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PETITE MESSE SOLENNELLE DI GIOACHINO ROSSINI, FESTIVAL VICENZA IN LIRICA – TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, SABATO 31 AGOSTO 2019

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Assistere alla ‘Petite messe solennelle’ di Rossini è una evento non solo uditivo, ma anche e soprattutto una esperienza a tuttotondo che riguarda tanto la sfera sensoriale, quanto l’area dei sentimenti e dell’emotività. Questo avviene solo quando si ha di fronte un musicista come  Michele Campanella che ha portato sulle tavole del Teatro Olimpico di Vicenza tutta l’ esperienza di una carriera pluridecennale letteralmente al servizio dei compositori e soprattutto della musica, come pianista, come insegnante ed anche come direttore d’orchestra, sempre con una modestia che lo porta a porsi in secondo piano di fronte ai coristi ed ai solisti, che secondo lui sono i veri artefici della bellezza posta in essere. La sua ‘Petite’ vuole tornare alle origini, a quando nel 1863 Rossini compose il suo omaggio alla fede ed all’intimità che essa reca in chi la coltiva, come intimo è il suono del pianoforte rispetto alla successiva e più snaturata versione orchestrale, e come intimo e raccolto è il teatro Olimpico sold out per questa occasione.

Una messa piccola solo nella modestia del compositore, che ne evocava certo la solennità ma in un luogo raccolto e per pochi intimi. Musica ricca di piccoli giochi tra i solisti, sfumature pennellate nota dopo nota tra le sezioni corali, musica che esige la massima concentrazione per scoprirne i misteri. Campanella suona e dirige contemporaneamente, perché una deve essere la mente che armonizza il risultato complessivo, uno deve essere il comune intento. Così il coro Schola San Rocco  respira e canta letteralmente seguendo le mani e gli inequivocabili accenni di Campanella,  in perfetta simbiosi con la partner Monica Leone al secondo piano, che è secondo solo per quantità e non certo per importanza, in quanto ‘doppio’ doveva essere il suono voluto da Rossini, che addirittura prevedeva pochi coristi in origine per un effetto ancora più suggestivo. Il Maestro Francesco Erle ha preparato il coro a questa serata curando particolarmente l’insieme ed il colore delle sezioni; gli attacchi sono precisi ed all’unisono, la pronuncia risulta chiara e generalmente si nota una morbidezza tale nel suono come ascendesse al cielo in una grande cattedrale. Silvio Celeghin all’harmonium è il completamento ideale per aggiungere quella sonorità ecclesiastica che con i suoi interventi sigilla la solennità della composizione. Felicissimo il team di solisti che ci premia nell’ ascoltare la meravigliosa voce di Barbara Frittoli, che con la sua sensibilità musicale esalta una scrittura carica di raccoglimento. ‘Crucifixus’ e ‘O salutaris hostia’  sono una sintesi di tecnica perfetta: voce salda e fraseggio impeccabile e morbido con un canto sempre sul fiato; una interpretazione fedele alla sua straordinaria carriera che la vede in prima linea per approfondimento vocale e continuo perfezionamento da fuoriclasse. E se di classe parliamo Sara Mingardo ne è fulgido esempio per compostezza, ricerca del suono appropriato ad espressione vivida della parola cantata, con un timbro sempre inconfondibile che crea un effetto chiaro scuro con le altre voci ed impressiona se da solo, come nella mirabile ’Agnus dei’, un finale intimo e prezioso. Ben figurano anche le due voci maschili dei giovani Alfonso Zambuto, generoso tenore in grado di tradurre una certa emozione in carica comunicativa e di gestire la tensione al servizio di una maggiore intensità vocale, e Davide Giangregorio, per noi una bella scoperta che canta con estrema naturalezza tuffandosi negli abissi più scuri del suo timbro di basso senza però affossare il suono e concentrandosi sia sull’esecuzione che sull’espressività esecutiva.

Serata aperta con i ringraziamenti del direttore artistico Andrea Castello alle autorità ed a tutti coloro che rendono possibile il Festival, che comincia registrando oltre al detto sold out minuti interminabili di applausi, da parte del pubblico attentissimo ed estremamente coinvolto con diverse chiamate alla ribalta per i protagonisti. Il Festival prosegue fino al 15 settembre con numerosi altri eventi.

Maria Teresa Giovagnoli  

LA LOCANDINA

Michele Campanella, concertatore e primo pianoforte
Monica Leone, secondo pianoforte
Silvio Celeghin, harmonium

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Barbara Frittoli, soprano
Sara Mingardo, contralto
Alfonso Zambuto, tenore
Davide Giangregorio, basso
Coro Schola San Rocco di Vicenza diretto dal Maestro Francesco Erle

FOTO BY COLORFOTO ARTIGIANA

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