FONDAZIONE ARENA DI VERONA, SETTIMO CONCERTO SINFONICO AL TEATRO FILARMONICO, SABATO 30 APRILE 2022

Due novità assolute per il settimo concerto della Stagione sinfonica della Fondazione Arena di Verona, due capolavori di Richard Strauss incredibilmente mai eseguiti a Verona. Il Concerto in Re maggiore per oboe e piccola orchestra, TrV 292 di Strauss è stato ispirato da un incontro casuale verso la fine della seconda guerra mondiale avvenuto a Garmisch tra l’anziano compositore e il giovane oboista americano John de Lancy che in quel periodo si trovava lì di stanza come soldato dell'esercito americano di occupazione.  A causa dei capricci del destino, de Lancy che era primo oboe nell' Orchestra di Filadelfia, non poté mai suonare né alla prima mondiale, né a  quella americana del concerto, curiosamente infatti la prima esecuzione americana fu  interpretata da un altro giovane oboista, Mitch Miller che alcuni anni dopo divenne famoso presso il pubblico americano come  l’inventore del karaoke con il programma televisivo "Canta insieme a Mitch" degli anni '60.

Il concerto straussiano, è pervaso da una luminosità solare che per chiarezza e semplicità richiama l'arte di Mozart, perfettamente colta da Francesca Rodomonti, attualmente primo oboe dell’Orchestra areniana,  in un'esecuzione non  solamente improntata ad una leggerezza vaga,  ma lirica e rapsodicamente dettagliata.  Sappiamo essere l’oboe strumento relativamente limitato in termini di tonalità e opzioni di articolazione e volume, ma qualsiasi sensazione di limitazione è qui aggirata dalla capacità della giovane strumentista di modellare frase dopo frase in un modo che il suono non risulti mai esagerato o artefatto. Tra l’altro, la parte solistica del concerto è di estrema difficoltà, richiedendo resistenza e controllo del respiro con  largo uso della tecnica nota come respirazione circolare, in cui l'esecutore prende aria e allo stesso tempo espelle l'aria attraverso l'ancia dell'oboe.

Pietro Rizzo accompagna l’orchestra areniana con mano sicura e precisa anche se all'inizio della sezione di sviluppo centrale del primo movimento, i corni sfasano leggermente un paio di complicate frasi all'unisono;  il contributo dell'Orchestra della Fondazione Arena è comunque di buon livello, rispondendo alla direzione con prontezza di supporto.

Applausi meritatissimi che hanno portato la solista a concedere come bis l’Adagio del concerto BWV1059 di Bach. 

Di pari interesse è la suite di musiche di scena che Strauss scrisse nel 1917 per Le Bourgeois Gentilhomme di Molière.  Inizialmente faceva parte di un progetto che Strauss e il suo librettista e collaboratore Hugo von Hofmannsthal intrapresero nel 1912 ma non riuscirono mai a portare a termine. Strauss riciclò i 17 brani e riunì i nove numeri più importanti in una suite orchestrale da concerto. La musica del “Borghese gentiluomo” è un’orchestrazione a dir poco rivoluzionaria  con delle soluzioni che in certi casi  sembrano addirittura vicine al linguaggio di Stravinsky, al neoclassicismo del suo Pulcinella.

Allo stesso tempo è innegabile una correlazione con i lavori precedenti di Strauss, che non a caso dissemina nella partitura molte citazioni, non solo dall’Oro del Reno o da Rigoletto, ma anche dal suo Don Chisciotte o del Rosenkavalier, durante la scena finale, e la rilevanza delle ultime due di quelle opere per il mondo seicentesco della commedia di Molière è abbastanza chiara.

Di buona qualità è stata l’esecuzione musicale, affidata alla bacchetta di Pietro Rizzo sul podio e alle prime parti dell’Orchestra della Fondazione Arena. Il direttore romano ha saputo reggere le fila del discorso musicale con un gesto preciso e pulito, per un’esecuzione rivelatrice di una singolare consapevolezza culturale su Strauss e il suo tempo e in particolare questo Strauss, cameristico e prezioso nella scrittura. Purtroppo se il suono della compagine veronese è risultato luminoso e il fraseggio duttile, le dinamiche sono parse un poco scolastiche e non precisamente puntuale il rilievo conferito ai diversi strumenti.

Al termine applausi convinti per tutti da parte di un pubblico attento e partecipe.

 

Pierluigi Guadagni 

La locandina: 

Direttore   Pietro Rizzo

Oboe:   Francesca Rodomonti 

Orchestra della Fondazione Arena di Verona

 

Richard Strauss

  • Concerto in Re maggiore per oboe e piccola orchestra, TrV 292
  • Suite da Der Bürger als Edelmann (Il Borghese gentiluomo), op. 60 TrV 228c