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IL CUORE ITALIANO DELLA MUSICA HA INAUGURATO IL FESTIVAL D’ESTATE 2020 DELL’ ARENA DI VERONA - SABATO 25 LUGLIO 2020

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C’è una voglia di ripartenza palpabile nel mondo artistico e tutti gli operatori stanno facendo il possibile affinché il pubblico possa tornare a godere delle bellezze che i vari settori del nostro paese offrono rispettando le norme di sicurezza prescritte dal Governo. È la volta della Fondazione Arena di Verona che, costretta a rimandare il Festival lirico al 2021, non ha voluto arrendersi e lasciare l’anfiteatro ‘silenzioso’, come lo stesso Sovrintendente Cecilia Gasdia ha ripetuto più volte in queste settimane. Così grazie ad un ripensamento degli spazi offerti e ad una riprogrammazione del cartellone, quest’anno si può assistere ad una serie di concerti ed eventi che hanno avuto inizio ieri sera e continueranno fino al 29 agosto con Placido Domingo come direttore d’orchestra.

Il concerto inaugurale ha visto la presenza del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ed è stata dedicata a tutti i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari,  senza la cui professionalità saremmo ancora in piena emergenza, e che quest’anno possono assistere ai concerti con importanti agevolazioni. Ha introdotto la serata una Katia Ricciarelli visibilmente emozionata e felice per la riapertura della stagione musicale veronese. Dopo la sorpresa del piccolo direttore in erba a ‘condurre’ l’Orchestra della Fondazione Arena nell’Inno di Mameli, quattro direttori ben noti al pubblico veronese si sono alternati per le altrettante sezioni del concerto che ha visto soltanto protagonisti italiani per nascita o comunque per adozione.

Molta curiosità c’era sulla nuova struttura del palcoscenico posto esattamente nel ‘cuore’ dell’Arena, in realtà una semplice pedana su cui si trova l’orchestra, con i coristi ben distanziati tutti intorno davanti al primo anello, mentre gli spettatori, non più su poltroncine sia in gradinata che in platea, sono sistemati soltanto sulle gradinate senza poltrone e sui cuscini, molto ben distanziati tra loro. Se avevamo qualche perplessità sull’acustica dobbiamo dire che invece dalla nostra postazione l’audio era molto buono: sia l’orchestra che gli interpreti si sentivano molto chiaramente, a conferma che il leggendario suono dell’Arena per cui turisti da tutto il mondo sono sempre accorsi numerosi, è sempre valido comunque si sistemino i protagonisti, del resto il centro dell’azione in origine era proprio al centro.

Più di due ore di concerto con molteplici interpreti avvolti da effetti luce colorati e ricchissimi sono sicuramente un grande sforzo organizzativo, anche se per qualcuno potrebbero risultare leggermente faticose, se ci consentite il termine, poiché senza la pausa dell’intervallo. Ci hanno pensato i quattro direttori a marcare le diverse sezioni ed a renderlo variegato in base al proprio stile distintivo:  Andrea Battistoni, beniamino di casa, con il suo brio e la voglia matta di far sentire la sua carica drammatica o energia vitale; Francesco Ivan Ciampa molto misurato nei toni e nei volumi, asciutto ove serve senza mai eccedere,   Marco Armiliato con cui l’orchestra diventa un manto morbido e sensibile ad ogni sfumatura delle voci e dei suoni, e Riccardo Frizza, forse non tanto in forma per questo concerto inaugurale, spesso molto largo nei tempi e non sempre in accordo con i solisti,  pur ottenendo dall’orchestra suoni interessanti ed avvolgenti nell’insieme.

Non volendo fare un mero elenco dei pezzi eseguiti dai vari artisti, ci preme invece sottolineare quanto tutti abbiano dato il massimo nell’esprimere la voglia di ricominciare a lavorare ed avere contatto vero, non solo virtuale, con il pubblico di appassionati. Sicuramente apprezzatissimo  Giovanni Andrea Zanon, giovane violinista che abbiamo avuto più volte il piacere di ascoltare nelle sue prodezze esecutive e che con Paganini ci ha dimostrato ancora quanto sensibile sia il suo modo di intendere le partiture,  mettendoci anche tanto della sua personalità e non soltanto leggendo una pagina musicale passivamente. Della serata ricorderemo certo il pathos trasmesso da Sonia Ganassi , la tecnica agile e l’espressività di Annalisa Stroppa, la carica vocale di Maria José Siri, la fiera grazia esecutiva di Barbara Frittoli e l’eleganza di fraseggiare propria di Francesco Meli.

Ancora si sono distinti per spigliatezza e sicurezza Alessandro Corbelli, Roberto Frontali, stoico ed emozionato ad aprire la serata, e Carlo Lepore, particolarmente bravo ad aggiungere di suo quanto non riusciva ad ottenere dall’accompagnamento.

Nel dramma dei rispettivi ruoli si sono tuffati Annamaria Chiuri con Azucena, l’afflitto Michele Pertusi e Riccardo Zanellato  rispettivamente con un davvero cupo Filippo II ed un vocalmente cauto Banco, Eleonora Buratto con la tragica Butterfly e la volitiva Donata D’Annunzio Lombardi con Tosca.

Alex Esposito conferma la rotondità della voce scura e stabile, Daniela Barcellona mostra carattere e uniformità timbrica.

Menzioniamo altri graditi ritorni come Fabio Armiliato ed il suo canto sul testo come del resto Simone Piazzola, l’energico e un po’ marcato Fabio Sartori, e l’accorato Saimir Pirgu, pur nell’emozione della serata.

‘Last but not least' Leo Nucci è un Rigoletto molto dinamico che da’ perfino filo da torcere a Frizza nello stargli dietro.

Atra sorpresa piacevole è stata l’esecuzione attenta e concentrata del coro che, nonostante i singoli elementi cantassero praticamente da soli, senza potersi ascoltare l’un l’altro per via delle distanze, si è reso gran protagonista con due pezzi dal Nabucco, tra cui ovviamente ‘Va pensiero’, davvero sussurrato con sentimento, ed anche il celebre ‘Patria oppressa’ da Macbeth.

Finale un po’ sui generis con il bis (doppio) ‘O sole mio’, che voleva forse ricordare alla lontana l’esecuzione dei Tre tenori a Caracalla nel 1990, con tutti i protagonisti (donne comprese) ad alternarsi le frasi, anche improvvisando parecchio, e qui anche i direttori a scambiarsi il podio. Pubblico ridotto ad un terzo della capienza reale per mantenere il distanziamento, ma molto contento e soddisfatto sia durante che al termine del concerto.

Maria Teresa Giovagnoli  

 

IL PROGRAMMA COMPLETO E GLI INTERPRETI

 

Direttore Andrea Battistoni

Roberto Frontali       “Si può? Si può?” (Pagliacci Prologo – R. Leoncavallo)

Fabio Armiliato        Un dì all’azzurro spazio (Andrea Chénier, Quadro I  – U. Giordano)

Sonia Ganassi           Voi lo sapete, o mamma (Cavalleria rusticana - P. Mascagni)

Michele Pertusi         Ella giammai m’amò (Don Carlo, Atto IV -  Giuseppe Verdi)

Alessandro Corbelli  Udite, udite, o rustici (L’elisir d’amore, Atto I – G. Donizetti)

Coro                           Gli arredi festivi (Nabucco, Parte I - Giuseppe Verdi)

Direttore Francesco Ivan Ciampa

 

Giovanni Andrea Zanon     Capriccio n. 24 in la minore (Niccolò Paganini)

Annalisa Stroppa      Una voce poco fa (Il Barbiere di Siviglia, Atto I – G. Rossini)

Simone Piazzola        Di Provenza il mar, il suol (La Traviata, Atto II – G. Verdi)

Coro                           Va’, pensiero (Nabucco, Parte III – G. Verdi)

Maria José Siri          La mamma morta (Andrea Chénier, Quadro III  – U. Giordano)

Barbara Frittoli        Io son l'umile ancella (Adriana Lecouvreur, Atto I  – F. Cilea)

Fabio Sartori             E lucevan le stelle (Tosca, Atto III – G. Puccini)

 

Direttore Marco Armiliato

Coro                           Patria oppressa (Macbeth, Atto IV – G. Verdi)

Riccardo Zanellato   Studia il passo…Come dal ciel precipita (Macbeth, Atto II – G. Verdi)

Saimir Pirgu              Ma se m’è forza perderti (Un ballo in maschera, Atto III – G. Verdi)

Eleonora Buratto      Un bel dì vedremo (Madama Butterfly, Atto II – G. Puccini)

Francesco Meli          Ah! Sì, ben mio (Il Trovatore, Atto III – G. Verdi)

Direttore Riccardo Frizza

Donata D’Annunzio Lombardi      Vissi d’arte (Tosca, Atto II – G. Puccini)

Carlo Lepore            Madamina, il catalogo è questo (Don Giovanni, Atto I – W. A. Mozart)

Annamaria Chiuri     Stride la vampa (Il Trovatore, Atto II – G. Verdi)

Alex Esposito            O tu, Palermo (I vespri siciliani, Atto II – G. Verdi)

Daniela Barcellona   O mio Fernando (La favorita, Atto III – G. Donizetti)

Leo Nucci                  Cortigiani, vil razza dannata (Rigoletto, Atto II – G. Verdi)

 

Orchestra e Coro dell’Arena di Verona

Maestro del Coro Vito Lombardi

Foto Ennevi - Fotografi Fondazione Arena di Verona

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