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G. PUCCINI, MADAMA BUTTERFLY - TEATRO FILARMONICO DI VERONA, REPLICA DEL 17 E 22 DICEMBRE 2019

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Torna sulle tavole del Teatro Filarmonico, a conclusione della rassegna autunnale  “Viaggio in Italia” ideata dalla Fondazione Arena di Verona, Madama Butterfly titolo tra i più rappresentati del compositore lucchese e dell’intera antologia operistica.

Luogo ideale per la sua rappresentazione, a differenza del vasto e dispersivo palcoscenico areniano, il teatro Filarmonico diventa cornice ottimale per una giusta fruizione di un lavoro che richiede spazi intimissimi e ben circoscritti per una tragedia che vuole “grande dolore in piccole anime” come scrisse lo stesso Puccini.

Lo stesso Puccini, quando vide la commedia  di David Belasco a Londra  e gli chiese l’autorizzazione a trarne un’opera, capì ben poco dei versi in prosa inglese ma rimase colpito quasi esclusivamente dall’atmosfera e dalla dimensione giapponese, che poi tradusse in musica non dando qualche pennellata di esotismo qua e là, ma chiudendo tutta l’opera in un cerchio sottile di stilizzata e nervosa ambientazione armonica.

Il regista Andrea Cigni, coadiuvato nelle scene da Dario Gessati che descrive un bosco di betulle altissime delle quali non ci è dato di scorgere la chioma e nei costumi da Valeria Donatella Bettella, che mescola sapientemente kimono con giacche e t-shirt contemporanee, fa sua l’idea pucciniana di una tragedia dove la generale ambientazione giapponese risulta in apparenza appena accennata ma che in realtà investe ogni cosa, sempre tesa a mettere in luce l’anima della protagonista.

Cigni decide di svolgere l’azione in un bosco incantato nel quale la storia di Cio Cio San si tramuta in una fiaba senza tempo, dove i chiari riferimenti ai giorni nostri (l’uso smodato degli smartphones durante il matrimonio o i costumi attuali) si mescolano con un Giappone stilizzato non solo nelle movenze o nel trucco dei protagonisti, dove Butterfly segue cieca i suoi fantasmi d’amore.

Un bosco quindi che isola la protagonista e la rinchiude in una sorta di  “galera” dove tutto ciò che vi accade risulta determinato da motivazioni interiori o antropologiche eliminando tutto ciò che vi può essere di esotico o decorativo. L’esaltazione di una tragedia che viene valorizzata sapientemente da un gioco di colori e luci straordinario (curato da Paolo Mazzon) che passano dal caldo autunnale del primo atto al girgio gelido invernale del tragico epilogo.

Per quanto riguarda il cast riferiamo prima in merito alla recita del 22 dicembre:

Daria Masiero ha retto l'impervia parte di Cio Cio San con l'incoscienza della giovinezza, con acuti precisi ma qualche opacità nei registri medio e grave oltre ad un volume non particolarmente drammatico.  La sua lettura di Butterfly e tutta volta ad una affettuosa e schiva umanità, con linee vocali seducenti e flessuose, sensibile nel dare calda espressività a ogni minima sollecitazione che l'orchestra porge alla sua voce. E musicalmente impeccabili sono il suo «Un bel dì vedremo» e il tragico suicidio finale introdotto dal rabbrividente «Con onore muore».

Raffaele Abete è un Pinkerton finalmente credibile sulla scena, giovane, bellissimo nella figura come nella voce limpidissima e sicura. Tolta qualche eccessiva prudenza nell’interpretazione, la sua risulta una esecuzione credibilissima.

Manuela Custer riceve un meritato successo personale, poiché la sua Suzuki è esemplare: eccellente vocalità, un colore perfetto e anche un’ interpretazione scenica molto curata.

Mario Cassi nel ruolo di Sharpless, possiede un timbro caldo e cordiale, fraseggia con maestria ed è veracemente elegante in modo da scongiurare quel pericolo che il suo personaggio racchiude in sé, cioè quello di annoiare per eccesso di convenzionalità. 

Marcello Nardis è un Goro scenicamente ineccepibile, un poco meno nella parte vocale che presenta qualche pesantezza nella parte alta del rigo.

Nel complesso adeguati gli altri interpreti: Lorrie Garcia (Kate Pinkerton), Nicolò Rigano (Yamadori), Salvatore Schiano di Cola (Commissario imperiale), Cristian Saitta (zio Bonzo), Maurizio Pantò (Ufficiale del Registro), Sonia Bianchetti (madre di Cio-Cio-San), Emanuela Schenale (cugina di Cio-Cio-San).

Francesco Ommassini alla guida di una Orchestra della Fondazione Arena in stato di grazia, è un direttore attento come pochi altri ad esaltare con mano sapiente le gemme melodiche ed armoniche di quest’opera dalla raffinatissima orchestrazione. La direzione di Ommassini si è distinta per la precisione dell’ordito musicale e per lo spessore notevole della ricerca armonica. Ommassini, nonostante la terribile acustica della sala del Filarmonico, si trattiene dal marcare il primato dell’orchestra, puntando molto all’ascolto delle voci e adattando i tempi e le dinamiche alla buona riuscita dell’azione sulla scena, seguendo il precetto pucciniano “contro tutto e contro tutti fare opera di melodia”. Meticolosità scrupolosa che non si ferma solo alla logica delle note, ma che cerca all'interno di esse il trasporto emotivo, gli impulsi e i tormenti che sono espressi attraverso colori e sfumature davvero straordinari. Preciso l’intervento del coro della Fondazione Arena di Verona preparato da Vito Lombardi.

Al termine grandi applausi per tutti da parte di un teatro esaurito in ogni ordine di posti.

Pierluigi Guadagni

Per quanto riguarda la recita del 17, Il Pinkerton di Valentyn Dytiuk sembra ingaggiato appositamente per coloro che amano il personaggio e lo ritengono un uomo giustificabile e comprensibilmente volubile: l’aspetto da bravo ragazzo e la voce dolcemente rotonda e sinuosa ingentiliscono un ruolo che dunque porta a casa con successo. Autoritario e padrone del ruolo è certamente Gianfranco Montresor come Sharpless, forte di un piglio severo quanto il suo timbro. Infine sempre per la recita del 17 la madre di Cio-Cio-San era Emanuela Simonetto. 

Maria Teresa Giovagnoli

PRODUZIONE

Direttore                                Francesco Ommassini

Maestro del Coro                 Vito Lombardi

Regia                                     Andrea Cigni

Assistente alla regia              Luca Baracchini

Scene                                     Dario Gessati

Costumi                                 Valeria Donata Bettella

Luci                                       Paolo Mazzon

Direttore allestimenti scenici Michele Olcese

Allestimento della Fondazione Arena in coproduzione con

Teatro Nazionale croato di Zagabria

INTERPRETI

Cio-Cio-San                          Daria Masiero

Suzuki                                   Manuela Custer

Kate Pinkerton                     Lorrie Garcia

F.B. Pinkerton                      Raffaele Abete

Sharpless                               Mario Cassi

Goro                                      Marcello Nardis

Il Principe Yamadori           Nicolò Rigano

Lo zio Bonzo                         Cristian Saitta

Il Commissario imperiale     Salvatore Schiano di Cola

L’Ufficiale del registro         Maurizio Pantò

La Madre di Cio-Cio-San    Sonia Bianchetti

La Cugina di Cio-Cio-San   Manuela Schenale

 

Orchestra e coro dell’Arena di Verona

FOTO ENNEVI

 

 

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