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IL BARBIERE DI SIVIGLIA, GIOACHINO ROSSINI - TEATRO LA FENICE, RECITA DEL 27.09.2018

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In un teatro strapieno principalmente di turisti in cerca di selfies e un occasione per sfoggiare le loro mise da sera, si è svolta la ottava replica di quindici (15!!) di quel Barbiere di Siviglia di Rossini, messo in scena da Bepi Morasssi per la prima volta ben 16 anni fa.

Titolo blockbuster e moneymaker del teatro La Fenice, il Barbiere di Siviglia di Rossini si dimostra, anche a distanza di quasi un ventennio, capace di richiamare schiere di spettatori in cerca di una serata di buona musica senza grosse pretese in uno dei teatri più belli ed affascinanti del mondo. Ben lo ha capito Bepi Morassi che ha pensato ad un allestimento tradizionale e funzionale nel senso più sincero ed ergonomico del termine, dove tutto lavora alla perfezione come una oliata macchina da guerra, per la soddisfazione di un pubblico particolarmente affezionato ad allestimenti sinceri e di poche pretese intellettuali.

La principale occasione di richiamo per questa ennesima ripresa, è statadovuta al debutto in qualità di direttore d’orchestra di uno dei più eleganti e completi cantanti belcantisti sulla scena lirica di oggi.

Gregory Kunde, dopo essere stato Conte di Almaviva per innumerevoli recite nei teatri più prestigiosi del mondo, si cimenta per la prima volta in questo titolo nella veste di direttore d’orchestra registrando un felicissimo debutto.

Dalla sua Kunde possiede la fortuna di avere metabolizzato la partitura rossiniana fin nelle pieghe più nascoste e conoscendo a menadito i passaggi più impervi per i cantanti, riesce ad ottenere un equilibrio mirabile tra orchestra e palcoscenico che lascia trasparire un intesa perfetta con il cast.

Certo, i tempi scelti sono comodi, spessoun poco “fuori moda” se si le si compara a certe direzioni contemporanee tutte nervi e sobbalzi a cui ci stiamo abituando, ma aiutato da un’orchestra precisa e diligente, porta a casa una recita da manuale.

Nell' unico cast presente in locandina, la parte del leone la fa senza dubbio alcuno Omar Montanari, un Don Bartolo magnifico e completo in ogni forma.

Un interpretazione vocale che guarda ai miti del passato, a Bruscantini, a Montarsolo e a Dara per perfezione della parola ed economia scenica dove ogni movimento e ogni sillaba servono ad una musicalità perfetta per un risultato encomiabile sotto ogni punto di vista. Mai una nota fuori posto, mai una movenza esageratamente macchiettistica o volgare, il suo Don Bartolo non teme rivali e si può considerare di assoluto riferimento.

Se Julian Kim come Figaro possiede voce e disinvoltura scenica, non si può dire che sia a suo agio in un personaggio che richiede leggerezza e rapidità di canto ed azione. La parte gli calza un po’ stretta, costretta da una voce notevole per emissione e pesantezza ad eseguire agilità che escono a fatica ed a sillabare con difficoltà. Porta a casa comunque una recita dignitosa, ma speriamo di ascoltarlo in ruoli più adatti alla sua vocalità dove sicuramente potrebbe rendere di più.

Chiara Amarù è una Rosina tutta pepe e disinvoltura scenica che riesce finalmente a dare alla parte di contralto per la quale Rossini scrisse la parte, la giusta vocalità brunita che le spetta. Agilità perfette ed una linea di canto impeccabile sono i suoi assi che gioca nei momenti più impervi della serata e poco importa se la parte alta del rigo risulta a volte un poco costretta, la sua è una notevole interpretazione.

Francisco Brito disegna un Almaviva abbastanza routinier, nonostante la voce sia particolarmente baciata dalla fortuna per eleganza emissione. Spiace constatare come la difficoltà di fiato ed una probabile stanchezza fisica abbiano in parte compromesso una prestazione altrimenti notevole. Generico nelle agilità e nella linea belcantista, omette la grande aria finale“Cessa di più resistere”.

Mattia Denti è un don Basilio che si distingue esclusivamente per tenuta di fiato, mentre la Berta di Giovanna Donadini è un cameo di rara bellezza e disinvoltura scenica. Bene anche il Fiorello di William Corrò e l’Ufficiale di Emiliano Esposito.

Successo garantito e applausi generosi per tutti al termine.

Pierluigi Guadagni

 

LA   PRODUZIONE

Direttore                     Gregory Kunde 

Regia                           Bepi Morassi
Scene e Costumi         Lauro Crisman
Light designer            Vilmo Furian
Maestro del Coro       Claudio Marino Moretti
Maestro al cembalo   Roberta Ferrari

GLI   INTERPRETI

Rosina                                    Chiara Amarù
Il conte di Almaviva              Francisco Brito
Figaro                                     Julian Kim
Bartolo                                   Omar Montanari
Fiorello                                   William Corrò
Don Basilio                             Mattia Denti
Berta                                       Giovanna Donadini
Un ufficiale                             Emiliano Esposito

allestimento Fondazione Teatro La Fenice

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

Foto Michele Crosera

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