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LA FILLE DU REGIMENT - DONIZETTI FESTIVAL 2021, TEATRO DONIZETTI DI BERGAMO, DOMENICA 21 NOVEMBRE 2021

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Proprio come Agata Christie è capace di metterti a proprio agio e creare un ritratto perfetto dell’ambientazione dei suoi racconti dopo poche righe, così Gaetano Donizetti riesce a fare con chi ascolta le sue opere. Bastano infatti alcune battute di una sinfonia e lo spettatore si trova già immerso nel mood della vicenda. Una vicenda che nella rappresentazione andata in scena al Festival Donizetti Opera ha assunto un sapore cubano, grazie al ritmo delle percussioni di Ernesto López Maturell - che si sono integrate benissimo con la musica - ma soprattutto grazie all’allestimento di Luis Ernesto Doñas.


Il regista ambienta questa Fille in una fantastica Cuba rivoluzionaria in cui il mondo coloratissimo dei barbudos (che invece di armi brandiscono pennelli) si scontra con quello in bianco e nero della vecchia classe dirigente, isolata nelle proprie case in attesa che passi la guerra (fatto accaduto realmente, tra l’altro). Un allestimento che per le scene – qui realizzate ottimamente da Angelo Sala - si ispira invece alla pittura di Raúl Martínez, artista caraibico che raccontò la Rivoluzione e gli anni 60 attraverso una visione pop in netto contrasto con il realismo socialista imposto dal regime. Ben centrati anche i costumi di Maykel Martinez.
In questo impianto pensato da Doñas tutto fila liscio come l’olio per merito di una recitazione dinamicissima, ma soprattutto con grande coerenza grazie ai dialoghi riscritti e aggiustati in salsa cubana dal drammaturgo Simone Pintor.

Ci mette il suo anche Michele Spotti che alla guida di un’Orchestra Donizetti Opera davvero ottima riesce a far emergere le raffinatezze di una partitura in cui il compositore è riuscito ad applicare gli schemi del melodramma italiano all’opéra-comique e a cui l’edizione critica a cura di Claudio Toscani ha restituito il realismo teatrale e musicale originale.
Il giovane direttore cesanese accompagna perfettamente il canto riuscendo sia a rendere palpitanti di vita le lunghe melodie belcantiste che a calibrare i passaggi più militari realizzando una narrazione ricca di verve ma capace di dar risalto anche ai numerosi momenti sentimentali.
Sara Blanch come Marie è una vera rivelazione: l’interprete è fresca e credibilissima in scena grazie a un notevole temperamento. La voce è poi capace di piegarsi con grande facilità alle esigenze della scrittura musicale; inoltre fraseggio e accenti sono davvero stupendi: da tenere d’occhio assolutamente
John Osborn torna a vestire i panni di uno dei suoi personaggi più noti e lo fa con la disinvoltura del grande artista. Si beve tutte le note senza colpo ferire – comprese quelle della cadenza ripristinata e scritta dall’autore in 'Pour me rapprochér de Marie' – tanto da finire a variare e bissare l’aria 'Ah, mes amis'.
Ottimo anche il Suplice di Paolo Bordogna, una parte che sembra calzargli a pennello e risolta con gran classe.
Adriana Bignagni Lesca è vocalmente alquanto esuberante ma riesce a coniugare efficacemente rigore e humour plasmando una Marquise de Berkenfield spassosissima.
Chiudono il cerchio l’Hortensius misurato di Haris Andrianos, il caporale di Adolfo Corrado, il contadino di Andrea Civetta e la brillante Duchesse de Krakenthorp di Cristina Bugatty.
Molto buona la prova del Coro dell’Accademia Teatro alla Scala.
Il risultato è uno spettacolo godibilissimo che diventa una vera e propria festa per gli spettatori del rinnovato Teatro Donizetti, che giustamente ricambiano con applausi a scena aperta praticamente dopo ogni numero e un vero e proprio trionfo per tutti ai saluti finali.

Andrea Bomben

La recensione si riferisce allo spettacolo di domenica 21 Novembre 2021.

 

 PRODUZIONE/ INTERPRETI

La Marquise de Berkenfield     Adriana Bignagni Lesca
Sulpice          Paolo Bordogna
Tonio            John Osborn
Marie           Sara Blanch
La Duchesse de Krakenthorp     Cristina Bugatty
Hortensius           Haris Andrianos
Un caporal           Adolfo Corrado
Un paysan            Andrea Civetta

Direttore         Michele Spotti
Regia              Luis Ernesto Doñas
Scene             Angelo Sala
Costumi         Maykel Martinez
Coreografie     Laura Domingo
Lighting design       Fiammetta Baldiserri
Drammaturgo           Stefano Simone Pintor
Assistente alla regia         Vanessa Codutti
Assistente alle scene           Denia Gonzalez
Assistente alle luci              Emanuele Agliati


Orchestra Donizetti Opera
Coro dell’Accademia Teatro alla Scala
Maestro del Coro Salvo Sgrò
Percussioni Ernesto López Maturell
Vocal coach Edwige Herchenroder
Coach linguistico per il coro Alexandre Dratwicki


Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti in coproduzione con il Teatro Lírico Nacional de Cuba

FOTO GIANFRANCO ROTA

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