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LE NOZZE DI FIGARO, W. A. MOZART – TEATRO REGIO DI TORINO, MARTEDI’ 26 GIUGNO 2018

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Ritornano in un'unica sessione continuativa per questa fine stagione targata dalla sovrintendenza uscente le tre opere di Mozart/Da Ponte che il Regio di Torino aveva messo in scena a partire dal 2012. Prima a ritornare dopo il debutto del 2015 è Le nozze di Figaro, nell' allestimento curato da Elena Barbalich alla regia, strettamente connessa alle scene di Tommaso Lagattolla  che curò anche i costumi in tema. Premura della regista è il rispetto dell’epoca di composizione, delle atmosfere che ruotavano attorno alla Rivoluzione Francese imminente, e dell’euforia di popolo mista a timore ed angoscia per l’incerto futuro. Così tutto ciò che accade in modo turbinoso durante questa famigerata folle giornata è vissuta dai protagonisti in maniera decisamente marcata, esagerando tanto l’aspetto buffo e macchiettistico di talune situazioni, quanto il dramma insito in altre. Gli spazi scenici dal sapore tradizionale nascondono anche un significato ben preciso: immergersi certo nell’epoca, ma costruire anche man mano l’avvenire, con continui spostamenti delle strutture che, di fatto, cambiano semplicemente l’ordine degli stessi fattori. Interessante il gioco luci di Andrea Anfossi, che tende spesso al seppia vintage o ad altri colori sfumati a seconda della scena in corso.

Il cast è stato dunque chiamato ad una interpretazione principalmente attoriale, ove muoversi con disinvoltura in scena e con complicità tra colleghi in qualche caso ha prevalso anche sul canto.  Affidata al direttore Speranza Scappucci l’orchestra del Regio ha dovuto supportare una narrazione tanto vivace e dinamica, risultando talvolta un tantino aggressiva, fin dalla ouverture, che comunque faceva ben presagire alle dinamiche narrative. Qualche distacco dal palco lo si è notato anche ad esempio in apertura nella prima scena, ma non sono mancati anche momenti di bel lirismo, soprattutto per i lamenti della Contessa.

Figaro è un temperamentoso Paolo Bordogna che unisce una propensione attoriale ad una interpretazione vocale corretta e di esperienza, agendo da mattatore e trascinatore della compagnia. Gli fa ben da contraltare la Susanna di Maria Grazia Schiavo che possiede il timbro uniforme e sinuoso adatto ad una furbetta ed agile cameriera. La Contessa di Serena Farnocchia è tragicamente comica se vogliamo, trovando del positivo nelle assurde vicende cui assiste e che la distraggono in qualche modo dal suo dramma di donna non più amata. La voce è di timbro particolare, il canto accorato ma con contegno. Il consorte uccel di bosco è Simone Alberghini, che fa della sua interpretazione tra l’autoritario ed il buffo canzonato, il punto di forza del suo personaggio. Da riascoltare con curiosità Paola Gardina, interprete di Cherubino: grazie ad un timbro ambrato ed omogeneo, il mezzosoprano rende particolarmente mascolino se pur scanzonatissimo il paggetto,  con tanta malizia ed astuzia grazie anche ai siparietti creati dalla regista. Manuela Custer  ci regala una Marcellina particolarmente dinamica ed espressiva, forte anche della voce ricca che ben conosciamo, così come fresca ed agile vocalmente la frizzante Barbarina di Mariasole Mainini.

Completano il ricchissimo cast con eguale dinamicità e propensione alla recitazione tutti gli altri interpreti: il puntuale Bartolo di Fabrizio Beggi, il Basilio di Saverio Fiore, il Don Curzio di Joshua Sanders, il fantastico zio Antonio Giuseppe Esposito, le due ragazze Manuela Giacomini e Claudia De Pian.

Il coro è stato particolarmente partecipe e talvolta quasi maestoso, preparato da Andrea Secchi.

Pubblico divertito e attento, ovazioni per gli interpreti principali e generosi applausi per tutto il cast ed il direttore.

Maria Teresa Giovagnoli

LA   PRODUZIONE

 

 

 

Direttore d'orchestra

Speranza Scappucci

Regia

Elena Barbalich

Scene e costumi

Tommaso Lagattolla

Luci

Andrea Anfossi

Movimenti mimici
e assistente alla regia


Danilo Rubeca

Maestro del coro

Andrea Secchi

Maestro al fortepiano

Jeong Un Kim

 

 

GLI  INTERPRETI

 

Il conte d’Almaviva,
grande di Spagna

 

Simone Alberghini

La contessa d’Almaviva,
sua moglie

Serena Farnocchia

Figaro, cameriere del conte

Paolo Bordogna

Susanna, cameriera della contessa,
promessa sposa di Figaro

Maria Grazia Schiavo

Cherubino, paggio del conte

Paola Gardina

Marcellina, governante

Manuela Custer

Bartolo, medico di Siviglia

Fabrizio Beggi

Basilio, maestro di musica

Saverio Fiore

Don Curzio, giudice

Joshua Sanders

Antonio, giardiniere del conte
e zio di Susanna


Giuseppe Esposito

Barbarina, sua figlia

Mariasole Mainini

Prima ragazza

Manuela Giacomini

Seconda ragazza

Claudia De Pian

Orchestra e Coro del Teatro Regio

Allestimento Teatro Regio

FOTO RAMELLA & GIANNESE

 

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