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SECONDO CONCERTO STAGIONE ARTISTICA TEATRO VERDI DI TRIESTE: DIRETTORE E VIOLINO SOLISTA: SERGEJ KRYLOV, domenica 27 settembre 2020

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Continua con successo la stagione autunnale del Teatro Giuseppe Verdi di Trieste, il cui secondo appuntamento in cartellone ha visto come protagonista Sergej Krylov nella doppia veste di direttore e violino solista. Dopo i mesi di chiusura il clima che si percepiva a teatro era quello festoso delle grandi occasioni e le attese del pubblico non sono state per nulla disattese, in primo luogo da un’orchestra in gran spolvero. La prima parte del programma scelto era un viaggio nel Romanticismo che partiva dalla Russia con una 'Ouverture-fantasia Romeo e Giulietta' di cui il Krylov direttore ha dato una lettura molto passionale, proponendo un Čajkovskij quasi adolescenziale, desideroso di venire al sodo, in cui dominavano archi e percussioni tumultuosi. È una scelta che coinvolge ma sacrifica linea e dinamiche che risultano frammentate e appiattite. In breve, oltre a un po’ di pulizia, è mancata quella sensazione di amore tormentato che pervade l’opera del compositore russo.

Il Krylov violinista invece appare una persona completamente diversa per garbo, sensibilità e raffinatezza di fraseggio di cui è stato capace nel 'Concerto in mi minore per violino e orchestra op.64' di Felix Mendelssohn-Bartholdy. Qui davvero si è visto il fuoriclasse, quello a cui non riesci a scollare gli occhi di dosso per magistero tecnico e per bellezza e presenza fisica del suono a tutte le altezze, un suono che svetta sull’orchestra anche nei pianissimi.

La seconda parte della serata è proseguita con la sinfonia da 'La gazza ladra' di Rossini i cui virtuosismi sono stati l'ouverture ideale per il terzo tempo del 'Concerto n. 2 in si minore per violino e orchestra' di Paganini, detto 'La Campanella', uno dei capisaldi della letteratura per violino virtuoso.  Nuovamente il violinista russo stupisce per il controllo assoluto dello strumento – e in questo caso anche dell’orchestra che segue con lo sguardo, per la grande tavolozza di colori che mette in mostra e soprattutto per come riesce a trovare il bandolo della matassa nella scrittura iperornamentata di Paganini e creare un discorso musicale non fine a se stesso, ma intrigante e coinvolgente.  

Ovazioni per Krylov che si congeda dal pubblico triestino con l'ouverture da 'Le nozze di Figaro' e lo 'Scherzo' da 'Sogno di una notte di mezza estate' di Mendelssohn-Bartholdy.

Andrea Bomben

Direttore e violino solista
Sergej Krylov

Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

Pëtr Il’ič Čajkovskij
Romeo e Giulietta, ouverture-fantasia in si minore

Felix Mendelssohn-Bartholdy
Concerto in mi minore per violino e orchestra op.64

Gioachino Rossini
Sinfonia da La gazza ladra

Niccolò Paganini
“La campanella”, III tempo dal Concerto n. 2 in si minore per violino e orchestra op.7

 

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