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G. VERDI, GIOVANNA D’ARCO - TEATRO COMUNALE DI MODENA, 19 NOVEMBRE 2021

G. VERDI, GIOVANNA D’ARCO - TEATRO COMUNALE DI MODENA, 19 NOVEMBRE 2021

Opera tra le più entusiasmanti del periodo “di galera” di Giuseppe Verdi (assieme allo Stiffelio) per chi scrive, Giovanna D’Arco è andata in scena al Teatro Comunale di Modena in un allestimento proveniente dall’ Opéra-Théatre di Metz che l’ha coprodotto assieme ai Teatri di Reggio Emilia. Il regista Paul Emile Fourny si inserisce nel solco della più macera “tradizione”, termine qui usato nella sua più triste accezione, poiché oltre ad un certo interesse per i video di Virgile Koering proiettati su di uno schermo cinematografico sullo sfondo del palcoscenico, e ad una azione coreografica (curata da Aurélie Barre e danzata dalla MM Contemporary Dance Company) durante la sinfonia, sostanzialmente non succede nulla. Apoteosi è stata la scena prima del secondo atto, dove figuranti, coro ed interpreti tutti sono rimasti perfettamente immobili al proscenio in barba alla grande scena di trionfo sulla Cattedrale di Reims.

Si presume che tanta immobilità sia stata obbligata dalle regole anti Covid, altrimenti il fatto sarebbe ancora più grave e a questo punto forse sarebbe stata più interessante una versione in forma di concerto. I costumi bruttini di Giovanna Fiorentini (quello di Carlo un misto tra il mago Otelma e un Wotan con tanto di testa di scheletro di montone sulla spalla) non hanno certo aiutato. Il dato musicale è stato gestito con grande esperienza da Roberto Rizzi Brignoli, protagonista con l’orchestra A. Toscanini di una lettura dilatata, volta a sciogliere i passi più convenzionali in quest’opera comunque presenti – in visioni più riflessive. Un elemento che, se da un lato ha allargato il respiro generale attraverso un passo più lento, ha comunque rappresentato l’offerta più coerentemente efficace di questo allestimento. Il coro lirico di Modena preparato da Stefano Colò, dopo qualche incertezza ritmica iniziale, ha dato prova di adeguata preparazione.

Leggermente appannata rispetto alle ottime prestazioni cui siamo abituati, Vittoria Yeo nel ruolo di Giovanna ha risposto al meglio delle sue possibilità, in un ruolo quasi al limite per la sua vocalità. Dopo una partenza guardinga e ponderata messa a dura prova dalle impennate nel registro acuto nell’aria di sortita “Sempre all'alba ed alla sera”, ha risolto con bravura e perizia soprattutto il terzo atto, con fraseggio e accenti in perfetta sintonia con il suo ruolo.

Non è stato invece per nulla all'altezza della situazione il Carlo di Amadi Lagha, canto ingolato, fraseggio molto deficitario ed evidenti problemi di intonazione oltre ad una presenza impacciata, ed è un peccato perché questa figura di sovrano fragile, sentimentale e oppresso dal peso della corona meriterebbe altro approfondimento. Presumiamo non fosse in forma perfetta, nonostante non sia stata annunciata nessuna sua indisposizione da parte del teatro.

Devid Cecconi è stato un Giacomo equilibrato, forse troppo, nel canto, tutto risolto sulla sua bellissima voce che però non riesce mai a proiettarsi in maniera decisiva. Buone le parti di fianco ( Alessandro Lanzi,  Ramaz Chikviladze)

Al termine, tutti gli interpreti accolti da un corale consenso di cortesia da parte di un pubblico non particolarmente entusiasta.

 

Pierluigi Guadagni 

PRODUZIONE E INTERPRETI 

 

direttore          Roberto Rizzi Brignoli

regia                Paul-Emile Fourny

scene e luci     Patrick Méeüs

costumi          Giovanna Fiorentini

videomaker   Virgile Koering

coreografie     Aurélie Barre

maestro del coro      Stefano Colò

 

Carlo VII      Amadi Lagha

Giovanna     Vittoria Yeo

Giacomo      Devid Cecconi

Delil            Alessandro Lanzi

Talbot         Ramaz Chikviladze 

Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini

Coro Lirico di Modena

Danzatori Agora Coaching Project a cura di MM Contemporary Dance Company 

Allestimento Opéra-Théâtre de Metz Eurometropole

Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena e Fondazione I Teatri di Reggio Emilia

 

Foto Teatro Pavarotti - Freni, Modena

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