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RIGOLETTO, GIUSEPPE VERDI – TEATRO LA FENICE, 23 settembre 2012, ore 15,30 (in replica fino al 29 settembre)


Quando Victor Hugo scrisse ‘ Le roi s’amuse’ nella prima metà del 1800, narrò le vicende reali del libertino re di Francia Francesco I e della sua corte dissoluta. Da questo dramma Giuseppe Verdi trasse spunto per la trama della sua opera che, insieme alle altre due della cosiddetta Trilogia Popolare (Rigoletto, Traviata e Trovatore), è una delle più rappresentate e di maggior successo ancora oggi. Così, cambiando debitamente nomi e riferimenti, dalla corte di Francia si passò a quella non più esistente di Mantova, dove a prender vita sono le storie del povero gobbo e di sua figlia, che per amore di un uomo immeritevole, compie il gesto di sacrificio fatale che concretizza la maledizione lanciata sull’infelice genitore.


A Venezia la prima dell’opera fu allestita l’11 marzo 1851. E ieri sera, ancora una volta, il pubblico veneziano ha potuto godere di questa opera immortale. Il regista Daniele Abbado ha riproposto la scenografia ideata nel 2010, estremamente essenziale per una ambientazione contemporanea, sottolineata dai costumi di  Alison Chitty. Il palco pressoché vuoto è semplicemente riempito con delle strutture rigide ed arcuate che si muovono lungo la scena a formare porte o finestre, e gli unici effetti visibili sono attuati dalle luci in toni piuttosto cupi. Molto spazio viene dunque lasciato all’immaginazione di pubblico e protagonisti nel vivere i drammi narrati.

 Abbigliato come un pagliaccio, Dimitri Platanias interpreta un Rigoletto molto intenso ed appassionato, la cui recitazione ha suscitato forti emozioni tra il pubblico. La sua voce baritonale è molto corposa, dal buon volume, e scura, degna del suo ruolo. Grande intesa col personaggio di Gilda, con cui è stato molto applaudito soprattutto nei duetti:Figlia! Mio padre!’, nella celeberrima‘Sì, vendetta, tremenda vendetta’, e nel commuovente finale. Al termine della rappresentazione ha ricevuto una standing ovation da parte degli appassionati in platea. 

Gilda è interpretata da una Desirée Rancatore profondamente immedesimata nel personaggio. La sua voce inconfondibile è talmente duttile da cambiare notevolmente a seconda di ciò che avviene in scena: super acuta nelle note più alte, riesce a produrre dei pianissimo intensi e ben sostenuti  nei momenti più delicati, per poi diventare particolarmente corposa e scura nelle scene più drammatiche. La famosissima aria ‘Caro nome’ è cantata con intensità interpretativa e tecnica vocale davvero notevoli. La sua interpretazione della fanciulla illusa e delusa dall’amore ha convinto ad ogni atto ed ha strappato molti applausi di ammirazione. 

Gianluca Terranova, nel ruolo del Duca di Mantova, ha una voce molto chiara ed acuta. Anche se non particolarmente in linea con quanto il bravo tenore sappia offrire solitamente, ieri sera si è distinto soprattutto per le sue capacità attoriali, ben messe in luce dal personaggio del nobile seduttore, ed il pubblico ha ugualmente apprezzato le sue esecuzioni di ‘Questa o quella per me pari sono ’, del duetto con Gilda ‘È il sol dell'anima ‘, e de ‘La donna è mobile’. Buona l’intesa in scena col soprano Desirée Rancatore.

Applauditi ed apprezzati anche Gianluca Buratto ed Anna Malavasi, rispettivamente nei ruoli di Sparafucile e Maddalena. Molto ben interpretati i loro personaggi e davvero ottima la prova canora, con delle voci interessanti e convincenti.
Bella prestazione interpretativa e vocale è stata offerta anche, tra gli altri, da Elena Traversi, Luciano Batinic, e Luca Dall’Amico, rispettivamente nei ruoli della contessa di Ceprano, del conte di Monterone, e del conte di Ceprano.

Il coro del Teatro La Fenice diretto da Claudio Marino Moretti ha offerto ancora una volta una lodevole prestazione tecnica ed interpretativa, così come il corpo di ballo, che , con le coreografie di Simona Bucci ha offerto anche momenti di sensualità al pubblico in sala.
L’orchestra della Fenice guidata del maestro Diego Matheuz ha ben brillato ieri sera. Il direttore ha tenuto in pugno l’organico, ma sempre con un occhio ben attento ai cantanti. Ha saputo donare carattere di intensità e commozione alla musica, così come brillantezza e leggerezza, a seconda degli accadimenti in scena. Tanti gli applausi tributati alla sua conduzione.

Con innumerevoli ovazioni ai protagonisti, il pubblico ha lasciato la sala ancora una volta molto soddisfatto ed emozionato.

MTG

LA PRODUZIONE

Maestro concertatore             Diego Matheuz
e direttore
regia                                       Daniele Abbado
regista collaboratore              Boris Stetka
scene e costumi                      Alison Chitty
coreografia                             Simona Bucci
light designer                          Valerio Alfieri



GLI INTERPRETI

Il duca di Mantova                 Gianluca Terranova
Rigoletto                                 Dimitri Platanias
Gilda                                      Desirée Rancatore
Sparafucile                             Gianluca Buratto
Maddalena                             Anna Malavasi
Giovanna                                Annika Kaschenz
Il conte di Monterone             Luciano Batinic
Marullo                                  Armando Gabba
Matteo Borsa                          Iorio Zennaro
Il conte di Ceprano                 Luca Dall’Amico
La contessa di Ceprano          Elena Traversi
Un usciere di corte                 Antonio Casagrande
Un paggio della duchessa      Emanuela Conti

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO LA FENICE

Maestro del Coro Claudio Marino Moretti

con sopratitoli  allestimento Fondazione Teatro La Fenice









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