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ORFEO ED EURIDICE, CHRISTOPH WILLIBALD GLUCK - OPERAESTATE FESTIVAL VENETO, BASSANO DEL GRAPPA

Orfeo-Ceccon-2

Per l’edizione 2019 di  Operaestate Festival Veneto l’appuntamento con la lirica, in collaborazione con il comune di Padova, apre con una operazione musicale molto ricercata operata dal Maestro Marco Angius che dirige stabilmente l’Orchestra di Padova e del Veneto ormai da diversi anni, con una attenzione particolare al repertorio contemporaneo ed alla ricerca di innovazioni stilistiche musicali. Non poteva essere dunque una ‘semplice’ (se mai può esserlo) esecuzione di un capolavoro settecentesco come l’Orfeo ed Euridice di Gluck, quella portata in scena per questa occasione, ma una attenta concertazione ben analizzata, studiata e rinnovata. Questo grazie all’inserimento di pezzi da altre composizioni come si usava ai tempi del compositore. Sin dalla ouverture, senza nulla togliere a quella magnifica composta da Gluck, Angius ha preferito il Poema sinfonico Orpheus di Franz List, risalente al 1854, quando al musicista ungherese fu chiesto di scrivere per la corte di Weimar due poemi sinfonici che aprissero e chiudessero l’opera, che per quella occasione era la rivisitazione francese di Berlioz. Con questo pezzo Angius ci porta alle amorose angosce del povero Orfeo, grazie alla delicatezza della ‘sua’ arpa, degli echi che rimbalzano tra archi e fiati dolcemente fusi in un armonioso flusso di pathos. Sempre da Gluck il Direttore ha inserito anche la ‘Danza delle Furie’ nel secondo atto, scelta intelligente considerando la forza del pezzo ed il momento in cui Orfeo ha la meglio sulle Furie. Infine con la II Sequenza di Berio siamo addirittura nel 1963, che riecheggia per un Orfeo tragicamente colpito dalla seconda morte di Euridice ed il suo cuore si spezza come le corde dell’arpa.

Doveva essere la cornice del Castello Tito Gobbi di Bassano il luogo ove immergere le storie di Orfeo, Euridice e Amore, tra le mura antiche e le merlature a fare da sfondo naturale alle coreografie della Compagnia Lubbert Das, ma a causa del maltempo lo spettacolo è stato spostato giustamente al teatro Remondini, con ovvia perdita di atmosfera e chiaramente un risultato potremmo dire meno poetico della messa in scena. Ma il tempo è birichino e comunque un plauso all’organizzazione per la tempestiva sistemazione al chiuso.

Nei panni di Orfeo troviamo Laura Polverelli che ci offre una interpretazione matura e consapevole del mito fatto uomo e senza inutili fronzoli. Lo spessore del suo timbro cinerino attribuisce allo sfortunato amante un carattere deciso, il cui amore è ben lungi da quello angelicato tanto caro ai secoli che furono, ma concreto seppur volto all’eterno. Con piglio tenue e movenze leggiadre l’Euridice di Michela Antenucci sa essere sinuosa come la sua voce delicata, mostrando anche carattere nel vedersi negato lo sguardo del suo amato. Amore è una energica Veronica Granatiero impegnata parecchio anche dal punto di vista coreografico. A proposito di coreografie lo spettacolo è completato con le grintose danze di Ombre scure che popolano la scena ad opera della compagnia Lubbert Das diretta da Nicoletta Cabassi.

Il coro Iris Ensemble è stato vocalmente partecipe ed in linea con l’esecuzione generale, molto attento all’orchestra nonostante questa fosse in fondo al palcoscenico e quindi di spalle. Nei panni di pastori, Furie, nonché eroi ed eroine i cantori sono stati un po’ trattenuti sul lato espressivo per via della  tunica parecchio ingombrante, che unitamente ad un caschetto biondo uniforme per tutti li ha resi meno credibili visivamente.

Angius ha diretto l’Orchestra di Padova e del Veneto volto alla modernità, senza lungaggini sonore o languori ingiustificati. La sua lettura è asciutta ma consapevole e comunque legata al testo, con ritmo e suoni decisi a portare in avanti un discorso musicale che racconta ed amplifica i contenuti senza mai sovrastare gli interpreti, che molto accuratamente lo seguono se pur di spalle.

Il tempo non ha vinto sul pubblico che, soddisfatto, ha riempito il Remondini applaudendo tutti con generosità.

Maria Teresa Giovagnoli

LA    PRODUZIONE

Maestro concertatore e direttore Marco Angius
Coro Iris Ensemble diretto da Marina Malavasi
coreografie  Compagnia Lubbert  Das diretta da Nicoletta Cabassi

 

GLI   INTERPRETI

Orfeo              Laura Polverelli
Euridice         Michela Antenucci
Amore            Veronica Granatiero

Orchestra di Padova e del Veneto
coproduzione con Stagione Lirica del Comune di Padova

Foto Grancarlo Ceccon

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