Di Maria Teresa Giovagnoli su Sabato, 11 Febbraio 2023
Categoria: Recensioni

DOMENICO CIMAROSA, IL MATRIMONIO SEGRETO – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 10 FEBBRAIO 2023

Una occasione ghiotta per godere di uno dei pochi capolavori settecenteschi ancora regolarmente in repertorio nei più svariati teatri al mondo, quella che La Fenice di Venezia offre agli estimatori del repertorio e non solo in questo periodo carnevalesco, proponendo una nuova produzione de ‘Il matrimonio segreto’ di Cimarosa, in alternanza allo stracollaudato spettacolo di Morassi de 'Il Barbiere di Siviglia' in programmazione nello stesso periodo. Dopo tanti anni di assenza, poiché la deliziosa commedia mancava dal teatro veneziano dal 1986 (fu al Teatro Malibran con gli interpreti vincitori del prestigioso Toti dal Monte di Treviso nel 2003/2004, e sempre al Malibran, ma nell’ambito di un progetto formativo, nella stagione 2007/2008), molte erano le aspettative sullo spettacolo ideato da Luca De Fusco  che però a nostro avviso sono state disattese o per lo meno non completamente soddisfatte per diverse ragioni.

Innanzitutto non troviamo la chiave di lettura di uno spettacolo praticamente in forma di concerto, ove gli interpreti, che Marta Crisolini Malatesta veste comunque richiamando l’epoca di composizione, sono chiamati a dare il cento per cento basandosi, ancora una volta, su pochissimi elementi di una scena che si fonda essenzialmente su una parete fatta di specchi prospettici che hanno catturato l’attenzione di chi scrive più che altro per capirne i riflessi e i giochi di angolazione. Al loro interno comparivano una serie di disegni erotici ad accompagnare le scene più significative, che nel progetto registico dovrebbero rappresentare la mente dei protagonisti, ma che con un libretto così esemplificativo e degli interpreti ben capaci ad esprimere sensazioni ed emozioni, sono parsi ridondanti e magari a volte fastidiosi. Un peccato cioè non sbizzarrirsi in primis creando già sul palco qualche 'genialata' che potesse stupire e deliziare i presenti. Di conseguenza lo spettacolo non sembra fluire e talvolta rasenta perfino la noia.

Dal punto di vista musicale ci dispiace aver notato una scarsa coesione tra buca ed interpreti. Se consideriamo la brillante Ouverture siamo catturati dall’energia, dal brio con cui il Maestro Alvise Casellati ha diretto l’Orchestra del Teatro La Fenice, con un rigore ed una tensione atte ad anticipare il gioco di malintesi e sotterfugi che si dipanano di lì a poco in scena. Ma tale tensione prosegue anche successivamente creando un effetto ‘sinfonico’ che all’ascolto pare non trovare un feeling con il palco che ci sembra spesso dover rincorrere o adattarsi alla musica, il che crea in chi ascolta una sensazione di disagio generale che non permette di godere serenamente dello spettacolo.

Le voci dei protagonisti ci sono parse in difficoltà, probabilmente per l’apprensione nel dover conciliare canto, recitazione ed orchestra senza un preciso punto di riferimento.

Ci piace iniziare da chi ha secondo noi convinto maggiormente nel ruolo, il grande Conte Robinson di Omar Montanari, sempre focalizzato sul ‘pezzo’, la cui voce e carisma restano intatti e convincono nel tempo a pieni voti. Juan Francisco Gatell è un Paolino dalla voce bella e fresca che il pubblico ben conosce ma che talvolta non ha brillato in scioltezza, probabilmente per quanto detto sopra. Anche le due sorelle Elisetta, Francesca Benitez e Carolina, Lucrezia Drei, sono entrambe padrone della scena, spigliate e dinamiche tra loro e con i compagni di cast; le voci però sono sembrate molto tese soprattutto quando protese in alto e conseguentemente fin troppo squillanti in alcuni passaggi. Spassosa la Fidalma di Martina Belli; a chiudere il cast il Geronimo di Pietro Di Bianco, dal piglio energico ma forse non ancora autoritario quanto potrebbe. 

Pubblico non foltissimo ma numeroso, applausi cortesi per tutto il cast e la produzione.

Maria Teresa Giovagnoli 

 

PRODUZIONE E INTERPRETI

musica Domenico Cimarosa, libretto Giovanni Bertati, dalla commedia  The Clandestine Marriage di George Colman e David Garrick (1776). 

Orchestra del Teatro La Fenice
direttore Alvise Casellati
maestro al cembalo Roberta Paroletti
regia Luca De Fusco
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
light designer Gigi Saccomandi
projection designer Alessandro Papa
disegni di scena Laura Farina
 

Geronimo Pietro Di Bianco
Elisetta Francesca Benitez
Carolina Lucrezia Drei
Fidalma Martina Belli
Il conte Robinson Omar Montanari
Paolino Juan Francisco Gatell
 

Orchestra del Teatro La Fenice

FOTO MICHELE CROSERA