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LA YOUTH ORCHESTRA OF BAHIA CON MARTHA ARGERICH PER IL SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA FILARMONICA – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, MERCOLEDI’ 12 SETTEMBRE 2018

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Uno degli appuntamenti più attesi del Settembre dell’Accademia Filarmonica 2018 era sicuramente il concerto che vedeva protagonista una straordinaria Martha Argerich che si univa all’orchestra giovanile di Bahia per il terzo appuntamento di quest’anno. Questa compagine di giovani, in alcuni casi giovanissimi musicisti, è di recente formazione e deve tutto al suo ideatore Ricardo Castro, a suo volta pianista e direttore, che dal 2007 ne è fondatore e direttore artistico. Un insieme di ragazzi visibilmente innamorati della musica, col ritmo pulsante sin dal primo attacco sonoro e che inevitabilmente coinvolge chi ascolta. Siamo certo lontani dal rigore inquadrato delle orchestre ben più blasonate ove la perfezione regna sovrana e forse talvolta la passione è messa in secondo piano. Ma questi ragazzi riescono a trasmettere la dedizione all’arte ed alla bellezza del proprio lavoro come suonassero da molto più tempo. Sensibile è stato il divario tra la prima e la seconda parte di un concerto piacevolissimo, ma che ha evidenziato se vogliamo quale repertorio sia più congeniale a questa frizzante orchestra.

Un programma infatti diversissimo che va addirittura dal ‘vate’ Wagner, passando per il sublime Schumann, fino ad approdare alla concretezza ed alla popolarità dei pezzi novecenteschi di grandi più vicini a noi quali Bernstein, Ginastera, Gomes, Gershwin o Márquez.

Coraggio hanno dimostrato nell’affrontare il preludio dell’opera wagneriana Die Meistersinger von Nürnberg, una immensa partitura che spesso artisti più esperti rimandano ad eseguire per paura di non rendere doveroso omaggio al compositore di Lipsia.  E’ il capolavoro giunto dopo il Parsifal, nel pieno della maturità artistica ed in piena crisi matrimoniale, che si rivolge maggiormente al volgo, con il tema delle corporazioni e col protagonista realmente esistito, più vicino dunque a chi ascolta ma sempre incentrato su ideali etici ed eterni che il compositore attribuiva al popolo tedesco. E con rispetto possiamo dire che la Youth Orchestra Of Bahia ha eseguito questo preludio ricco di insidie, con al podio un Ricardo Castro prudente, che staccava tempi leggermente più larghi e procedendo comunque con una certa disinvoltura nel governare la melodia cavalcante che sembrava avvolgere tanto l’orchestra che la generava quanto la sala. Discorso simile si può fare per Schumann, dove dominava la figura di Martha Argerich. La carriera della pianista argentina è luminoso esempio di talento, impegno e temperamento eclettico che l’hanno portata a vincere i più prestigiosi premi pianistici al mondo, a suonare con le più importanti orchestre internazionali nell’arco di una carriera lunghissima che la vede ancora, a settantasette anni suonati, regina al pianoforte e dominatrice della scena. Anche qui i tempi sono stati leggermente dilatati, ma l’ambiente sonoro creato era comunque ampio e con delle interessanti sfumature. Al piano la leonessa mostra ancora tempra, tecnica salda e sensibilità finissima come se le note scivolassero dalle dita naturalmente, con enfasi e cifra personalissima. Piccolo diversivo offerto al termine a quattro mani con Castro, tratto da ‘Ma Mère l'Oye, Le Jardin féerique’ di Ravel.  

Completamente su un altro piano emotivo la seconda parte dedicata al Novecento. Qui la vera natura dei musicisti salta fuori con una grinta, una energia e vitalità davvero entusiasmante. La danza entra a far parte delle esecuzioni sì da seguire le agogiche con il corpo ed in taluni casi addirittura alzarsi in piedi danzando e suonando contemporaneamente. Con la Ouverture di West Side Story possiamo individuare una sorta di passaggio obbligato verso il restante programma fatto di ritmi ammalianti, sonorità esotiche con protagoniste le percussioni e tantissimo brio. Così Estancia di Ginastera, Sonhos Percutidos di Gomes e la Cuban Overture di Gershwin scivolano travolgenti prima dell’ultimo Danzon n.2 di Márquez annunciato dallo stesso direttore, che tra l’altro lascia il podio vuoto per una riuscitissima autogestione dell’orchestra che va via come un treno in corsa. Con i due bis che richiamano alle più note canzoni della tradizione popolare brasiliana e messicana il pubblico si infiamma fin quasi a balzare in piedi e danzare.

Applausi commossi per la Argerich, generosi e festosi per l’Orchestra di Bahia e Castro.

Maria Teresa Giovagnoli


IL PROGRAMMA

Ricardo Castro direttore
Martha Argerich pianoforte


Richard Wagner: Die Meistersinger von Nürnberg (Preludio Atto I)
Robert Schumann :Concerto per pianoforte e orchestra in la minore Op. 54
Leonard Bernstein: West Side Story (Ouverture)
Alberto Ginastera: Estancia (Suite)
Wellington Gomes: Sonhos Percutidos
George Gershwin: Cuban Overture (Rumba)
Arturo Márquez: Danzon n. 2

Foto  © Brenzoni 

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