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INAUGURAZIONE STAGIONE SINFONICA FONDAZIONE ARENA DI VERONA – CONCERTO DEDICATO A MOZART CON ALEXANDER LONQUICH, VENERDÌ 10 GENNAIO 2020

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La stagione sinfonica della Fondazione Arena di Verona apre ufficialmente le porte al  nuovo anno nell’ambito degli eventi dedicati a Wolfgang Amadeus Mozart ed alla sua visita ufficiale a Verona avvenuta esattamente duecentocinquanta anni fa. Protagonista del concerto al Teatro Filarmonico cittadino sono stati l’Orchestra della Fondazione Arena ed il Maestro Alexander Lonquich in veste di pianista e direttore.

Non è facile scegliere come omaggiare il compositore austriaco considerando le innumerevoli esecuzioni in suo onore e la grande famigliarità con le sue opere. Per questa occasione il programma ha previsto comunque dei pezzi conosciuti ed apprezzati dal grande pubblico, eseguiti però con il tocco personale del direttore: la ‘Ouverture’, da Le nozze di Figaro, il  ‘Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 in si bemolle maggiore K 595’ e la ‘Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter” K 551’.

Dobbiamo dire che l’orchestra guidata dal tedesco ci è parsa particolarmente frizzante, e soprattutto concentrata ed attenta, considerando il doppio ruolo del Maestro Lonquich che ha dovuto necessariamente lasciare ai professori anche una certa autonomia. La Ouverture da Le nozze è un momento quasi giocoso, in cui alla freschezza della musica si unisce l’armonia di intenti e la scioltezza esecutiva dell’orchestra. I volumi non sono assolutamente esagerati ed è molto difficile ottenere questo risultato per come sappiamo essere strutturata la sala del teatro; inoltre vi è una cura molto specifica tra le varie sezioni per quanto riguarda le indicazioni dinamiche.  

Con il Concerto per Pianoforte e Orchestra il Direttore si sdoppia riuscendo a gestire con disinvoltura tanto la direzione quanto il suonare. È questa una composizione dal sapore cameristico per cui l’orchestra è posta molto raccolta attorno al pianoforte, per una maggiore coesione tra i due elementi ed è interessante vedere con quanta scioltezza Lonquich riesca a suonare e dirigere a flusso continuo in assoluto accordo con chi gli sta attorno.

Sin dai primi accordi il ritmo trascinante culla chi ascolta come in un luogo passato di galanterie e di sospensione, data successivamente dal pianoforte che si inserisce come su un mare che ne trasporti il peso soave; gli interventi molto limitati dell’orchestra durante l’esecuzione solistica del piano consentono una certa libertà al Maestro e svolgono una funzione di sottolineatura ai temi principali. Una danza tra orchestra ed il solista che si chiude poi con il ritorno al principio ed alla leggerezza. Meraviglioso il ‘Larghetto’ ispirato ad Haydn in cui ci si ferma per assaporare la nostalgia pianistica che nel successivo abbraccio dell’orchestra riporta alla mente ricordi che forse lo stesso Mozart assaporava ormai, in quello che non immaginava essere il suo ultimo anno di vita. Di tutt’altro respiro l’Allegro finale, in cui ci si risveglia quasi da un sogno per restare comunque sospesi in una realtà fatta di saltellii melodici che portano lentamente e serenamente verso il finale.

Sommerso da applausi il generoso Lonquich ha regalato ben due bis al pianoforte: uno degli Improvvisi di Chopin e naturalmente Mozart con un dolcissimo Minuetto.

L’ultima parte ha visto protagonista l’orchestra con la sinfonia Jupiter, una pagina amatissima e molto eseguita, ecco perché qui il Direttore ha cercato una propria chiave interpretativa, che marcasse i termini di una esecuzione asciutta ma intensa, brillante ma non eccessivamente stretta nei tempi. Dall’ Allegro vivace ove ogni passaggio è sottolineato con accento ben preciso, all’ultimo Molto Allegro, passando ovviamente per l’Andante cantabile ed il Minuetto - Allegretto, il lavoro con l’orchestra è stato un continuo calibrare i suoni e l’interazione tra le parti, per esaltare taluni passaggi grazie ad un arcobaleno di colori e specifiche dinamiche. Poco altro aggiungiamo se non l’entusiasmo del pubblico con numerosissime chiamate alla ribalta del Direttore, visibilmente soddisfatto dell'orchestra.

Maria Teresa Giovagnoli

IL PROGRAMMA

Direttore d'orchestra e Pianoforte Alexander Lonquich

Orchestra dell’Arena di Verona

Wolfgang Amadeus Mozart

Ouverture, da Le nozze di Figaro

Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 in si bemolle maggiore K 595

Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter” K 551

   

FOTO ENNEVI 

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