L’Arena di Verona è una Istituzione per gli appassionati d’Opera di tutto il mondo e l’inaugurazione del Festival estivo è un evento al quale non si può mancare per affetto, stima, passione; qualcosa che non si può spiegare soprattutto per chi vive la Musica col cuore come le migliaia di persone che finalmente, dopo due anni tristi, sono tornate a riempire il teatro che ospita non solo la Lirica, ma anche tutti gli eventi artistici principali che la città di Verona accoglie come attrazione imprescindibile nel percorso turistico della regione Veneto. Il 2022 segna anche il centenario della nascita di due grandi interpreti areniani: Renata Tebaldi ed Ettore Bastianini, debitamente celebrati e ricordati dal Sovrintendente Cecilia Gasdia nel suo saluto al pubblico in apertura di serata.
Nonostante la scomparsa di Franco Zeffirelli nel giugno 2019 tutto il suo lavoro fatto di allestimenti sontuosi e regie cinematografiche è rimasto negli archivi della Fondazione Arena che così ha deciso di omaggiare il grande regista recuperando il meglio degli spettacoli che aveva creato per l’anfiteatro che tanto amava e tra questi la Carmen di Bizet che andò in scena per la prima volta nel 1995 e poi ripresa nel 2009, completando ed arricchendo ulteriormente quanto visto negli anni passati con elementi mai utilizzati dal Maestro e per la prima volta proposti quest’anno, con uno sforzo collaborativo delle Maestranze in seno alla Fondazione stessa. La piazza di Siviglia e le montagne dove si acquattano i contrabbandieri riempiono totalmente il palco e le gradinate retrostanti, per un effetto totalizzante ed un colpo d’occhio d’altri tempi che ovviamente suscita l’ammirazione di chi è presente. Senza ripetersi nel descrivere il famoso allestimento, basta ricordare che quando uno spettacolo è di Zeffirelli c’è tutto ed anche oltre in scena, gli occhi non sanno dove guardare nel cercare di cogliere ogni aspetto dello spettacolo ricco e ‘pieno’. Certo questo significa cambi scena ancora piuttosto lunghi e macchinosi, nonostante l’impiego di mezzi tecnici moderni, ed è ovvio che si senta un po’ l’assenza dell’ideatore che conosceva profondamente le sue creature ed il conseguente ‘know-how’ per farle quadrare alla perfezione. Ciò non toglie allo spettatore il gusto di trovare quanto solitamente si aspetta da uno spettacolo affascinante e completo, come Zeffirelli amava creare.
Non potevano mancare le danze con le famose coreografie di El Camborio riprese ancora una volta da Lucia Real, con l’aggiunta dei preparatissimi danzatori della Compañia Antonio Gades. Proprio i balli si sono rivelati un apprezzatissimo intrattenimento per il pubblico soprattutto durate l’ultimo cambio scena.
La compagnia di canto ha avuto l’onere di aprire la stagione. Clémentine Margaine ha dalla sua una voce colorita che le consente anche di raggiungere volumi sonori adeguati all’Arena di Verona; quello che non le rende giustizia è la Carmen costruita attorno a lei: la femminilità erotica che il personaggio emana solitamente è qui tradotta in una aggressività a tratti esagerata che non le attribuisce la scioltezza sfacciata ma sensuale tipica della zingara. Diversamente Karen Gardeazabal esprime una Micaela tormentata, timorosa e docile al richiamo del suo Don Josè, dal canto delicato e partecipe soprattutto nella sua aria del terzo atto, in giusta opposizione alla sua antagonista in amore. Così Brian Jagde deve destreggiarsi tra le scelte del cuore che lo porterebbero dalla gitana e la ragione che lo vorrebbe sistemato con Micaela; il tenore esprime un Don Josè generoso dal canto corretto e coinvolto. Luca Micheletti sembra particolarmente a suo agio nell’interpretare un Escamillo rampante, sicuro di sé tanto in scena quanto vocalmente. Daniela Cappiello è un’ottima Frasquita, così come Sofia Koberidze nel ruolo di Mercedes. Bene i ruoli che contornano i protagonisti: Nicolò Ceriani nei panni del Dancairo, il Remendado del sempre appropriato Carlo Bosi, lo Zuniga di Gabriele Sagona, ed il Morales di Biagio Pizzuti. I piccoli cantori del Coro di Voci bianche A.LI.VE. di Paolo Facincani hanno partecipato con entusiasmo, pur con qualche piccola incertezza dovuta all’emozione della serata, forse attribuibile in qualche momento anche al coro della Fondazione Arena, che ribadiamo in allestimenti così ampi ha in aggiunta la difficoltà di trovarsi sparso per il palco. A tenere insieme lo spettacolo dal punto di vista musicale è una garanzia il maestro Marco Armiliato, la cui classe espressiva e capacità di tenere le redini dell’orchestra fanno esaltare una musica di per sé meravigliosa soprattutto quando approfondita e curata nelle sfumature più sensibili. Al termine dello spettacolo applausi convinti da parte di una Arena gremitissima e festante.
Maria Teresa Giovagnoli
PRODUZIONE ED INTERPRETI
CARMEN
Opéra-comique in quattro atti
Libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy
Musica di Georges Bizet
Direttore Marco Armiliato
Regia e Scene Franco Zeffirelli
Costumi Anna Anni
Luci Paolo Mazzon
Coreografia El Camborio ripresa da Lucia Real
Carmen Clémentine Margaine
Micaela Karen Gardeazabal
Frasquita Daniela Cappiello
Mercedes Sofia Koberidze
Don José Brian Jagde
Escamillo Luca Micheletti
Dancairo Nicolò Ceriani
Remendado Carlo Bosi
Zuniga Gabriele Sagona
Morales Biagio Pizzuti
Coro di Voci bianche A.LI.VE. diretto da Paolo Facincani
Con la partecipazione straordinaria della
Compañia Antonio Gades
Direttore Artistico Stella Arauzo
ORCHESTRA, CORO, BALLO E TECNICI DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA
Maestro del Coro Ulisse Trabacchin
Coordinatore del Ballo Gaetano Petrosino
FOTO ENNEVI