Per la trentaduesima edizione delle ‘Settimane musicali al Teatro olimpico di Vicenza’ abbiamo scelto una serata decisamente particolare e coraggiosa da parte dell’organizzazione, in quanto alle porte di un ponte vacanziero, che non ha scoraggiato un buon numero di spettatori a rimanere in città ed approfittare di quanto offerto dal bel teatro cittadino, che vale di per sé una visita, anche da parte dei turisti che invece hanno deciso di soggiornare proprio nella città berica per il lungo fine settimana. Con il titolo ‘Dialoghi’ si è voluto sottolineare un rapporto splendidamente simbiotico creato da due musicisti di razza, Andrea Lucchesini, stimato pianista a livello internazionale, esperto delle composizioni di Luciano Berio ed impegnato in collaborazioni prestigiose come con l’Accademia di Santa Cecilia a Roma, direttore artistico de Gli amici della musica di Firenze, e Gabriele Mirabassi, eclettico interprete del clarinetto, musicista di grande talento, con all’attivo diverse incisioni discografiche e collaborazioni con grandi artisti del Jazz internazionale.
Una conversazione quasi senza soluzione di continuità quella del concerto offerto venerdì sera, in cui entrambi gli Artisti si sono confrontati ed hanno proposto una full immersion nel repertorio proposto, ossia una magnifica rilettura delle composizioni di capisaldi della musica classica, approdando ad artisti modernissimi e scomparsi da poco come Jobim e Guastavino, passando per André Mehmari, al quale si devono le riletture di alcune delle più interessanti sonate di Domenico Scarlatti in chiave jazzistica, da cui parte questo viaggio musicale tra culture e generi musicali affini. Come lo stesso Mirabassi ha spiegato al pubblico, interrompendo per un momento l’ipnotica magia creatasi in sala, proprio lo studio approfondito della musica del compositore partenopeo ha suscitato in lui l’idea di queste interconnessioni musicali, poiché tra le varie tappe della sua vita egli si stabilì anche a Lisbona e poi a Siviglia, e nell’ultimo periodo a Madrid, subendo l’influenza della musica popolare portoghese e spagnola. Così in modo naturale vengono concepiti questi dialoghi tra musica tradizionale e classica, passando per il jazz, per un risultato incredibilmente coinvolgente ed accattivante. Il Maestro Lucchesini non si limita certo ad accompagnare il suo complice in questo viaggio cultural – storico, anzi dialoga appunto con il clarinetto intrecciandosi nelle melodie strette, tra le note raddoppiate, gli arpeggi velocissimi ed i ritmi articolatissimi; dal canto suo Mirabassi si immerge letteralmente nello spartito, quasi cercando ‘fisicamente’ di entrarvi e cogliendo tutte le sfumature e le variazioni offerte di volta in volta. Così si susseguono col medesimo spirito atemporale dei canti di Jobim tutti gli altri brani con un flusso di totale immersione e magnifico dialogo tra generi che rinascono e si reinventano ad ogni ascolto.
Il pubblico ha dimostrato di gradire con entusiasmo ed applausi prolungati la passione dei due interpreti.
Maria Teresa Giovagnoli
IL PROGRAMMA
Andrea Lucchesini pianoforte
Gabrielel Mirabassi clarinetto
Domenico Scarlatti (1685-1757)
Sonata in sol maggiore K454
Andante spiritoso
Luciano Berio (1925-2003)
Erdenklavier
André Mehmari-Domenico Scarlatti
Variacio K.127
Luciano Berio
Luftklavier
Wasserklavier
André Mehmari (1977)
Choro in fa minore
sulla Sonata K466 di Domenico Scarlatti
Luciano Berio
Feuerklavier
André Mehmari
Fantasia in re minore
sulla Sonata K 413 di Domenico Scarlatti
Carlos Guastavino (1912-2000)
Sonata per clarinetto e pianoforte
Allegro deciso. Andante, Rondò. Allegro spiritoso
Carlos Jobim (1927-1994)
Songs