Anversa, si inserisce perfettamente nella concezione di Janacek di un teatro che trova la giusta espressione drammatica e poetica nella semplicità domestica e contadina, anche se inquinata da quei falsi moralismi che porteranno alla tragedia.

Robert Carsen, autore di regia e gioco luci, coadiuvato da Patrick Kinmonth per scene e costumi, trasforma la claustrofobica chiusura del piccolo villaggio moravo in un insieme di porte che si aprono, si chiudono e imprigionano l'azione, attraverso le quali sarà possibile spiare, commentare, nascondersi.

Sono porte che delimitano la libertà e circoscrivono un ambiente che parla la lingua del disprezzo, dell'ipocrisia e del ricatto sentimentale.

Il coro, che veste i costumi di vecchie inacidite ostili nei confronti di una giovane o di ubriaconi senza arte né parte, è perfettamente partecipe nell'invidia verso una giovane più bella, più pura e più intelligente di loro.

Carsen sa come muovere le masse, il loro calpestare i piedi nella vera terra che copre il palcoscenico, sollevando nuvole di sporca polvere, ci insegna che chi non rispetta i dettami del popolo ne viene calpestato.

I vari personaggi di contorno che partecipano all'azione (Barena, Rychtar, Richtarka, Pastuchyna, Starenka Burjovka, Starek, Karolka) per Carsen sono dei burattini che adeguandosi alle nere convenzionalità del villaggio, smarcano decisamente l'atteggiamento dei personaggi principali.

Carsen li porta ad una purificazione finale sotto ad una pioggia che lava le loro colpe e trasforma la polvere della terra in un fango che probabilmente li imprigionerà nell'animo.

Andrea Dankovà è una Jenufa credibilissima scenicamente, probabilmente la migliore in circolazione, che sa come far risaltare l'accentuazione parlata unita ad una musicalità di primissimo ordine. La voce è splendidamente brunita nella zona centrale del rigo e sale all'acuto con facilità anche se risulta a volte piccola per le immensità sceniche del Massimo di Palermo.

Angeles Blancas Gulìn è una Kostelnicka impressionante per incisività scenica unita ad una voce perfetta per questo ruolo.

Fredda, algida nell'acuto e nella discesa verso quei gravi drammatici di cui è costellata la sua parte, finalmente ci regala una parte esaltandone tutte le sue peculiarità che solitamente vengono tradite quando affidate a cantanti in disarmo o peggio ancora a mezzosoprani corti e sfiatati.

Bellissima sorpresa la voce di Peter Berger nel ruolo di Laca.

Il tenore slovacco possiede un volume impressionante per tenuta e squillo, unito ad una aderenza alla parola che sbalordisce per perfezione ed incisività. Il suo Laca risulta così veramente  passionale nel canto come nella scena.

Martin Srejma da’ voce a Steva con incisività e partecipazione anche se la voce risulta troppo piccola e in affanno soprattutto nella scena dei coscritti al primo atto.

Perfetti musicalmente e scenicamente i personaggi di contorno con una punta di ammirazione per quegli artisti italiani che hanno saputo affrontare questo repertorio senza la minima esitazione e sbavatura musicale ( Italo Porferisce\Starek, Gabriella Sborgi\Starenka Buryjovka, Valeria Tornatore\Rychtàrka, Lorena Scarlata\Pastuchyna).

Gabriele Ferro dimostra di conoscere profondamente la partitura di Jenufa e di Janacek in generale, così come di conoscere  perfettamente i particolari della scrittura che accendono la partitura di Jenufa ad una temperatura nervosa incandescente, pur nella sua omogeneità stilistica ricca di contrasti che vanno dalle sonorità più aspre alla più incantata dolcezza.

Pur tuttavia, Ferro non riesce a trascinare l'orchestra del Teatro Massimo di Palermo, spesso imprecisa e svogliata, verso quella giusta espressione poetica e drammatica che fa di Jenufa un'opera sospinta dal vento furioso di una musica tutta figurazioni.

Preparatissime e partecipe scenicamente il coro del Teatro Massimo di Palermo diretto da Piero Monti.

Applausi convinti per tutti da parte di un pubblico non numerosissimo.

Pierluigi Guadagni

LA PRODUZIONE

Direttore Gabriele Ferro
Maestro del coro Piero Monti
Regia Robert Carsen
Collaboratore alla regia Maria Lamont
Assistente alla regia Claudia Isabel Martin
Scene e costumi Patrick Kinmonth
Lighting design      Robert Crsen e Peter Van Praet

GLI INTERPRETI

Starenka Buryjovka Gabriella Sborgi     
Kostelnička Buryjovka Angeles Blancas Gulìn
Jenůfa Andrea Dankovà
Laca Klemeň Peter Berger
Števa Buryja Martin Srejma
Starek Italo Proferisce
Rychtar Luca Gallo
Rychtarka Valeria Tornatore
Karolka Maria Hilmes
Pastuchyna Lorena Scarlata
Barena Daniela Denschlag
Jano Viktorija Bakan
Tekta Natasa Katai
Mimo Giorgio Cannata
 
 
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO MASSIMO

FOTO TEATRO MASSIMO GALLERY