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LA TRAVIATA DI G. VERDI – TEATRO CARLO FELICE DI GENOVA, GIOVEDI’ 15 DICEMBRE 2016

Di Simone De Angeli

Da una Inaugurazione cancellata al debutto di un nuovo spettacolo di Traviata, forse la più eseguita tra le opere verdiane.

Lo spettacolo di Giorgio Gallione è bellissimo.

Le scene di Guido Fiorato sono curate nei dettagli e descrivono ambienti ricercati e “trasgressivi” senza mai cedere alla volgarità o all’esagerazione.

La regia degli Artisti in scena è molto curata, perfetta l’interazione tra i tre protagonisti principali e il foltissimo “stuolo” di comprimari.

Belli anche i costumi sempre di Guido Fiorato che contribuiscono, insieme al bellissimo gioco di luci curato da Luciano Novelli, a creare un’atmosfera a tratti “dark” a tratti gotica alla narrazione di Gallione.

L’inizio della narrazione è la stessa scenografia del seguito che, grazie appunto al gioco di luci e colori lascia intendere ad un flash back in un cimitero diroccato che alle prime note successive al preludio, si trasforma in un cortile esterno dove si svolge la prima festa di Violetta.

La parte musicale ha funzionato assai bene per quasi tutto ciò che comprendeva il palcoscenico.

Desirée Rancatore si riconferma Artista di rango superiore.

La voce si è oggi inspessita nei centri e nel settore medio acuto senza peraltro pregiudicare gli estremi acuti, agganciati e sostenuti con mirabile perizia tecnica.

Non si contano i preziosismi di filati, messe di voce aeree, rinforzi e smorzature.

Il candore del suo Addio del passato è straziante, l’ultimo atto raggiunge un apice di pathos e di emozione davvero travolgenti e toccanti.

Meritato trionfo per lei.

Vladimir Stoyanov è un padre Germont dalla linea di canto impeccabile. Morbido e potente al contempo il baritono bulgaro disegna una figura ieratica, quasi rigida, ma che nel finale sa sciogliersi in una umanità altrettanto potente e commossa.

Giuseppe Filianoti era forse l’elemento più atteso e meno “prevedibile” del cast di protagonisti.

Possiamo subito dire che dell’argento puro della sua vocalità schiettamente italiana davvero poco o nulla è rimasto. Numerose forzature nell’emissione e le altrettanto numerose “scivolate” di intonazione (nel primo duettino con Violetta si sono sentite troppe tensioni nell’emissione, il fuori scena durante la cabaletta di lei con suoni rotti, la cadenza dell’aria con i suoni spezzati, la dimenticanza nel recitativo prima della cabaletta e quest’ultima cantata in modo discutibile;) inficiano una performance complessivamente di scarsissimo livello. Il Teatro ha poi fatto tra il secondo e terzo atto un annuncio di indisposizione sostituendo l’artista con William Davenport per il terzo ed ultimo atto. Da qui la sospensione del giudizio sulla prestazione di Filianoti anche se, un professionista con la sua carriera ed un Teatro che ha a disposizione un altro Alfredo in sala, avrebbero meritato forse o un cambiamento dall’inizio o quantomeno un annuncio PRIMA del primo atto. La prestazione di Davenport è stata corretta e cantata con bella voce ma pronuncia perfettibile.

La schiera delle parti di fianco ha visto il “lusso” e dominio della scena di Daniela Mazzuccato nei panni “en travesti” di Annina.

La voce è sorprendentemente salda, sana, avanti, proiettata. Nel “duettino” con Alfredo prima della sua cabaletta era più sonora del tenore.

Splendido rivedere su un grande palcoscenico un’Artista di questa Storia riuscire a dire ancora la propria!

Marta Leung è stata una bellissima e bravissima Flora Bervoix, anche lei in abito maschile.

Ottimo il Barone, sonoro e poderoso di Paolo Orecchia, come pure molto interessante e da seguire il Marchese di Stefano Marchisio, giovane che ha mostrato importanti qualità.

Greve ma con voce sonora il Dottor Grenvil di Manrico Signorini.

Discutibile il Gastone di Didier Pieri dalla voce sfocata e nasale.

Ottimi i piccoli ruoli di Giuseppe/Maurizio Raffa, del Domestico di Flora/Alessio Bianchini e del Commissionario di Matteo Armarino.

Il Coro guidato per la prima volta da Franco Sebastiani ha offerto una prova decorosa ma non entusiasmante.

L’Orchestra del Teatro Carlo Felice era guidata da Massimo Zanetti.

Il Maestro ha trovato una giustissima dinamica ed un rapporto sonoro molto curato tra buca e palcoscenico. I tempi sono serrati e distesi secondo l’occasione e la proporzione tra le diverse sezioni orchestrali resta sempre appropriata.

Qualche piccolo “svarione” con il coro non è da imputare al gesto sicurissimo e molto chiaro di Zanetti.

Alla fine dello spettacolo successo caloroso per tutti con punte per la Rancatore, Stoyanov e Zanetti.

Simone De Angeli

LA PRODUZIONE

Direttore                                               Massimo Zanetti

Regia                                                     Giorgio Gallione

Scene e Costumi                                   Guido Fiorato

Maestro del Coro                                 Franco Sebastiani

GLI INTERPRETI

Violetta Valery                                     Desirée  Rancatore

Flora                                                      Marta Leung

Annina                                                  Daniela Mazzucato

Alfredo                                                  Giuseppe Filianoti/William Davenport

Giorgio Germont                                 Vladimir Stoyanov

Gastone                                                 Didier Pieri

Barone                                                  Paolo Orecchia

Marchese                                              Stefano Marchisio

Dottor Grenvil                                      Manrico Signorini

Giuseppe                                               Maurizio Raffa

Domestico di Flora                               Alessio Bianchini

Commissionario                                   Matteo Armanino

Orchestra e Coro, Teatro Carlo Felice

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