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TURANDOT, G. PUCCINI – ARENA DI VERONA, mercoledì 16 luglio 2014

Per il quarto appuntamento in cartellone torna all’Arena di Verona l’allestimento di Turandot che Franco Zeffirelli realizzò per il Festival del 2010. Ancora una volta siamo immersi negli scintilii di una Pechino magica e vibrante, ove sembra che le soluzioni dei tre enigmi aleggino in ogni angolo. La speranza, quel ‘fantasma iridescente’ come le meravigliose scene color oro che abbagliano quasi a un primo sguardo; il sangue, con il rosso delle luci saggiamente disposte da Paolo Mazzon ad illuminare i draghi cinesi che minacciosamente adornano le tende pergamenacee che separano le scene; infine lei, Turandot, la principessa di ghiaccio che appare dall’alto della sua torre, distante, altera, irraggiungibile, che però si sgela di fronte alla passione ed al coraggio del principe ignoto, in cui arde proprio quel sangue rosso e passionale che lo spinge verso la dura prova d’amore.

È innegabile che quando ci troviamo di fronte ad un allestimento curato dal Maestro Zeffirelli è la sua maestosità a colpirci, la magnificenza delle scene, il modo in cui il palcoscenico si anima con le molteplici comparse, ognuna impegnata in piccoli movimenti specifici, ed il coro attivo e partecipe agli eventi, il che permette anche ai coristi di fondere al meglio i diversi impasti vocali. A completamento di tanto sfarzo ci sono gli impeccabili e ricchissimi costumi di Emi Wada. Dunque se sono il sogno e la favola che si cercano in una rappresentazione di Turandot, in questa produzione si viene decisamente accontentati.

Il ruolo del titolo è affidato alla giovane Tiziana Caruso. Il soprano ha mostrato un gran carattere supportato da uno strumento vocale robusto e voluminoso, che unito ad una raffinata regalità nell’interpretazione, ci ha offerto una principessa di ghiaccio sì, ma anche volitiva e sicura di sé.

Il coraggioso Calaf è stato un generosissimo Marco Berti.  Del tenore apprezziamo il fraseggio morbido e la pronuncia chiara. E nonostante si attenda sempre l’esecuzione dell’ aria ‘Nessun dorma’ per poter apprezzare a pieno l’interpretazione di questo ruolo, a noi ha convinto molto di più nel resto della rappresentazione, mettendo in luce il canto fluido e la voce vellutata.

La dolce Liù è una Rachele Stanisciimpegnatissima nella parte. La sua voce non ci sembra particolarmente adatta ad interpretare la povera ed indifesa schiava, ma l’interprete aggiunge tale anima ed espressività al canto da far comunque apprezzare la sua performance.

Molto interessante la prova di Giorgio Giuseppinicome Timur. La sua voce, così come il suo incedere, offrono un piglio ed una eleganza tale da lasciare molto colpiti.

Nel ruolo dei caleidoscopici (anche nei costumi) Ping, Pong e Pang, molto bene sia per interpretazione che per impegno e bellezza timbrica Vincenzo Taormina, Paolo Antognetti e Saverio Fiore.
Un po’ lontano in scena Gianfranco Montresorper poterne apprezzare a pieno voce e timbro come Mandarino. Corretto anche l’Altoum di Antonello Ceron.

Serata molto positiva per il coro areniano di Armando Tasso che ci è parso omogeneo, attento, in ottima forma, come bravi i bimbi del coro voci bianche A. d'A.Mus di Marco Tonini.

Daniel Orenritrova la potremmo definire ‘sua’ orchestra come un padre che guida i suoi figli: ha diretto con anima e cuore ogni singola battuta, lo abbiamo ascoltato incitare letteralmente i musicisti nei momenti di lirismo più toccante ,così come nei concitati crescendo. È il suo inconfondibile stile che permea tutta la rappresentazione.

Applausi generosi per tutti gli interpreti da parte di un pubblico ahi noi particolarmente rumoroso ed indisciplinato, con doverosi e sentiti omaggi al grande Regista Zeffirelli che ha voluto salutare il suo pubblico dal palcoscenico a fine rappresentazione, tra gli artisti e le sue spettacolari creazioni.
MTG

LA PRODUZIONE

Direttore d'orchestra
Daniel Oren
Regia e scene
Franco Zeffirelli
Lighting designer
Paolo Mazzon
Costumi
Emi Wada
Maestro del coro
Armando Tasso
Direttore corpo di ballo
Renato Zanella
Direttore allestimenti scenici
Giuseppe De Filippi Venezia
Movimenti coreografici
Maria Grazia Garofoli
Direttore voci bianche
Marco Tonini
Coro voci bianche
 A. d'A.Mus.

GLI INTERPRETI
Turandot
Tiziana Caruso
Altoum
Antonello Ceron
Timur
Giorgio Giuseppini
Calaf
Marco Berti
Liù
Rachele Stanisci
Ping
Vincenzo Taormina
Pong
Paolo Antognetti
Pang
Saverio Fiore
Un mandarino
Gianfranco Montresor

ORCHESTRA, CORO, CORPO DI BALLO E TECNICI DELL'ARENA DI VERONA






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