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VERONA LIRICA , QUARTO CONCERTO DELLA STAGIONE ARTISTICA - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 28 GENNAIO 2018

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Prosegue la stagione artistica della associazione Verona lirica con un nuovo concerto ospitato nella meravigliosa sala del teatro Filarmonico di Verona, presentato con la consueta preparazione e competenza da Davide da Como.

Ospiti del pomeriggio musicale sono stati il Soprano Karina Flores, il tenore Giuseppe Tommaso, il mezzo soprano Silvia Beltrami e il baritono Giuseppe Altomare, accompagnati al pianoforte dal maestro Patrizia Quarta.

La serata ha visto anche la partecipazione straordinaria della banda musicale di San Martino Buon Albergo, con solista Stefano Conzatti,  diretta da Massimo Longhi.

In apertura il nuovo Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona Cecilia Gasdia ha voluto salutare il numeroso pubblico, rinnovando gli auspici di un nuovo corso per la Fondazione Arena di Verona e impegnandosi a presentare una nuova stagione artistica di altissima qualità sia per L'Arena di Verona che per il teatro Filarmonico.

È toccato proprio alla banda musicale di San Martino Buon Albergo aprire il concerto con "Pomp and circumstance March n.1" di Elgar, alla quale hanno fatto seguito nel corso della serata la "Marcia per l'imperatore" di Rossini, "Verdiana"  di Michele Mangani con il clarinetto solista di Stefano Conzatti, e in chiusura la Sinfonia del Guglielmo Tell di Rossini.

La banda musicale di San Martino Buon Albergo si inserisce nel solco di quelle realtà musicali fatta di strumentisti non professionisti che amano fare musica assieme per il solo gusto di suonare e diffondere quanto più possibile la tradizione musicale italiana. Poco importa se le esecuzioni non sono perfette o non seguono la filologia musicale prescritta, in questi gruppi l' importante è il piacere di suonare assieme e rendere al pubblico la gioia che questa musica produce.

E infatti il pubblico ha apprezzato ampiamente le esecuzioni tributando ad ogni pezzo lunghi e generosi applausi, soprattutto durante l'esecuzione di " Verdiana" che ha visto il primo clarinetto dell'orchestra della Fondazione Arena di Verona, Stefano Conzatti,  cimentarsi nei principali assoli per clarinetto composti da Giuseppe Verdi nelle sue opere, un florilegio di virtuosismo esecutivo e aderenza musicale al dettato Verdiano.

Il baritono Giuseppe Altomare, con l' aria di Severo "Di tua beltade immagine" dal Poliuto di Gaetano Donizetti, ha dato il via alle esecuzioni solistiche, proseguite poi nel corso della serata con l'esecuzione di ‘Il balen del suo sorriso" dal Trovatore di Giuseppe Verdi,  "Nemico della patria" da  Andrea Chenier di Umberto Giordano e in coppia con il soprano, il duetto " Cielo, mio padre" dal terzo atto di Aida di Giuseppe Verdi.

Giuseppe Altomare può essere definito un vero baritono lirico/spinto, adatto a cantare un repertorio che richiede una vocalità ampia, scura, ma che riesce a raggiungere, con una certa facilità, gli acuti. La sua caratteristica è giocata tutta sulla rotondità e la pienezza dei suoni. Voce predisposta ad un canto spiegato e generoso che gli sono valsi ovazioni al termine dell'esecuzione di "Nemico della patria".

Il mezzosoprano Silvia Beltrami si è esibita nell'esecuzione di "Stella del marinar" dalla Gioconda di Amilcare Ponchielli, "Acerba voluttà" da Adriana Lecouvreur di Cilea e " Voi lo sapete o mamma"  dalla Cavalleria Rusticana di Mascagni.  Voce non potente ma ben impostata in tecnica e fraseggio, la Beltrami dimostra di aver raggiunto una maturità musicale completa che le permette di affrontare ruoli forse un poco troppo pesanti per la sua qualità vocale, con una certa facilità e completezza.

Bellissima sorpresa la voce del Soprano Karina Flores che ha cantato da La Dama di Picche di Tchaikovsky l'aria di Lisa dell'atto terzo, " Pace mio Dio"  da La forza del destino di Giuseppe Verdi e il duetto " Cielo, mio padre"  assieme al baritono, dal secondo atto di Aida. La Flores possiede un notevole volume di voce calda e intensa, e si immedesima perfettamente con i personaggi interpretati durante la sua esibizione. Le sue caratteristiche principali sono la padronanza delle note centrali, corpose, insieme agli acuti: tutto questo sostenuto da una vocalità particolarmente espressiva e da un timbro deciso che ha saputo mettere particolarmente in evidenza durante l'aria da La dama di Picche di Tchaikovsky.

Bella sorpresa anche il tenore Giuseppe Tommaso tra i vincitori del concorso Toti Dal Monte 2017. Tommaso ha eseguito "Ella mi fu rapita" dal Rigoletto di Giuseppe Verdi," Tombe degli avi miei"  da Lucia di Lammermoor di Donizetti e la canzone "Rondine al nido"  di Vincenzo De Crescenzo. Tommaso è il classico "tenore all'italiana", espressione che tutti i melomani conoscono e veniva usata negli anni '50, quando si potevano ascoltare voci come quelle di Giuseppe Di Stefano, Gianni Raimondi, Mario Filippeschi, per indicare un canto aperto limpido e con facilità di acuti unito ad una dizione esemplare. La voce di Tommaso è ancora acerba sotto alcuni punti di vista, come l'espressività agogica e la mancanza di colori, ma l'ottimo materiale vocale fa ben sperare per il futuro.

Al termine applausi convinti per tutti, da parte di un teatro gremito e molto partecipe.

Il Presidente del sodalizio,  Giuseppe Tuppini, ha dato  appuntamento a domenica 25 febbraio per il quinto Concerto della stagione artistica.

Pierluigi Guadagni

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