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TURANDOT, GIACOMO PUCCINI – ARENA DI VERONA, SABATO 30 GIUGNO 2018

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Ancora nel segno dell’intramontabile Franco Zeffirelli la Fondazione Arena di Verona ripropone come terzo titolo l’allestimento di Turandot che otto anni fa debuttò con un successo che si ripete ogni volta che il pubblico si trova ad ammirare quanto partorito dalla mente del regista fiorentino, che si avvale dell’esperienza di Emi Wada  per i costumi. Totalmente immerso in una regno fatato di ori e luci sfolgoranti, curate da Paolo Mazzon, scopo del regista è sempre quello di stupire rispettando il libretto. Il netto contrasto tra i vincenti al centro della scena ed il popolo sottomesso sempre in ombra e quasi sciame informe, l’alterigia della principessa e di suo padre, l’estrema mascolinità del pretendente vincitore e di tutti coloro che aspirano ad esserlo (come avanza fiero ed impassibile il principe di Persia verso la sua esecuzione), il coraggio della schiava Liù e la fierezza di Timur, la baldanza delle tre maschere... sono il cardine di questo spettacolo. Non solo dunque tanto fumo a riempire gli occhi, ma anche uno studio dei personaggi che si muovono ed agiscono come sul grande schermo, grazie anche a Maria Grazia Garofoli che coordina i movimenti coreografici. Chiaramente ci sono le classiche folle ingombranti, l’esagerato sfoggio del lusso, una atmosfera un po’ circense che può risultare stucchevole ad un certo punto. Ma d’altra parte siamo in una Cina fantastica ove tutto è possibile e non v’è limite all’immaginazione, e questo è Zeffirelli.

 

E proprio come due draghi che incombono sul popolo di Pechino la Turandot di Anna Pirozzi ed il Calaf di Gregory Kunde hanno dato vita ai loro personaggi con grinta e convinzione. Anna Pirozzi è riuscita in pochi giorni a passare dal ruolo di Aida propriamente cantato alla altrettanto valida Principessa pucciniana, con la voce sempre a fuoco ed un canto preciso e raffinato, nonostante le asperità delle arie, che senza una tecnica solida rischiano di portare all’urlo. Invece il soprano canta, recita e  convince per tutta la rappresentazione. Il tempo sembra non passare mai per il Calaf di Kunde. Il tenore avvolge le note con un fraseggio nobile ed una tenuta sul fiato invidiabile. Il personaggio è appassionato, fiero, non teme confronti. Per lui anche il bis di ‘Nessun dorma’ richiesto a gran voce da un pubblico in delirio. In una serata di grazia anche la Liù di  Vittoria Yeo è meravigliosa: i suoi filati sono sottilissimi ma sonori, la ricchezza di colori le dona una vocalità morbida e sinuosa, grande è la nobiltà del personaggio di cuore e tenerezza nonostante la condizione di schiava. I ruoli di Ping, Pong e Pang sono sempre molto caratteristici e resi di solito a mo’ di macchiette comiche, ma Federico Longhi, Francesco Pittari e Marcello Nardis li nobilitano con un canto corretto ed un atteggiamento mai esagerato se pur spassoso. Antonello Ceron è l’imperatore Altoum, mentre Giorgio Giuseppini è interprete di un Timur giusto ed appropriato. Il Mandarino annunciatore di proclami è  Gianluca Breda.

Con incredibile grinta Daniel Oren dirige l’orchestra dell’Arena di Verona guidandola nell’impeto degli eventi. E’ una direzione intelligente quella del Maestro israeliano: non vi sono forzature, non c’è la ricerca superflua dello stupore e del suono a tutti i costi, ma una sublimazione di quanto la partitura offre già di per se stessa: i profumi e gli echi dell’oriente fiabesco, l’elegia delle note che accarezzano i contenuti, l’energia dei sentimenti e della gioia.

Come sempre chiamato in ruolo di prim’ordine il coro preparato da Vito Lombardi. Deliziosi e certo emozionati i ragazzi del Coro di Voci bianche A.d’A.MUS. diretto da Marco Tonini.

Successo pienissimo con ovazioni per tutti i protagonisti ed il Maestro Oren da parte di una Arena straripante.

Maria Teresa Giovagnoli

LA    PRODUZIONE

Direttore d'Orchestra                      Daniel Oren 

Regia e Scene                                    Franco Zeffirelli

Costumi                                             Emi Wada

Movimenti coreografici                   Maria Grazia Garofoli

Lighting design                                 Paolo Mazzon

Maestro del Coro                             Vito Lombardi

Coordinatore del ballo                     Gaetano Petrosino

Direttore Allestimenti scenici          Michele Olcese

GLI   INTERPRETI

Turandot                               Anna Pirozzi 
Imperatore Altoum              Antonello Ceron
Timur                                    Giorgio Giuseppini
Calaf
                                       Gregory Kunde 

Liù                                         Vittoria Yeo 
Ping                                        Federico Longhi
Pong                                       Francesco Pittari

Pang                                       Marcello Nardis
Un mandarino                       Gianluca Breda
Il Principe di Persia              Ugo Tarquini

Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici dell’Arena di Verona

Coro di Voci bianche A.d’A.MUS. diretto da Marco Tonini

FOTO ENNEVI - FONDAZIONE ARENA DI VERONA

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