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GIANNI SCHICCHI, GIACOMO PUCCINI – ARENA DI VERONA, VENERDI’ 21 AGOSTO 2020

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Unico appuntamento con una opera intera in Arena è Gianni Schicchi, che per brevità e tutto sommato per semplicità di realizzazione, è stata proposta per il Festival di questa estate di retrizioni, salutando il lieto ritorno di Leo Nucci, sempre amatissimo dal pubblico areniano, anche in veste di pseudo regista, per l’esecuzione in forma semi scenica della celeberrima opera pucciniana. Impossibile pensare si potesse realizzare l’intero trittico con le limitazioni sanitarie ancora in campo. Un plauso va comunque agli interpreti che hanno cantato togliendo e mettendo continuamente le mascherine sul viso, nonostante il caldo iniziale poi placato a mano a mano che ci si è addentrati nello spettacolo. L’orchestra è ovviamente sempre alle spalle dei cantanti al centro della ‘fu’ platea ed il pubblico, comunque ben numeroso considerando le limitazioni, posto come per tutta la stagione sui gradoni intorno ad abbracciare lo spettacolo.

All’insegna del brio e della praticità la messa in scena. Assistere a manifestazioni musicali in questo cupo periodo storico fa emergere sensibilmente la voglia di cantare, di stare con la gente, tangibile nell’energia e nel massimo impegno che tanto i giovani quanto le ‘vecchie super volpi’ come Leo Nucci conservano nel cuore. Il Nucci scenografo ha pensato semplicemente ad un letto con manichino che impersonasse Buoso, pochissimi arredi ed alcune sedie per ospitare i vari interpreti di volta in volta. La famigliola opportunista sistemata in fila ai lati del capezzale del morto, una occhiatina ogni tanto all’orchestra e lo spettacolo fila via liscio per circa un’oretta.

Gianni Schicchi non potrebbe avere più energia e voglia di calcare le scene per divertire nemmeno se ad interpretarlo fosse un fresco ventenne ad inizio carriera. Non sappiamo dove trovi Nucci tanta forza e voglia di fare dopo tanti anni di carriera e tante primavere sul groppone: si muove in scena con nonchalance, arrivando in bici sul palco in barba al caldo, al vento o al frescolino che in effetti portava giovamento. Ovvio non si può pretendere nulla più di questo e comunque anche vocalmente ha ancora qualche asso da giocare. Concede pure al termine un bis estemporaneo con l’aria di ‘Figaro’ per prolungare la festa al suo pubblico che non aspettava altro (insomma un po’ opera un po’ concerto di fine estate).

Molto bene la Lauretta di Lavinia Bini, delicata e spigliata come deve essere una giovane innamorata, che esegue l’ aria rivolta al suo ‘babbino’ con precisione e sentimento. Anche per lei bis al termine dello spettacolo proprio con questo pezzo. Così pure Enea Scala, appassionato Rinuccio dal timbro adatto ai sentimenti che esprime, ripete la sua romanza alla fine dello spettacolo. Fantastica la Zita di Rossana Rinaldi:c’è tanta comicità in questa interprete che sfrutta voce e movenze per creare un personaggio a sé affine per verve e simpatia. Tra gli altri interpreti rileviamo il medico, Maestro Spinelloccio dell’ottimo Dario Giorgelè, e ricordiamo tutti gli altri membri della allegra brigata che generalmente hanno arricchito con complicità la messa in scena. Marcello Nardis era Gherardo, Rosanna Lo Greco Nella, Zeno Barbarotto era il piccolo Gherardino inseparabile dal suo pallone, Betto di Signa era interpretato da Biagio Pizzuti, Giorgio Giuseppini interpretava Simone, Gianfranco Montresor Marco, la brava Alice Marini Ciesca, Nicolò Ceriani Ser Amantio di Nicolao, Maurizio Pantò Pinellino, infine Nicolò Rigano Guccio.

Torna sul podio Francesco Ivan Ciampa, anche qui sensibile ed attento a ciò che accade tanto alle sue spalle quanto in orchestra, incitando ed ottienendo dai musicisti una brillantezza e vivacità esecutiva che certo non cade nel banale, attento ai dettagli, coinvolto ed anch’egli divertito come tutti. Bis del finale con ancora Nucci in prima linea nel salutare il pubblico, che applaude ancora prima della conclusione.

Maria Teresa Giovagnoli

LA PRODUZIONE E GLI  INTERPRETI

 

Direttore d'orchestra Francesco Ivan Ciampa

Ideazione scenica      a cura di Leo Nucci

Orchestra dell’Arena di Verona

Gianni Schicchi         Leo Nucci

Lauretta                    Lavinia Bini

Zita                             Rossana Rinaldi

Rinuccio                    Enea Scala

Gherardo                  Marcello Nardis

Nella                           Rosanna Lo Greco
Gherardino               Zeno Barbarotto

Betto di Signa            Biagio Pizzuti

Simone                       Giorgio Giuseppini

Marco                        Gianfranco Montresor

La Ciesca                   Alice Marini
Maestro Spinelloccio            Dario Giorgelè
Ser Amantio di Nicolao        Nicolò Ceriani

Pinellino                                Maurizio Pantò

 Guccio                                  Nicolò Rigano



 

Foto Ennevi - Fotografi Fondazione Arena di Verona

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