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IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA FILARMONICA 2018, STAATSKAPELLE DRESDEN: Alan Gilbert direttore, Lisa Batiashvili violino - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, GIOVEDI' 6 SETTEMBRE 2018

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Appena li vedi entrare capisci subito cosa ti aspetterà.

I professori della Staatskapelle di Dresda, una delle più antiche compagini orchestrali al mondo, quasi coetanea dell' Accademia Filarmonica di Verona, quasi tutti uomini di mezza età, corroborati da un fisico che tradisce simpatia per birra e salsicce, raggiungono con piglio deciso, ordinato e preciso i loro leggii e senza il minimo rumore attendono in silenzio il la per l'accordatura dal Konzertmeister.

All'entrata del Direttore d'orchestra e della solista, lo statunitense Alan Gilbert e la georgiana Lisa Batiashvili, si alzano tutti all'unisono, pronti a colpire con le loro note, come una perfettamente oliata ed allegra macchina da guerra.

Ancora prima che la violinista Lisa Batiashvili inizi a suonare le sue 8 battute iniziali del concerto n.2 di Prokofiev senza accompagnamento orchestrale, li vedi già pronti con archetto in mano e concentratissimi in attesa dell'ordine di ingresso da parte del  Direttore d'orchestra.

Una disciplina ferrea e scontata che fa si che dal primo all'ultimo leggio, questi professori d'orchestra, suonino tutti allo stesso modo e con la stessa preparazione e capacità come se fossero tutti dei Konzertmeister, pronti a dare il massimo in un repertorio ad essi più che congeniale.

Ed ecco che il concerto n.2 di Prokofiev scivola via alla perfezione, forte della sua scrittura ricca di melodie popolari con una attenzione particolare per una orchestrazione meno virtuosistica del precedente concerto n.1,  ma più attenta alla ricerca di un colore orchestrale unitario.

L'opera è stata la sua ultima commissione per il pubblico dell'Europa occidentale, un'opera su misura per il violinista francese Robert Soëtens, che aveva partecipato alla prima della sua Sonata per due violini. Poco dopo, Prokofiev compirà il fatidico salto, reinsediandosi a Mosca (atterrando, come notoriamente ha detto Shostakovich, "come un pollo nella zuppa"). Tuttavia, il suo stile di vita cosmopolita e nomade di costante viaggiatore ha lasciato il segno nella creazione del pezzo. Prokofiev compose il Secondo Concerto mentre faceva la spola tra Parigi e le città principali dell'Unione Sovietica.

Lisa Batiashvili, interprete sensibilissima forte di una tecnica favolosa, riesce a dipanarsi nelle insidie della scrittura, con una naturalezza impressionante.

Lirismo e perfetta aderenza alla sensibilità compositiva di Prokofiev sono le sue chiavi interpretative che la conducono a risolvere i 25 minuti del concerto in una esecuzione notevole per sicurezza tecnica dove l'ampia sfumatura espressiva e la dinamica penetrante e luminosa, ci persuade della validità della sua visione del concerto.

La Batiashvili si accomiata dal pubblico  con un bis di altissimo valore, eseguendo un arrangiamento per violino e orchestra, fatto dal padre Tamàs Batiashvili, della danza dei cavalieri da Romeo e Giulietta op. 64 sempre di Prokofiev, scatenando le reazioni entusiastiche del pubblico.

Mentre attendeva alla composizione dei “Lieder eines fahrenden Gesellen” nel 1884,  Mahler iniziò a scrivere la sua prima sinfonia in re maggiore che avrebbe concluso 4 anni più tardi.  Musica a programma inizialmente poi capovolta in una sinfonia quadripartitica sfrondata di tutti quegli accavallati titoli programmatici iniziali, la prima sinfonia assunse il sottotitolo di “Titano” desumendolo dall'omonimo romanzo di Jean- Paul.

Lavoro di esaltazione spirituale e sentimentale cui fa da sfondo una natura trasfigurata, la sua prima sinfonia richiama il motivo dell'eterno viandante cantato oltre che da Schubert e Schumann, dallo stesso Mahler nei suoi “Lieder eines fahrenden Gesellen”, un viandante immerso nell'incontaminata e splendida natura che è poi l'aspetto più poetico del romanzo di Jean-Paul.

Questo lavoro straordinariamente originale, con le sue citazioni ricorrenti delle composizioni del compositore, in particolare Lieder eines fahrenden Gesellen e Des Knaben Wunderhorn, è la perfetta espressione di uno dei detti più quotati di Mahler, " La sinfonia è un mondo; deve contenere tutto ".

Alan Gilbert, a capo della precisissima Staatskapelle di Dresda, ce ne offre una lettura da manuale.

Musicista colto e raffinato Gilbert deve la sua fama alla scrupolosa puntualità del suo impegno interpretativo, nonché per l’equilibrio, il rigore, il tono misurato e mai enfatico che contraddistingue le sue memorabili direzioni orchestrali a capo della New York Philarmonic Orchestra  di cui è stato direttore musicale fino all'anno scorso. E lo abbiamo avvertito anche in questa esecuzione dove, sin troppe volte orchestrata da altri direttori tramite una veemenza espressiva che rischia di accentuare i tratti kitsch più che l’espressionismo di una partitura tardoromantica dove alle fanfare e alle grancasse si alternano i cosiddetti suoni di natura (Naturlaute), tra danze popolari, melodismi patetici e citazioni liederistiche, rende in modo particolarmente felice l’ultimo e più esteso movimento dell’opera, di assai difficile esecuzione allorché compaiono accordi violenti, dissonanze e tratti in cui l’orchestra sfiora il rumorismo.

L'Orchestra di Dresda lo segue benissimo e senza indugi in una ricerca della perfezione esecutiva che ha dello sbalorditivo per uniformità di suono e coesione dinamica dentro le sue lunghe curve melodiche, dentro i suoi continui, piccoli e grandi, rubati, dentro il suo caleidoscopio di colori scintillanti e provocatori, finanche dentro i ghiribizzi macabri e caricaturali. Il gesto di Gilbert non è mai retorico, mai esclamato più del necessario, mai prevedibile, mai esibitorio: un grande Mahler.

Al termine dell'ovazione finale che ha accolto l'esecuzione di questo capolavoro, l'orchestra di Dresda si è congedata dal pubblico con una infuocata esecuzione del preludio dall'atto terzo del Lohengrin di Wagner.

Pierluigi Guadagni

 

IL PROGRAMMA

STAATSKAPELLE DRESDEN
Alan Gilbert
direttore

Lisa Batiashvili violino
Sergej Sergeevič Prokof’ev Concerto per violino e orchestra n. 2 in sol minore Op. 63
Gustav Mahler Sinfonia n. 1 in re maggiore “Titano”

FOTO ACCADEMIA FILARMONICA DI VERONA

 

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