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LUCIA DI LAMMERMOOR, GAETANO DONIZETTI – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 26 GENNAIO 2020

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Gennaio è un mese di inaugurazioni, di riprese e di ritorni, come quello di Lucia di Lammermoor al Teatro Filarmonico di Verona, che torna dopo lo spettacolo del 2014 ad inaugurare la stagione operistica del nuovo anno, che poi come sempre proseguirà in Arena ad inizio estate. Una scelta prudente quella della Fondazione Arena, che porta sul palco uno spettacolo già rodato del Teatro Verdi di Salerno e del regista Renzo Giacchieri che si è occupato di questo capolavoro sin dal 1984 con diversi allestimenti. Non c’è nessuna idea particolarmente originale o rivoluzionaria da parte del regista, ma semplicemente il gusto di seguire il libretto e gli eventi così come li si percepisce e con una ambientazione, curata da Alfredo Troisi, in grado di portare il mood della tragedia anche alla mente di chi osserva. Ne nasce uno spettacolo lineare, semplice ed efficace, di stampo tradizionale  con qualche accorgimento grafico al computer per rendere più suggestiva, ad esempio, l’idea di sangue versato e della tragedia di fondo. Al centro della narrazione vi è però non la truculenza dell’atto di Lucia, bensì il suo dramma mentale, la repulsione verso quello sposo affibbiatole per interesse in opposizione all’amore incondizionato che ella provava per il giovane Ravenswood. Dunque vi è una accentuazione estrema sulla parte del soprano per il suo agire, in una escalation di incredulità che si trasforma in follia. Attorno a lei ruotano tutti gli altri personaggi che in un modo o nell’altro causano o subiscono gli eventi.

L’Ashton di Alberto Gazale è un uomo talmente spaventato dallo spettro della sua decadenza, in tutti in sensi, che carica molto sul carattere insensibile, sulla violenza non solo psicologica talvolta esercitata nei confronti della sorella, caricando così anche sulla voce che risuona scura e voluminosa, anche quando sale. Così la Lucia di Ruth Iniesta evolve con l’addensarsi delle nubi nella sua vita, e da leggiadra, anche nel canto parecchio vibrante e stretto sugli acuti all’inizio, diviene sfuggevole e nevrotico, con sconcertante sicurezza tecnica e volumetrica in sala. Per lei tripudio dopo la scena madre. Enea Scala interpreta un Edgardo fiero, spavaldo, un classico eroe cuore e passione che mette tutto nella voce appassionata e precisa, molto a suo agio in scena. Simon Lim è un perfetto e coerente Arturo di Bidebent, mentre Alisa è un’ottima Lorrie Garcia. Un po’ emozionato ci è parso Enrico Zara nei panni dello sfortunato Arturo.  Il Normanno è Riccardo Rados.  

Dopo un inizio forse un po’ sinfonico, il Maestro Andriy Yurkevych trova immediatamente il suo feeling con i cantanti, prestando particolare attenzione ai volumi in campo sia degli strumenti che delle voci sul palco, particolarmente sonore in questa occasione, esaltate da una compagine omogenea che crea un suono elegante, pieno di sfumature e sempre bilanciato tra le parti. Preparato ancora una volta da Vito Lombardi, il coro è  protagonista perfettamente integrato nello spettacolo, anche vocalmente.

Numerosissimi gli applausi anche a scena aperta e dopo ogni aria principale, con tante chiamate sul palco per interpreti, direttore e regia, al termine. Il pubblico ha apprezzato molto il gusto classico-modrrno di cui è intriso lo spettacolo.

Maria Teresa Giovagnoli   

PRODUZIONE

Direttore d'orchestra                       Andriy Yurkevych

Regia e costumi                                 Renzo Giacchieri

Scene e Projection design                Alfredo Troisi

Luci                                                   Paolo Mazzon

Maestro del Coro                             Vito Lombardi

Direttore Allestimenti scenici          Michele Olcese


INTERPRETI

Lord Enrico Ashton                        Alberto Gazale
Lucia                                                 Ruth Iniesta 

Sir Edgardo di Ravenswood           Enea Scala
Lord Arturo Bucklaw                     Enrico Zara

Raimondo Bidebent                         Simon Lim

Alisa                                                  Lorrie Garcia

Normanno                                        Riccardo Rados

ORCHESTRA, CORO E TECNICI DELL’ARENA DI VERONA

Allestimento del Teatro Comunale G. Verdi di Salerno

FOTO ENNEVI

 

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