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LUCIA DI LAMMERMOOR, G. DONIZETTI - TEATRO MASSIMO VINCENZO BELLINI DI CATANIA, giovedì 5 dicembre 2013

LUCIA
La pietade è tarda omai!...
Il mio fin di già s’appressa.

Una nuova produzione di Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti ha concluso la  stagione 201213 del Teatro Massimo V.Bellini di Catania. La drammatica situazione finanziaria in cui versa il teatro catanese ha fatto temere per la cancellazione delle recite fino a poche ore dalla messa in scena, ma il buon senso delle maestranze tutte, che hanno optato per un comunicato di protesta e un ritardo di 30 minuti sull'orario di inizio piuttosto che per uno sciopero selvaggio e  inconcludente ha permesso che le recite fossero salve.

Allestimento di tradizione quello pensato da Guglielmo Ferro in compagnia dello scenografo Stefano Pace e del costumista  Françoise Raybaud. Allestimento a tinte cupe, fosche, in perfetto gotico inglese, aiutato dalle immancabili proiezioni a fondo scena; proiezioni “meteorologiche”, oppure metafisiche, financo architettoniche dove alte vetrate archiacute fanno da sfondo alla scena della pazzia.

Insomma, la più classica delle atmosfere alla Scott, la notte, il buio, le tombe abbandonate.
Il regista ha fatto il minimo indispensabile, fin troppo poco forse, lasciando i cantanti fermi al centro della scena nei momenti topici senza aggiungere null'altro, ma del resto Lucia non è opera che si presti moltissimo ad una regia particolarmente audace...

Sul versante musicale, nel ruolo di Lucia troviamo una Rosanna Savoia in splendida forma.
Avvantaggiata da una regia che l'ha lasciata libera di preoccuparsi praticamente solo del canto anziché perdere energie in inutilità senza esito, la Savoia ha offerto una bella prova. La voce è stata quasi sempre nitida, gli acuti facili e incisivi come pure le agilità richieste dalla parte, permettendosi il lusso di  pianissimi alla scena della pazzia e nel duetto con Edgardo e cercando sempre di fraseggiare con dinamiche coerenti alla parte.
Ad interpretare Edgardo è stato chiamato in extremis Emanuele D'Aguanno a sostituire l'indisposto Alessandro Liberatore. Pur avendo cantato la parte la sera precedente, D'Aguanno è parso subito in perfetta forma. Il suo Edgardo è giovane, virile, innamorato e ben presente in scena. Specialmente nella grande aria e nel finale, inoltre, l’artista ha trovato un accento coinvolgente che ha emozionato il pubblico. Il tenore veneto possiede una voce omogenea e timbratissima, delle mezzevoci suggestive e sempre “sul fiato”, fraseggio vario ed elegante, sempre nobilissimo senza scivolare mai in accenti fuori luogo.

Enrico era Piero Terranova il quale non è certo un baritono donizettiano tout court e tende a cantare sempre forte e con pochi colori e quei pochi sono sempre orientati al concetto di baritono “truculento”. Fortunatamente evita di cadere nel “verismo”, e porta a casa una performance tutto sommato positiva.

Il Raimondo di Francesco Palmieri è risultato alquanto in affanno a causa di un'emissione stentorea nella parte acuta del rigo e per qualche problema nell'intonazione, ma canta con gusto e proprietà di stile ed essendo un personaggio “buono” mostra quelle che dovrebbero essere anche le sue caratteristiche.

Buona la prestazione di Giuseppe Costanzo nella breve ma non facile parte di Arturo, come pure le prestazioni di Loredana Megna (Alisa) e Salvatore D'Agata (Normanno).

A capo dell'orchestra catanese, Emmanuel Plasson si è reso responsabile di una concertazione alquanto discutibile nella quale spesso sono emersi clangori e sonorità più adatte ad un Verdi degli anni di galera in un'opera che fa della delicatezza e dell'abbandono la cifra identificativa.

Corretto il coro del teatro catanese, diretto da Tiziana Carlini.
Successo cordiale per tutti da parte di un teatro attento, e partecipe.

Pierluigi Guadagni

LA PRODUZIONE

Direttore                                 Emmanuel Plasson 
Regia                                      Guglielmo Ferro
Scene                                      Stefano Pace
Costumi                                  Françoise Raybaud
Luci                                         Bruno Ciulli
Maestro del coro                   Tiziana Carlini

GLI INTERPRETI

Lord Enrico                          Piero Terranova
Lucia                                     Rosanna Savoia 
Sir Edgardo                          Emanuele D'Aguanno
Lord Arturo                          Giuseppe Costanzo
Raimondo                             Francesco Palmieri
Alisa                                      Loredana Rita Megna
Normanno                             Salvatore D'Agata

Nuovo allestimento dell'E.A.R. Teatro Massimo Bellini


ORCHESTRA, CORO E TECNICI DELL'E.A.R. TEATRO MASSIMO BELLINI






Foto Giacomo Orlando 



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