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NORMA, V. BELLINI – TEATRO CARLO FELICE DI GENOVA, 27 e 28 GENNAIO 2018

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Una Norma radical chic è approdata al Teatro Carlo Felice nell’allestimento del Teatro Massimo di Palermo a cura di Luigi di Gangi e Ugo Giacomazzi che firmano la regia di questo spettacolo insieme con il nome di Teatrialchemici.

La regia è tutto sommato interessante, i personaggi si muovono avendo sempre un rapporto con dei “fili” che sembrano gestire le loro vite, dei fili che di volta in volta si fanno ora legami ora prigioni, ora vincoli indissolubili.   Le scene di Federica Parolini sono astrattamente coinvolgenti così come pure i giochi di luci e colori appropriati di Lugi Biondi.  I costumi di Daniela Cernigliaro sono invero bruttini.

Manca forse un pochino di solennità, un pochino di quella straordinaria “grandezza” che pure è presente in questo capolavoro belliniano.

Il Carlo Felice schiera due cast che trovano nelle due protagoniste i punti di forza.

Mariella Devia è senza ombra di dubbio la più grande belcantista italiana degli ultimi 50 anni (di cui la Signora ne ha passati più di 40 sulle scene!).

Norma è ruolo che sente molto, lo ha assimilato nel corso delle frequentazioni degli ultimi anni.

La voce suona perfettamente a fuoco, emessa e sostenuta in modo mirabile. Il legato è semplicemente perfetto, lo stile sempre misurato ed appropriato. Lo scavo interiore della donna e dell’Artista sono di classe.

Una Norma per certi versi “storica” quella della Devia; Artista di caratura unica, presente a se stessa ed al suo pubblico con la serietà, la professionalità e l’onestà che è propria solo delle grandissime artiste.

Annalisa Stroppa è una giovane mezzosoprano con mezzi ragguardevoli per colore, volume ed intensità. E’ certamente tra le più promettenti voci della sua generazione. Sicuramente ha pagato un pochino l’emozione di cimentarsi nel debutto accanto ad una gigante come la Devia ed in effetti, la sacerdotessa e la novizia erano pressoché perfette assieme.

Stefan Pop è una delle voci più belle del panorama lirico odierno. Voce timbrata, virile, ampia, sostenuta correttamente; canta con proprietà di fraseggio e di accenti, lega il suono in modo efficace. Forse il ruolo andrebbe “rifinito” un pochino di più nell’ultima grande scena dove, al canto stentoreo, dovrebbe cercarsi qualche finezza in più; ma la prova resta davvero notevolissima.

Riccardo Fassi si è messo in luce per una voce di grande qualità e bellezza nel ruolo di Oroveso.

Nel secondo cast ha dominato la Norma, al debutto, di DesireeRancatore.

Carriera di primissimo ordine nel repertorio belcantistico, la Rancatore affronta il ruolo per la prima volta dopo più di 20 anni di palcoscenico. Bisogna ammettere subito una cosa. Centra perfettamente la sfida.

La cantante siciliana affronta Norma senza sbavature, senza mai forzare il suo strumento, i passi più scabrosamente drammatici li risolve con gli accenti, sfuma, modula il colore della sua voce senza mai perderne di vista la natura.

E’ un debutto di grande spessore e di grande maturità per il soprano palermitano.

Con la frequentazione e con il tempo troverà certamente anche piccole e più interessanti sfumature nel recitativo iniziale della sua grande entrata prima di “Casta Diva” dove, forse complice la grande emozione, è rimasta un filino generica e più attenta e concentrata sul suono che sulla parola.

Accanto a lei purtroppo il cast era molto differente dalla grandissima qualità della prima compagnia.

Adalgisa era un’improbabile Valentina Boi che ha cantato il ruolo senza legare un suono, senza alcuna morbidezza, con un’emissione tutta “aperta” e volta alla ricerca di volume e con un’intonazione troppo precaria che ha più volte rischiato di inficiare anche quella della Rancatore nei due grandi duetti.

Roberto Iuliano canta il ruolo di Pollione con bella voce e buone intenzioni. Anche nel suo caso però la visione del personaggio è lievemente troppo “monocorde” e volta all’aspetto più eroico che romantico.

Il basso Mihailo Sljvic è stato un discutibile Oroveso.

Comuni ad entrambe le compagnie l’ottimo Flavio di Manuel Pierattelli e la decorosa Clotilde di Elena Traversi.

L’Orchestra è stata un altro punto di forza di questa produzione.

Andrea Battistoni, anche lui al debutto con il titolo, ha cercato ed ottenuto un perfetto bilanciamento sonoro con il palcoscenico, ricercando un suono terso e trasparente e mettendosi al servizio degli Artisti impegnati nei rispettivi ruoli. Approccio intelligente e maturo da parte sua che poi si è cimentato in un vorticoso, frenetico e velocissimo coro “Guerra Guerra”.

Decoroso il Coro diretto da Franco Sebastiani

Al termine di entrambe le recite ovazioni per le due protagoniste, calorosi consensi per gli altri protagonisti ed il direttore.

Simone de Angeli

 

LA   PRODUZIONE

Direttore d’Orchestra          Andrea Battistoni
Regia                                      Teatrialchemici – Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi
Assistente alla regia             Federico Vazzola
Scene                                     Federica Parolini
Costumi                                Daniela Cernigliaro
Luci                                        Luigi Biondi
Maestro del Coro                 Franco Sebastiani


GLI   INTERPRETI


Norma                                   Mariella Devia – DesiréeRancatore
Adalgisa                                Annalisa Stroppa – Valentina Boi
Pollione                                  Stefan Pop – Roberto Iuliano
Oroveso                                 Riccardo Fassi – Mihailo Šljivić
Clotilde                                  Elena Traversi
Flavio                                     Manuel Pierattelli

 

Allestimento Fondazione Teatro Massimo di Palermo – Arena Sferisterio di Macerata Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice

Cover foto Rosellina Garbo

 

 

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