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LE NOZZE DI FIGARO, W. A. MOZART – TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, VENERDI’ 3 GIUGNO 2016

Nel folto programma delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza arriva anche l’ultimo tassello della trilogia mozartiana/Da Ponte che, iniziata con Don Giovanni e poi Così fan tutte, si chiude con Le nozze di Figaro per la regia di Lorenzo Regazzo. Lo spettacolo ha in sé una grande carica energetica ed è pieno di tantissime situazioni frizzanti e un po’ assurde che hanno spesso suscitato ilarità e perfino stupore. Tutti sembrano ossessionati da qualcosa e l’erotismo sembra essere la chiave per colmare carenze e frustrazioni o semplicemente la noia del quotidiano. Siamo stati catapultati al cento per cento nella società di oggi dove Facebook regna sovrano con i suoi selfie (addirittura con le attualissime prolunghe), i like, la moda dei toy-boy sedotti da distinte signore attempate, uomini fissi sui cellulari, ecc. Insomma c’è davvero di tutto per condire questa ‘folle giornata’.

Le scene di Carla Conti Guglia utilizzano gli spazi che offre di per sé il Teatro Olimpico con elementi di arredo moderno; il nostro Figaro in apertura è infatti alle prese con un letto super smontabile che ricorda lo stile Ikea. Poco chiaro invece l’utilizzo di segnaletica stradale o antinfortunistica che integra questi arredi. Bello il gioco di luci offerto da Claudio Cervelli che esalta le strutture del teatro. I costumi di Riccardo Longo sono aderenti all’ambientazione, anche se dobbiamo rilevare che non calzano con adeguato gusto a tutti gli interpreti.

Sul fronte musicale sottolineiamo la direzione attenta del Maestro Giovanni Battista Rigon. Ormai navigatissimo in questo repertorio, il Maestro fa sua la partitura che dirige con grande partecipazione sottolineando i giusti accenti e lavorando all’unisono con la compagnia di canto che lo segue perfettamente. Il suono dell’orchestra è brillante e consono agli spazi ridotti della sala. Ottimo il contributo del Maestro Stefano Gibellato al cembalo.

Il Conte è un Marco Bussi  esageratamente innamorato di se stesso ed alla ricerca spasmodica di soddisfare il suo narcisismo con la conquista di altre giovinette. L’interprete esegue molto bene ciò che chiede il regista esasperando atteggiamenti quasi da divo annoiato e viziato. La linea di canto è morbida e il colore piuttosto ricco.

La sua consorte è una bravissima Patrizia Biccirè ossessionata dalle effigi che adornano il gioiello palladiano, rivolgendo spesso lo sguardo a ciò che forse le ricorda i fasti di una vita cui anelava; solido il canto e convincente in scena.  Figaro è un Daniele Caputo ingenuo che ancora spera si possa restituire moralità alle persone che lo circondano, ma presto scopre che la speranza è vana e deve adeguarsi al turbinio di situazioni che lo circondano, il baritono ha un bel timbro di voce fresca che offre un  canto sicuro soprattutto nella parte centrale del suo registro.  

Carolina Lippo è una spassosa Susanna dal piglio frizzantino e furbetto facilitato da una voce squillante e ben proiettata in avanti. Incredibilmente esuberante la Marcellina di Giovanna Donadini: perfettamente a suo agio sia sul palco che vocalmente, interpreta una malata di selfie che scatta in continuazione e si abbiglia come una tardona ‘fashion addicted’ e quasi completamente fuori di testa.  La brava Margherita Rotondi veste i panni di un Cherubino che colleziona biancheria intima delle sue conquiste ma sotto i pantaloni indossa una vistosa giarrettiera…

Antonio De Gobbi è un austero e ben piantato Bartolo dalla voce di bella pasta profonda. Fa un po’ impressione il Basilio di Filippo Pina Castiglioni la cui unica preoccupazione sembra cospargersi di profumo in atteggiamenti un po’ effeminanti. Don Curzio, alias Elvis Fanton, sembra un ragazzetto viziato col gel in testa, la riga al centro ed un pacchetto di patatine tenuto stretto come copertina di Linus. Chiudono il cast Francesca Cholevas come ottima Barbarina e Claudio Zancopè  come giardiniere Antonio. Insomma una carrellata di personaggi fortemente caratterizzati e parecchio pazzoidi. Bene il coro preparato da  Pierluigi Comparin.

Applausi convinti per tutti da parte di un teatro tutto esaurito.

Maria Teresa Giovagnoli

 

LA PRODUZIONE

Regia                         Lorenzo Regazzo

Maestro concertatore

e direttore                  Giovanni Battista Rigon

Scene di                     Carla Conti Guglia
Costumi di                 Riccardo Longo
Luci di                       Claudio Cervelli
Coreografie di           Elisabetta Mascitelli
Trucco e parrucco     Diana Cazacu
Assistente alla regia  Maria Selene Farinelli
Assistente scene         Federica Sartor

e costumi                   
Maestro luci                Neil Barry Moss
Maestri collaboratori    Marco Ferrari, Andjela Bizimoska

GLI INTERPRETI

Conte                         Marco Bussi 
Contessa                   
Patrizia Biccirè
Susanna                   
Carolina Lippo

Figaro                       Daniele Caputo
Cherubino                Margherita Rotondi
Marcellina                Giovanna Donadini
Bartolo                      Antonio De Gobbi
Antonio                     Claudio Zancopè
Basilio                       Filippo Pina Castiglioni
Curzio                       Elvis Fanton
Barbarina                 Francesca Cholevas

Orchestra di Padova e del Veneto
Maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon

 

 

Foto Luigi de Frenza

 

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