Come sempre la Fondazione Arena ogni anno propone, e mai come quest’anno, un folto alternarsi di interpreti tra i protagonisti delle opere proposte in cartellone e spinti da curiosità ed interesse abbiamo assistito alla recita del 31 luglio, nella settimana dedicata alle stelle più famose del panorama lirico mondiale. È stata la volta di un’altra coppia nella vita e sul palco nel doppio appuntamento di Cavalleria rusticana e Pagliacci, ormai dittico per eccellenza come creato dai teatri di tutto il mondo.
L’orchestra è diretta sempre dal Maestro Marco Armiliato e ovviamente ritroviamo l’allestimento della prima, recensita in giugno (http://www.mtglirica.com/categorie/recensioni/fondazione-arena-di-veronacavalleria-rusticanapagliacci25-giugno-2021.html), in collaborazione con il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento e dei Musei Vaticani per Cavalleria Rusticana, e con il Museo Nazionale del Cinema di Torino ed il Fellini Museum di Rimini per Pagliacci che confermiamo essere appropriati per entrambi gli allestimenti.
Cambiavano dunque degli interpreti, alcuni dei quali sono stati impegnati a ricoprire ruoli in entrambe le opere e su tali ci soffermiamo.
La coppia della serata, Roberto Alagna e Aleksandra Kurzak, ha richiamato davvero un gran numero di spettatori che sicuramente ha superato quelli della prima e dobbiamo dire che hanno omaggiato più volte i due interpreti anche a scena aperta. Alagna è sia ‘compare’ Turiddu in Cavalleria che Canio in Pagliacci: il pubblico si aspetta due interpretazioni accorate, intense e piene di vita e lui lo accontenta. Tanto il suo Turiddu è appassionato, a tratti intrigante e disinvolto, tanto Canio è travolgente fin quasi sopra le righe, traghettato da una voce che troviamo ancora in grande forma dopo tanti anni di carriera, stabile e proiettata magnificamente in avanti, tanto da spingere il tenore ad osare come e quando vuole. La Kurzak fa ciò che deve accanto ad un personaggio così coinvolgente, utilizza tutta la gamma offerta dalla voce dal bel timbro anche se non potentissimo e dona tutta se stessa tanto alla sfortunata e perduta Santuzza, quanto alla frivola e ahinoi punita a morte Nedda.
Cambio cast anche per Alfio (Cavalleria), nonché Tonio (Pagliacci) interpretati entrambi da Ambrogio Maestri che secondo noi rende i suoi personaggi sempre piuttosto simili, complice anche una voce ricca certamente ma che offre poca versatilità a nostro avviso. Ottima la mamma di Turiddu, l’intensa Lucia di Elena Zilio; ben eseguita la Canzone di Arlecchino da Matteo Mezzaro, ossia Peppe nei Pagliacci. Restano invariati gli altri interpreti rispetto alla prima.
Il coro è diretto da Vito Lombardi, inoltre presente il coro voci bianche A.LI.VE diretto da Paolo Facincani.
Come detto, pubblico numeroso e decisamente soddisfatto per allestimento, interpreti ed orchestra.
Maria Teresa Giovagnoli
PRODUZIONE E INTERPRETI
Direttore Marco Armiliato
Direttore allestimenti scenici Michele Olcese
Personaggi e interpreti:
CAVALLERIA RUSTICANA
Santuzza Aleksandra Kurzak
Lola Clarissa Leonardi
Turiddu Roberto Alagna
Alfio Ambrogio Maestri
Lucia Elena Zilio
PAGLIACCI
Nedda Aleksandra Kurzak
Canio Roberto Alagna
Peppe Matteo Mezzaro
Silvio Mario Cassi
Un contadino Max René Cosotti
Un altro contadino Dario Giorgelè
Tonio Ambrogio Maestri
Orchestra, Coro e tecnici dell’Arena di Verona
Maestro del coro Vito Lombardi
Coro voci bianche A.LI.VE diretto da Paolo Facincani
Video design e scenografia digitali D -WOK
FOTO ENNEVI