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IL SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA 2019, CONCERTO DELL' ORQUESTRA NACIONAL DE ESPANIA, JUANJO MENA Direttore, PABLO SAINZ VILLEGAS Chitarra – TEATRO FILARMONICO DI VERONA, DOMENICA 15 SETTEMBRE 2019

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Concerto dal calor bianco e dalle altissime temperature emotive quello proposto dalla Orquesta Nacional de Espania nell'ambito del “Settembre dell'Accademia” dell' Accademia Filarmonica di Verona.

Il programma tra l'altro non ammetteva scampo alcuno, poiché i brani scelti e la presenza di un chitarrista di altissimo livello come Sainz Villegas, hanno letteralmente incendiato il pubblico, generalmente compassato e ingessato, che frequenta la manifestazione veronese.

A scaldare gli animi ci ha pensato il brano di apertura, Alborada del gracioso di Maurice Ravel, un brano che immediatamente ci trascina in quella sensualità spagnola tanto familiare al compositore francese.

L'alborada, serenata mattutina di un buffone, è per Ravel una incredibile tavolozza cromatica costruita su contrasti dinamici impressionanti.

Incorniciati da una valenza timbrica dove il languore sensuale e l'evocazione nostalgica tipici di questo genere di composizione lasciano il posto ad una asciuttezza che ricorda l'effetto della chitarra o il rumore secco delle nacchere o il calpestio ostinato dei ballerini, l'orchestrazione di Ravel per questo brano, inizialmente composto per pianoforte, viene restituita dal direttore Juanio Mena e dalla Orchestra Nazionale di Spagna, nella sua fenomenale brillantezza di un virtuosismo tale da esaltare nel modo più alto possibile tutte le qualità timbriche di una orchestra in forma strepitosa.

Il Concerto di Aranjuez di Joaquin Rodrigo per chitarra e orchestra è senza dubbio l'opera musicale spagnola più interpretata al mondo. Qui Rodrigo, oltre ad essere riuscito ad esaltare tutte le capacità armoniche di uno strumento tanto sonoramente delicato quanto impegnativo nell' equilibrio armonico con una grande orchestra sinfonica, sorprende per la capacità di sapere esporre melodie del folklore spagnolo contestualizzandole nel panorama della musica classica mitteleuropea.

Pablo Sàintz Villegas, chitarrista tra i più acclamati ed ambiziosi del momento, è interprete maturo, sensibile, magistrale. Riesce a celebrare tutta la musicalità iberica e le forti connotazioni degli stilemi spagnoli della scrittura di Rodrigo, con una luminosità di tocco e un virtuosismo mai teso allo stupore, sempre alla ricerca ossessiva di un delicatissimo equilibrio con le sonorità spesso prevaricanti dell'orchestra. Certo, la sciagurata acustica del Teatro Filarmonico non aiuta assolutamente nel compito di risalto sonoro e spesso anzi tende a disperdere nel catino della sala i momenti più intimi del dialogo della chitarra con l'ensamble, ma la altissima capacità tecnica di Villegas sopperisce a questa difficoltà prevista, modulando il suono in maniera quanto più corretta possibile.

Al termine gli applausi del pubblico sono talmente insistenti che il chitarrista spagnolo concede ben due bis, tra cui la meravigliosa “Recuerdos de Alhambra” di Francisco Tarrega, vero banco di  prova di un virtuosismo sfrenato.

Di Manuel de Falla, massimo rappresentante della musica impressionista spagnola, l'Orquestra Nacional de Espagna ci ha proposto le due suites dal “El sombrero de tres picos”,  balletto composto nel 1919 per i Balletti Russi di Diaghilev.

Nelle due suites ricavate da De Falla, compaiono in pratica tutte le danze tipiche del folklore spagnolo sviluppate però non con un gusto iberico di maniera, ma con uso prodigioso dell'orchestrazione,  dove raffinatissime soluzioni armoniche, traggono colori sgargianti di  inesauribile inventiva.

E Juanjo Mena a capo di una precisissima Orquestra Nacional de Espagna dispiega tutta la tavolozza timbrica necessaria ad una perfetta esecuzione fatta di luminosissime sonorità unite ad una carica sinfonica estroversa e sorridente dove la precisione (e sicuramente anche la consuetudine in un repertorio familiare) trova il giusto equilibrio dialettico tra musica e danza.

Del Bolero di Maurice Ravel si è detto tutto e il contrario di tutto, sicuramente è la musica più popolare del compositore francese e quella che lo ha reso famoso al mondo intero.

E' musica di una semplicità disarmante che ruota attorno a due semplici temi ma che richiede esecutori oggettivamente concentratissimi che sappiano rimanere nel clima del brano durante le 18 ripetizioni dei due temi durante l'esecuzione.

Juanjo Mena conduce l'Orquestra Nacional de Espania alla dimostrazione di come si possa eseguire un brano di routine con un' orchestra lavorando soltanto sulle dinamiche, sulla gestione dell'intensità sonora, e sulla aggiunta o sottrazione degli strumenti. Il risultato è ovviamente una grandinata di applausi che spingono l'Orchestra e il suo direttore a concedere altri due bis tra i quali uno strepitoso e meditatissimo intermezzo dall'opera “Goyescas” di Enrique Granados.

Pierluigi Guadagni

PROGRAMMA


ORCHESTRA NAZIONALE DI SPAGNA
Juanjo Mena direttore

Pablo Sáinz Villegas chitarra
-Maurice Ravel: Alborada del gracioso
-Joaquín Rodrigo: Concerto di Aranjuez per chitarra e orchestra
-Manuel De Falla: Il cappello a tre punte (Suites n. 1 e 2)
-Maurice Ravel: Bolero

FOTO STUDIO BRENZONI

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