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SAMSON ET DALILA, CAMILLE SAINT-SAËNS – TEATRO REGIO DI TORINO, DOMENICA 20 NOVEMBRE 2016

Per il secondo titolo in cartellone il Regio di Torino mette in scena una spettacolare produzione di Samson et Dalila di Saint-Saens in collaborazione con il China National Centre for the Performing Arts curata da Hugo de Ana. É un allestimento completo e studiato fin nei particolari per rendere giustizia al testo ed ai singoli personaggi, creando una ambientazione astratta e simbolica, ma con spunti di estrema concretezza. Meravigliosi sono gli ambienti creati da de Ana, che richiamano tanto i fasti ampollosi dei Filistei che le umili condizioni degli schiavi Ebrei; osserviamo ambienti e scalinate rocciosi o stanze riccamente allestite di tendaggi e arredi preziosi. Le proiezioni ed i video di Sergio Metalli offrono un commento e completamento a quanto si assiste in scena, con richiami a corpi statuari che muovendosi creano geometrie avvolgenti, oppure con aggiunte scenografiche che arricchiscono e talvolta spiegano. Anche i costumi di de Ana sono concepiti per mettere in risalto l’omogeneità del popolo ebraico nella sua miseria grigia in opposizione alla ricchezza e caleidoscopica vivacità filistea. Quasi magico il disegno luminoso di Vinicio Cheli che arricchisce, esalta e crea sfumature o contrasti di colore magnifici affinché tutto sia avvolto da un clima fiabesco. Perfino il sipario anticipa o prosegue ciò che si vede sul palco, si pensi alle immagini del tempio di Dagon che in chiusura prosegue la sua inesorabile distruzione in blocchi a caduta libera.

Veramente coinvolgente nelle sue coreografie Leda Lojodice. Raramente si assiste ad esecuzioni così pertinenti ed intelligenti. La personalissima interpretazione delle danze nell'atto conclusivo che vede protagonista il popolo ebreo in grigie nudità cui infine si uniscono e contrappongono i coloratissimi oppressori è molto di effetto e ben lungi da qualunque banalità. 

Un bravissimo va al coro del Regio che tanta parte ha in questo capolavoro ed è stato pronto ad entrare vivamente e vocalmente in questa partitura dall’ animo oratoriale. Forse più profondità avrebbe potuto offrire il Maestro Pinchas Steinberg che ha diretto l’orchestra sempre in modo molto intimo e forse un pò dimesso, recuperando espressività in poche occasioni nell’ultimo atto.

Samson trova grinta e nobile voce in Gregory Kunde dal fraseggio invidiabile, voce che offre ancora dei numeri di grande efficacia ed una interpretazione coerente ed intensa.

Daniela Barcellona porta a casa il personaggio forse con meno convinzione pur dotata di bel timbro che però non risalta nella tessitura di Dalila.

Claudio Sgura è sicuro ed imperioso nel ruolo del Sommo sacerdote di Dagon cui aggiunge anche sensualità in scena e vocalmente.

Bello il timbro rotondo e scuro del vecchio ebreo Sulkhan Jaiani, come pure interessante quello di Abimélech interpretato da Andrea Comelli.

Chiudono il cast i degni messaggero e due filistei, Roberto Guenno, Cullen Gandy e Lorenzo Battagion.

Teatro gremito e festante per tutti al termine.

Maria Teresa Giovagnoli

LA PRODUZIONE

Direttore d'orchestra Pinchas Steinberg
Regia, scene e costumi Hugo de Ana
Coreografia Leda Lojodice
Video Sergio Metalli
Luci Vinicio Cheli
Assistente alla regia Patrizia Frini
Assistente alle scene Manuela Gasperoni
Assistente ai costumi Elena Cicorella
Maestro del coro Claudio Fenoglio

 GLI  INTERPRETI

Dalila mezzosoprano Daniela Barcellona

Samson tenore Gregory Kunde

Il sommo sacerdote di Dagon
baritono

Claudio Sgura
Abimélech, satrapo di Gaza
basso

Andrea Comelli
Un vecchio ebreo basso Sulkhan Jaiani
Un messaggero filisteo tenore Roberto Guenno
Primo filisteo tenore Cullen Gandy
Secondo filisteo baritono Lorenzo Battagion

Orchestra e Coro del Teatro Regio

Nuovo allestimento
in coproduzione con il China National Centre for the Performing Arts

Foto Ramella&Giannese - Edoardo Piva

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