SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA FILARMONICA DI VERONA 2022 – CONCERTO DELL’ORCHESTRA MOZART, DANIELE GATTI DIRETTORE.

Appuntamento atteso per il Settembre dell’Accademia Filarmonica di Verona che ha visto protagonisti l’Orchestra Mozart di Bologna ed il Direttore Daniele Gatti con un programma che spaziava da Richard Strauss a Ludwig Van Beethoven e due dei loro capolavori.

L’Orchestra Mozart ha una storia eccellente, iniziata nel 2004 grazie all’Accademia Filarmonica di Bologna, diretta per dieci anni da Claudio Abbado e costituita dalle eccellenze provenienti dalle più blasonate orchestre internazionali.  Dal 2020 Gatti ne è illustre direttore musicale e l’attività prosegue intensa con il progetto di eseguire tutte le nove sinfonie beethoveniane a partire proprio dalla Terza in programma nella tournée di questi giorni in giro per l’Italia.

La prima parte del concerto vede protagonista Strauss con ‘Metamorphosen’, studio per 23 archi solisti’. Un lavoro immenso da parte del compositore, tra gli ultimi della sua vita conclusasi nel 1949, scritta in un mese nella primavera del ’45, quando l’Europa era devastata dalla Seconda Guerra Mondiale e le certezze su cui chiunque poteva basarsi vacillavano e si dissolvevano. Due anni prima fu bombardata la Staatsoper di Monaco, tra le tante città ferite e menomate dal conflitto, il che costituì probabilmente una delle ennesime ferite nell’animo dell'autore che concepì una sorta di profonda elaborazione musicale in continua evoluzione, volta forse a spiegare di getto, di istinto magari, le emozioni di chi vive un momento tragico, i cui stati d’animo cambiano a seconda degli accadimenti in atto. Metamorphoson è un lungo, lento, continuo divenire di melodie contrastanti che si completano, si disgiungono e ricompattano in un malinconico flusso emozionale. Di tanto in tanto si avvertono tracce di suoni familiari o che comunque possano evocare un passato antico che il musicista tanto ammirava, ma è come se all’improvviso la dura realtà del presente lo scuota per staccarsi nuovamente dalla regolarità del flusso melodico, a testimonianza di una tragedia su cui non si ha nessun controllo. Ne consegue un racconto continuo e avvincente che tiene col fiato sospeso chi ascolta e che non da’ tregua a chi esegue. La ‘Mozart’ è espressione di rigore e continuità sonora, nonché precisione, durante tutto questo lungo viaggio, saldamente guidato dal capitano Daniele Gatti, che qui sostiene ed incita, anche verbalmente, i ‘suoi’ musicisti, esprimendo un suono ricchissimo, avvolgente ed in grado di convogliare in un armonico insieme le difficilissime linee musicali eseguite contemporaneamente. Il lavoro degli orchestrali sfocia in una incredibile esecuzione: un flusso di pensieri traghettato dalle note, una sorta di ‘stream of consciousness’ letterario tradotto in musica. 

Tornando indietro di oltre un secolo, la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55 "Eroica" di Beethoven si pone coma una sorta di antefatto emotivo, se ce lo consentite, ed anche musicale, ai temi precedenti. Come tutti sanno infatti fu revocata la dedica a Napoleone Bonaparte quando si proclamò imperatore e di fatto dittatore, tradendo tutte le aspettative di uguaglianza e libertà su cui aveva posto tanta fiducia il compositore (che poi la dedicò al principe Lobkovitz). Anche qui è evidente la delusione, con il tema funereo del secondo movimento, ad evocare desolazione e disillusione, nonché tristi presagi. Tema che per altro pare fu proprio di ispirazione a Strauss per le sue Metamorphosen, da cui il continuum narrativo del concerto. Come se l’iniziale speranza manifestata in questa sontuosa Sinfonia nel Primo movimento, così imponente e maestoso, fosse improvvisamente spezzata nel suo proseguire con la Marcia, con la sua lenta ed inesorabile mestizia, cui poi segue una sorta di riscatto, un volersi aggrappare con forza alle proprie convinzioni, sì da proiettarsi verso (forse) un futuro non lontano, ma lottando e combattendo per la libertà e la pace, espressi nel terzo e poi trionfale quarto movimento. Così la Mozart ne è interprete ideale, con una esecuzione avvolgente che passa da suoni asciutti e ben scandagliati a momenti di esaltazione intelligente senza esondare, chiamati dalla partitura stessa e dal Direttore Gatti, che avvolge l’orchestra col gesto, con lo sguardo e con una intensa ed evidente preparazione nei dettagli di questo monumentale gioiello musicale.

Pubblico entusiasta e caloroso per il Maestro e l’orchestra applauditi per diversi minuti al termine.

Maria Teresa Giovagnoli

 

PROGRAMMA

 

ORCHESTRA MOZART
Daniele Gatti direttore


Richard Strauss:

Metamorphosen


Ludwig van Beethoven:

Sinfonia n.3 in mi bemolle maggiore Op. 55 "Eroica"

FOTO ACCADEMIA FILARMONICA