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SIMON BOCCANEGRA, GIUSEPPE VERDI – TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, MERCOLEDI’ 18 APRILE 2018

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E’ arrivata a Bologna parecchio sfoltita nell’allestimento la produzione del Simon Boccanegra in coproduzione col Teatro Massimo di Palermo datata quasi dieci anni addietro. Lo spettacolo di Giorgio Gallione si basa su di una atmosfera molto rarefatta e cupa che gioca molto sui contrasti chiaro scuro delle scene di Guido Fiorato e sulle luci che Daniele Naldi vuole altrettanto in contrasto, in continua alternanza tra il rosso caldo della passione ed il freddo blu che richiama il mare. Con Genova sullo sfondo a ricordare ove si svolge l’azione, complessivamente lo spettacolo è molto lineare e semplice nella sua eleganza, senza colpi di teatro o particolari dinamismi tra i personaggi. I contrasti politici ed i complotti che ne derivano sono materia sì succulenta che con gli interpeti giusti può certo bastare a rendere esplicita la drammaticità dell’opera. Forse gli elementi scenografici mancanti davano un maggior senso di raccoglimento e concretezza all’oggetto, mentre in questo caso l’azione scenica si è svolta principalmente su di una pedana un po’ spoglia con magnifici mosaici e pochi altri elementi architettonici. In questo modo gli interpreti hanno potuto esprimersi al loro meglio guidati soprattutto dalla musica e dalle proprie sensazioni. I costumi di foggia classica sono sempre opera di Fiorato.

A ‘cullare’ le onde delle note ci ha pensato l’orchestra particolarmente in forma guidata dal Maestro Andriy Yurkevych, in cui abbiamo scoperto una sensibilità particolare nel cercare un suono pieno di sfaccettature ed ampio, che sottolinea con cura le voci e si arricchisce di colori perfettamente in simbiosi con gli eventi.

Il Simone di Dario Solari può vantare certamente una voce dal colore affascinante e rotondo, ma che purtroppo non ha potuto eccellere per tutta la durata della recita, con qualche sbavatura timbrica negli attacchi o nel salire sul rigo. Di carattere e splendidamente interpretato è stato il Fiesco di Michele Pertusi: grande personalità e voce veramente cavernosa che arriva con agio sui gravi come si addice ad un vero basso. Generoso e pertinente al ruolo è stato anche  Stefan Pop nei panni di Gabriele Adorno: voce piena e solida che amplifica le caratteristiche dell’uomo innamorato, orgoglioso ma al contempo giusto.  Yolanda Auyanet è stata una Amelia di notevole impatto scenico e forte personalità, dalla voce ampia e ben proiettata in avanti; forse manca qualche finezza nell’acuto che talvolta ci è apparso un po’ rigido.  Paolo Albiani è un Simone Alberghini molto intraprendente dalla voce  particolarmente morbida nella zona centrale del suo registro;  buono il Pietro di Luca Gallo; hanno completato propriamente il cast  Antonio Feltracco come capitano dei balestrieri ed Aloisa Aisemberg come Ancella di Amelia.

Preparato da Andrea Faidutti il coro ha offerto anche in questo caso un impasto vocale molto raffinato ed una buona partecipazione in scena.

Teatro pieno e pubblico molto soddisfatto che ha tributato la sua maggior preferenza a Pertusi tra gli interpreti generalmente apprezzati con applausi prolungati.

Maria Teresa Giovagnoli

 

LA    PRODUZIONE

Direttore                      Andriy Yurkevych

Regia                          Giorgio Gallione

Scene e costumi           Guido Fiorato

Luci                             Daniele Naldi

Maestro del Coro        Andrea Faidutti

GLI   INTERPRETI

Simon Boccanegra     Dario Solari 

Amelia Boccanegra     Yolanda Auyanet 

Jacopo Fiesco     Michele Pertusi 

Gabriele Adorno     Stefan Pop 

Paolo Albiani     Simone Alberghini 

Pietro     Luca Gallo

Un capitano dei balestrieri     Antonio Feltracco

Un’ancella di Amelia     Aloisa Aisemberg

Produzione del TCBO con il Teatro Massimo di Palermo

In collaborazione con la Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone”

 Foto Rocco Casaluci

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