Di Maria Teresa Giovagnoli su Giovedì, 08 Luglio 2021
Categoria: Recensioni

IL BALLO DELLE INGRATE, IL COMBATTIMENTO DI TANCREDI E CLORINDA C.MONTEVERDI - TEATRO MUNICIPALE VALLI R.EMILIA, MARTEDI' 6 LUGLIO 2021

Approda sulle tavole del meraviglioso Teatro Valli di Reggio Emilia, il dittico monteverdiano che ha debuttato lo scorso giugno al Festival Monteverdi di Cremona, in un nuovo allestimento curato dal collettivo Anagoor per la regia di Simone Derai.

Sedici anni separano il “Ballo” da “Il Combattimento”, sedici anni che vedono approdare a Venezia nel 1613 Claudio Monteverdi dopo una lunga “cortigiania” presso i Gonzaga di Mantova dove egli non produsse soltanto musica sacra e madrigali : il melodramma è il nuovo genere nel quale egli raccoglie ormai i maggiori favori. 

Se il “Ballo” viene pensato da Monteverdi come momento celebrativo per le nozze del Gonzaga, “Il Combattimento”  si lega a quel genere madrigalesco dove il recitativo viene vivificato in una nuova capacità della musica ad adeguarsi a differenti climi emotivi, a figure umane che si esaltano nell’invenzione insolitamente ricca e variata in cui il clima contemplativo cede a vicende autenticamente vissute sulla scena e articolate con un gusto analitico che trasforma il “recitar cantando” dei primi anni mantovani in “cantar parlando” degli anni veneziani.

“...la nobiltà la quale restò mossa dal’affetto di compassione in maniera quasi fu per gettar lacrime…” ci descrive il Monteverdi la serata in casa Mocenigo a Venezia la sera della prima e a Reggio Emilia anche noi ci siamo ritrovati “mossi dall’affetto di compassione” per lo spettacolo ideato da Simone Derai, assistito da Marco Menegoni e Monica Tonietto per la regia, da Freddy Mason per le scene, oltre che dalle luci di Fiammetta Baldiserri che, cifra riconoscitiva del collettivo Anagoor, raccontano l’azione con un video in alta definizione (ancora una volta la fotografia di Giulio Favotto è spettacolare) dove il testo cantato in scena, viene sdoppiato sullo schermo.

Ecco che “Il Ballo”, girato presso i 97 metri della Galleria degli Antichi presso il Palazzo del Giardino di Vespasiano Gonzaga a Sabbioneta, si trasforma in una rappresentazione di quanto “infernale” sarà il matrimonio di Margherita Gonzaga, bellissima ed impietrita principessa circondata dal marito Francesco e dal di lui padre Vincenzo, che invece (come riportato dalle cronache dell’epoca) prendono parte assieme alle “ingrate” ad una sfrenata danza patriarcale dove tutto l’essere maschile vortica in maniera violenta attorno alla figura femminile della sposa, attonita vittima e redarguita donna, sul futuro che le spetta di sposa sottomessa e di donna obbediente.

E’ una lunga sequenza cinematografica che seppur ispirata al “ballet de cour” dell’epoca, racconta in maniera violentissima una rinuncia totale all’orgoglio della donna (e della sua famiglia d’origine) vivendo l’annullamento di sé in un amore non corrisposto.

Simone Derai ci racconta sullo schermo, quello che avviene attraverso la musica, in uno sdoppiamento sincronico che oltra a risaltare la prosodia del Rinuccini e la musica del Cremonese, incollano lo spettatore alla poltrona, rapendo mente e cuore in un vortice magico e affabulatore.

Sul versante musicale, buone le prove di Sonia Tella (Amore) Giuseppina Bridelli (Venere) e Cristina Fanelli (Una Ingrata) che si sono  presentate  in maniera perfettamente credibile, autentica, coinvolgente nei loro personaggi oltre che correttissime sul versante musicale.

Menzione speciale per il Plutone di Davide Giangregorio, che dimostra di muoversi con invidiabile dimestichezza attraverso l’impervio recitar cantando monteverdiano.

Nel “Combattimento di Tancredi e Clorinda”, Derai ci trascina con il suo video, nella provincia trevigiana dove in un mescolarsi attualissimo di campagna e cemento, in una scuola di scherma di periferia, due giovani si scontrano in un susseguirsi vorticoso, ma allo stesso tempo dilatato nei primi piani cruenti e indulgenti, di colpi di fioretto. E di nuovo lo sdoppiamento imaginifico creato da Derai, ci racconta una storia fatta di conquista, incapacità di riconoscere l’altro da sè e di sacrificio. 

Qui, a differenza del “Ballo”, l’impeto equestre, il rumore e lo scintillio delle spade, la polvere del campo di battaglia, oltre che dalle note di Monteverdi, risaltano nelle immagini di Derai facendoci quasi percepire sudore, affanni e sangue dei due personaggi.

Stupendo metodo per esaltare l’invenzione musicale del “Divino Claudio” che grazie ancora una volta ad una attenzione sempre viva sullo schermo, permette di tuffarci all’interno delle note e affogare in quel vortice di emozioni per cui anche noi come i Mocenigo dell’epoca, “restammo mossi dal’affetto di compassione in maniera che quasi fu per gettar lacrime”.

Grande merito va dato sul versante musicale a Raffaele Giordani (Testo)  che ha saputo sfruttare una gamma estremamente ampia di sfumature espressive, giocando su una vocalità mai monotona e, soprattutto, esaltando tutta la drammaturgia che il capolavoro monteverdiano racchiude in poco meno di mezz’ora di musica.

Buone anche le prove di Valentina Molinari (Clorinda) e Loca Cervoni (Tancredi).

Francesco Corti a capo dell’orchestra Il Pomo D’oro, esalta le due partiture monteverdiane con una esecuzione musicale misurata, asciutta, dai tempi comodi e scanditi, attenta alle sfumature del testo e alla comprensione del recitar cantando, ma allo stesso tempo carica di luminosa energia. Menzione per l’ottima prova del violino principale Stefano Rossi, intensa guida sonora dell’intero ensemble.

Successo vivissimo per tutti al netto di qualche contestazione all’indirizzo del regista, subito resa ridicola dalle sue stesse risibili ragioni di dissenso.

Pierluigi Guadagni

PRODUZIONE ED INTERPRETI 

BALLO DELLE INGRATE

Ballo in genere madrigale rappresentativo di Ottavio Rinuccini

musica di C. Monteverdi

Prima rappresentazione: Mantova, Palazzo Ducale, 4 giugno 1608

Scritto per le nozze di Francesco Gonzaga e Margherita di Savoia

Edizione: A. Vincenti, Venezia, 1638 (in Madrigali Guerrieri et Amorosi)

Amore Sonia Tedla - Venere Giuseppina Bridelli

Plutone Davide Giangregorio - Una Ingrata Cristina Fanelli

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COMBATTIMENTO DI TANCREDI E CLORINDA

Madrigale rappresentativo di Torquato Tasso. Musica di C. Monteverdi

Prima rappresentazione: Venezia, 1624

Edizione: A. Vincenti, Venezia, 1638 (in Madrigali Guerrieri et Amorosi)

Dedica: Alla Sacra Cesarea Maestà dell'Imperator Ferdinando III

Clorinda Roberta Mameli - Tancredi Luca Cervoni - Testo Raffaele Giordani

IL POMO D’ORO

direttore e clavicembalo Francesco Corti

CORO MONTEVERDI FESTIVAL

CREMONA ANTIQUA

progetto artistico ANAGOOR

regia, video, scene e costumi Simone Derai

assistente regia Marco Menegoni, Monica Tonietto

assistente scenografo Freddy Mason

direzione della fotografia Giulio Favotto

light designer Fiammetta Baldiserri

nuovo allestimento

coproduzione Fondazione Teatro A. Ponchielli Cremona, Fondazione I Teatri Reggio Emilia

 (Foto gentilmente comcesse dal Teatro Ponchielli di Cremona, in coproduzione per lo spettacolo)