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L'ELISIR D’AMORE, GAETANO DONIZETTI - TEATRO REAL DI MADRID, MERCOLEDI' 30 OTTOBRE 2019

Elisir-4219

Ritorna sulle tavole del Teatro Real di Madrid, dopo aver girato tra Valencia, Graz, Palermo e Macerata, l’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti nel fortunatissimo allestimento di Damiano Michieletto che vide il battesimo proprio in questo teatro nel 2013. Allestimento che attualizza il melodramma giocoso di Felice Romani, trasformando la commedia paesana, agreste del villaggio nel paese dei Baschi in una farsa “da spiaggia” nazional popolare, dove le vicissitudini di Nemorino e Adina prendono forma nel bagnasciuga di uno stabilimento balneare, caotico e ipercolorato, tra una bibita rinfrescante, una lezione di acqua gym, docce e scherzi acquatici per tutti.

Ecco quindi che i vari personaggi vengono reinventati in toto: Adina è la disinvolta proprietaria di un chiosco di bibite, ovviamente la più bella della spiaggia; Nemorino un bagnino tonto, adibito ai lavori più umili; Belcore lo sfrontato ufficiale di marina, in cerca di nuove amanti in ogni porto; Dulcamara il furbissimo venditore che spaccia (nel vero senso della parola) creme antirughe, polveri bianche da sniffare e beveroni energetici; Giannetta la cameriera del chiosco, anch’essa spavalda e sfrontata, che finirà tra le braccia di Belcore.

I paesani contadini originari del libretto vengono sostituiti da bagnanti, nei colorati “costumi” (da bagno) di Silvia Aymonino all’interno di scene ancor più colorate e visivamente divertenti,  ideate dallo scenografo abituale di Michieletto, Paolo Fantin.

E’ un allestimento reinventato, certo, ma in questo  Elisir nulla viene deformato, né tantomeno stravolto. Piuttosto, vengono esaltate le dinamiche profonde dell’opera, che Michieletto fa uscire allo scoperto e che esplicano un preciso significato. Nonostante l’attualizzazione temporale, ritroviamo intatta tutta la pietas,  quella elegiaca tristezza che, anche nei momenti di più umana debolezza o di comicità, non sanno farci andare al di là di un sorriso un poco velato. La malinconia donizettiana rimane intatta e investe non soltanto il fuggevole dolore di Nemorino e Adina ma trasborda oltre i sorrisi di circostanza anche tra costumi da bagno e ciabatte.

La concertazione di Gianluca Capuano, alla guida dell'Orchestra del Teatro Real di Madrid in stato di grazia, vale da sola il biglietto della serata. Il maestro milanese ripulisce la partitura donizettiana da tutte quelle pesantezze e croste di ruggine che si sono sedimentate negli anni, traendola da una tradizione esecutiva ormai logora. Tutto diventa lieve, elegante, preciso. Capuano riesce ad esaltare ogni singola nota elevandola a contraltare della lettura spumeggiante e coloratissima della regia di Michieletto. E’ evidente che la sua abituale frequentazione del teatro d’opera  barocco, lo ha portato ad una freschezza esecutiva impareggiabile.

Straordinaria l’intesa tra i cantanti, tutti di altissimo livello e affiatatissimi tra di loro. Il divertimento è reale, ed è stato evidente sin dalle prime note. Un divertimento trasmesso, condiviso e ampliato dal Coro del Teatro Real, preparato da Andres Maspero, in gran forma per la resa musicale. 

Straordinario il Nemorino di Juan Francisco Gatell. Il tenore argentino offre una performance davvero eccezionale, riuscendo a rendere con straordinaria autoironia e incredibile agilità fisica, la goffaggine di Nemorino, il suo smarrimento, ma anche gli aspetti più puri del suo carattere. Gatell diverte ma ancor meglio canta, come si ascolta nel duetto iniziale, nel “duello” con Belcore e nella celebre romanza “Una furtiva lagrima”, applauditissima dal pubblico. L’emissione è chiara, gli acuti raggiunti con facilità. La Adina di Sabina Puertolas è perfetta per il suo ruolo:  capricciosa e volubile. Allo stesso modo anche la voce si attorciglia in mille bizzarrie , affronta perfettamente le numerose agilità, sa variare con gusto, mantenendo una trasparenza vocale aderente al personaggio.

Molto apprezzato il Dulcamara di Adrian Sampetean, dal timbro profondo e soprattutto dalle divertentissime doti sceniche, sempre a suo agio nelle varie situazioni sceniche che Michieletto gli affida (da venditore da spiaggia a Dj di discoteca).  Decisamente in ruolo Borja Quiza, interprete di Belcore, dal fisico palestrato e sicuro sul piano vocale, con un volume musicale notevole e dalla dizione perfetta. Accanto a loro, la Giannetta di Adriana Gonzales si è distinta per la sua interpretazione vivace e spiritosa. 

Il pubblico gradisce ed apprezza uno spettacolo di altissima qualità artistica e musicale, tributando applausi convinti a tutti e in particolare al direttore d’orchestra.

Pierluigi Guadagni

PRODUZIONE

Direttore musicale - Gianluca Capuano

Regia teatrale - Damiano Michieletto

Scenografo - Paolo Fantin

Costumista - Silvia Aymonino

Lighting designer - Alessandro Carletti

Direttore del coro - Andrés Máspero

INTERPRETI

Adina -  Sabina Puértolas 

Nemorino -Francisco Gatell

Belcore - Borja Quiza

Dulcamara - Adrian Sâmpetrean Giannetta - Adriana Gonzalez

Orquesta y coro Titualres del Teatro Real

FOTO © Javier del Real | Teatro Real

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