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FESTIVAL VERDI: ERNANI AL TEATRO REGIO DI PARMA, DOMENICA 27 SETTEMBRE 2020

PALCO-DA-FONDO-SALA

Traslocato in tutta fretta dal palcoscenico amplificato all’aperto del Parco Ducale alle tavole del Teatro Regio, Ernani torna nella sede principe del Festival Verdi per motivi meteorologici ed è subito gioia. Gioia di tornare finalmente a respirare la polvere dei vetusti velluti del Regio che sanno di storia e tradizione che nemmeno i rigidissimi e rigorosissimi protocolli anti covid  riescono a scalfire.

Ecco quindi che Ernani viene valorizzato dalla giusta acustica di un teatro al chiuso senza l’imbarazzo di microfoni capricciosi e rumori molesti provenienti dalla vita che nonostante tutto scorre attorno al Parco Ducale.

Poco importa se manca la scena e costumi, orchestra e coro appaiono in una lontananza siderale,  forse anche troppo; l’atmosfera e la musicalità che sa regalare un teatro al chiuso è impagabile.

Michele Mariotti a capo della direzione musicale non poteva ricevere regalo migliore per questo trasloco. Il direttore pesarese restituisce una lettura nuova di una pagina non certo tra le più ispirate del maestro delle Roncole ma appunto per questo più esposta ad interpretazioni spesso grossolane. Al lavoro di concertatore, Mariotti affianca un’attenta e ragionata ricerca filologica. Oltre a rispettare ogni nota della partitura, egli interviene su tagli e riprese. Purtroppo, non viene ripristinata la seconda scena e aria del protagonista, "Odi il voto" scritta da Verdi su richiesta di Rossini in occasione di una rappresentazione a Parma nell’autunno 1844 per il tenore Nicola Ivanoff e collocata nel secondo atto.

A capo della Filarmonica Arturo Toscanini, in gran spolvero e collaborativa, Mariotti offre una lettura strabiliante.  Egli sa trovare la chiave ottimale nell' esaltare i contrasti di un colore orchestrale sempre denso e drammaticamente pulsante.

I momenti più intimi sono resi con leggerezza e trasparenza, i momenti d'impeto con una ampiezza eterea ed un respiro esaltante. Incredibile come i volumi orchestrali non sembrano mai eccessivi e il canto strumentale riesce a farsi sempre riflesso di quello vocale. I dettagli sono analizzati in maniera quasi maniacale ma senza che emergano a danno dell'insieme, anzi vengono inseriti in una sintesi ideale che riesce ad esaltare una narrazione drammaturgicamente avvincente.

Nel ruolo del protagonista, Piero Pretti al debutto nel ruolo, ha voce seducente e generosa che risplende nel centrale luminoso e sale facilmente agli acuti pieni e affrontati in sicurezza; ineccepibile il legato e la cura della parola che hanno reso il suo Ernani prezioso. Il tenore nuorese si fa apprezzare per la sua linea di canto adamantina e generosa.

Eleonora Buratto ha fatto affidamento sulla sua magnifica voce per incorniciare un debutto nel ruolo esemplare: il volume è notevole tanto da riempire facilmente il teatro con una naturalezza impressionante senza correre mai il rischio di sembrare artefatta, così nelle agilità come nei momenti più drammatici. Una voce di una bellezza sontuosa, perfetta per un personaggio musicalmente controverso come quello di Elvira.

Vladimir Stoyanov, ormai presenza fissa del Festival Verdi, si dimostra ancora una volta un perfetto baritono verdiano con un controllo completo del suo mezzo, come dimostrato in “Da quel dì che t'ho veduta” cantato tutto a fior di labbra anche grazie a un'ideale tornitura del verso.

Roberto Tagliavini dona al suo Silva nobiltà e autorevolezza sin dalla cavatina d’ingresso, salutata dal pubblico con un’ovazione unanime e prolungata.

Adeguati nei ruoli di contorno Carlotta Vichi (Giovanna), Paolo Antognetti (Don Riccardo) e Federico Benetti (Jago). Il coro del Teatro Regio è stato al solito ottimamente preparato da Martino Faggiani e ha mostrato musicalità e compattezza eccellenti.

Al termine convinti applausi per tutti gli interpreti, che con un velo di commozione hanno salutato un pubblico attento e partecipe nonostante le rigide regole anticovid.

Pierluigi Guadagni

 

LA PRODUZIONE E GLI INTERPRETI

 

Direttore Michele Mariotti

Maestro del coro Martino Faggiani

Filarmonica Arturo Toscanini

Coro del Teatro Regio di Parma

 

Ernani                               Piero Pretti

Don Carlo                         Vladimir Stoyanov

Don Ruy de Silva             Roberto Tagliavini

Elvira                                Eleonora Buratto

Giovanna                          Carlotta Vichi

Don Riccardo                   Paolo Antognetti

Jago scudiero                   Federico Benetti

Photo credits: Roberto Ricci

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