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MADAMA BUTTERFLY, G. PUCCINI – TEATRO VERDI DI TRIESTE, sabato 8 marzo 2014

Nel lontano aprile 1914 andava in scena per la prima volta Madama Butterfly di Puccini al Teatro Verdi triestino, ed occasione più ghiotta non poteva esserci per rappresentare nel capoluogo friulano la fortunata produzione firmata proprio recentemente dal teatro e che ha ottenuto già ampi consensi anche a livello internazionale. La regia è di Giulio Ciabatti, che con l’apporto delle scene di  Pier Paolo Bisleri, ha voluto trasportarci non solo fisicamente, ma soprattutto idealmente e col cuore nei colori, nelle sensazioni e perché no nei profumi di un Oriente riconoscibilissimo, ma non necessariamente vincolato ad un tempo preciso. Nagasaki è trasognata nei volti e nelle situazioni che inscenano i personaggi, i loro sentimenti sono espressi con estrema passione. Con lo sguardo alla tradizione giapponese, al suo teatro ‘Nō’ che rappresenta i più alti valori dell’umanità contrapponendo il divino all’umano, così la contrapposizione dei due mondi Oriente/Occidente, inavvicinabili per usi e costumi, è tragicamente esemplificata dal dramma che vive la protagonista, fiduciosa a lungo invano, fino alla terribile disillusione.

Sullo sfondo uno schermo accompagna gli eventi, siano essi il ripudio, con una cascata di petali che rimanda ad una innocenza ormai perduta, oppure una cascata di stelle tra lucciole che svolazzalo lente in scena (grazie al silenzioso apporto dei mimi nell’ombra), creando emozioni e palpiti nel toccante duetto d’amore di fine primo atto, che manda in delirio il pubblico. I suggestivi effetti di luce sono ad opera di  Claudio Schmid.

Il resto è un delizioso e garbato ambiente con una accenno alla casetta, la presenza del Torii, l’arco di accesso ai luoghi sacri giapponesi, e la bandiera americana che dallo schermo compare all’occasione, trionfale sugli astanti. Completano la raffinata rappresentazione i costumi ricchi e coloratissimi di Pier Paolo Bisleri, grazie ai quali i coristi ricordano davvero gli imponenti e maestosi samurai e le coriste, come le protagoniste stesse, sembrano delle delicate bambole di porcellana, che con i loro movimenti fluidi ed aggraziati sembrano poter spezzarsi all’improvviso, come in un triste presagio.

I capricci del meteo attuale hanno costretto il tenore Luciano Ganci a lasciare il posto al collega Luis Chapa per l’ultima rappresentazione nel ruolo di Pinkerton. Il messicano ha uno strumento che si esprime particolarmente con agio nel registro acuto e si mostra disinvolto sul palco. Ottimo il feeling con la sua partner in scena. Si mostra molto più a suo agio nei momenti di sentimento, piuttosto che nelle scene di baldanzoso maschilismo strafottente. Porta comunque a casa una prova positiva apprezzata dal pubblico.

Anche il soprano  Amarilli Nizza era stato annunciato come affetto da sindrome influenzale prima dell’apertura del sipario. Ma la grande forza di volontà dell’artista ha preso il sopravvento e le ha consentito di eseguire un’altra delle sue interpretazioni straordinarie. Ormai confermata la sua famigliarità col ruolo, il suo calarsi anima e corpo nel personaggio, tanto da gioire o soffrire con esso, senza mai staccarsi mentalmente dalla piccola Cio-Cio-San e coinvolgendo il pubblico che ne resta rapito. In aggiunta, la sua tecnica consolidata le permette una emissione vocale sicura ed uniforme su tutta la gamma.

Suzuki è stata una convincente Chiara Chialli. Se la voce talvolta tende ad irrigidirsi nei suoni gravi, il colore che offre è comunque corposo e di bella pasta. Molto delicato il suo incedere, la sua interpretazione della governante dolce e servizievole è di incredibile grazia e spontaneità.
Austero, impeccabile e ben cantato il ruolo del console Sharpless, un Filippo Polinelli equilibrato, mai sopra le righe.
Apprezzabile anche il Goro di Gianluca Sorrentino, spigliato e ben centrato.
Un po’ eccessivo il costume dello zio Bonzo, in vesti corvine con tanto di bandiere penzolanti dal dorso, interpretato da un ben crudele Pietro Toscano, la cui voce però si perde leggermente nel suono dell’orchestra.

A completare il cast, la signora Pinkerton della deliziosa Silvia Verzier, il corretto  principe Yamadori di Makoto Kuraishi, Giuliano Pelizon e Giovanni Palumbo, rispettivamente Commissario imperiale ed Ufficiale del registro.

Straordinario il suono dell’Orchestra della Fondazione Teatro Verdi: bilanciata, uniforme, in perfetto accordo con i cantanti, carica di lirismo e pathos. Il Maestro Donato Renzetti l’ha guidata con fare impeccabile ed è stato la ciliegina sulla torta di una produzione di pregio.
Ottimo lavoro anche dei coristi preparati del puntuale Paolo Vero.

Teatro esaurito in ogni ordine di palco e posto, successo caloroso per tutti gli interpreti con punte di entusiasmo per Nizza e Chapa, Chialli ed il Maestro Renzetti.

MTG



LA PRODUZIONE
Maestro Concertatore
E Direttore
Donato Renzetti
Regia
Giulio Ciabatti
Scene E Costumi
Pier Paolo Bisleri
Luci
Claudio Schmid
Maestro Del Coro
Paolo Vero
Videomaker
Antonio Giacomin


GLI INTERPRETI

Madama Butterfly / Cio-Cio-San
Amarilli Nizza
Suzuki
Chiara Chialli
F.B. Pinkerton
Luis Chapa
Kate Pinkerton
Silvia Verzier
Sharpless
Filippo Polinelli
Goro
Gianluca Sorrentino
Yamadori
Makoto Kuraishi
Zio Bonzo
Pietro Toscano
Il Commissario Imperiale
Giuliano Pelizon
L’ufficiale Del Registro
Giovanni Palumbo

Orchestra, Coro e Tecnici Della Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” Di Trieste

Allestimento Della Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” Di Trieste

In Collaborazione Con Jas Foundation Di Yokohama





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