FAMILY CONCERT DI FONDAZIONE ARENA Direttore Orazio Sciortino, violino Piercarlo Sacco, narratore Stefano Guerrieri. ORCHESTRA DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA. 05 NOVEMBRE 2022

L’offerta artistica di Fondazione Arena si arricchisce di una nuova rassegna: i Family Concerts. Con questa mini serie si possono scoprire piccoli capolavori di musica e teatro musicale adatti al pubblico di tutte le età, godibili anche (e soprattutto) da chi si avvicina per la prima volta a questo repertorio. E infatti la breve durata, di un’ora circa, è pensata per essere leggera e accattivante in modo da poter avvicinare, anche in un modo informale, rilassato, un pubblico magari digiuno di musica classica.

Il primo concerto, dedicato alle favole in musica, ha visto l’esecuzione de “La Gattomachia” di Orazio Sciortino, seguita dai cinque quadri dal balletto “Ma Mère l’Oye” di Maurice Ravel. 

Dopo il suo debutto al Teatro alla Scala nel 2017, la “Gattomachia”  ha conosciuto una fortunata serie di riprese in numerosi festival e teatri d’Italia, a conferma di una bontà di scrittura che pone questa raffinata “favola felina” tra i gioielli musicali del nostro secolo. La Gattomachia è tratta da un testo di Lope de Vega, del 1634, esempio di epica burlesca e narra delle vicende amorose e delle baruffe di due gatti maschi e di una gatta: Sciortino ha adattato il testo per voce recitante, violino solista ed orchestra d’archi, in un lavoro di mezz’ora circa di gradevolissimo ascolto.

Per Sciortino è sufficiente accennare all'agitato esprimersi amoroso di Zapachilda per accuminati picchi melodici  o al nervoso rincorrersi di battute tra Micifuf e Marramachiz sostenuto da un non meno irrequieto disegno strumentale fatto di picchiettanti semicrome, per catturare l'attenzione del giovane pubblico, non fosse altro che per la magistrale sua capacità nel creare una polarità musicale che oppone il “percussivo” alla calda umanità di un suono “legato” o “pizzicato” nella formazione strumentale.

Certo non è musica di facilissimo ascolto perché il suo linguaggio musicale non si rivela  mai facilmente, non vi è mai una immediatezza all’identificazione di una melodia, di un “gesto”, di un tema ricorrente, ma richiama tutto ciò con una struttura ampia e coesa,  dove il potere descrittivo della musica è assente. Il lavoro di Sciortino  risulta una sorta di “scatola musicale” dalla quale trarre a piacimento elementi sonori che ne determinano situazioni narrative e viceversa e ottimamente fa il violino concertante di Piercarlo Sacco nel sottolineare una narrazione in divenire, coniugando capacità espressive e comunicative legate tra loro da una consapevolezza tecnica importante. Fondamentale l’apporto di Stefano Guerrieri nel raccontare, strumento tra gli strumenti, la trama del racconto. 

“Ma Mère l’Oye” è una suite infantile per pianoforte a 4 mani ispirata alle favole di Perrault scritta da Ravel nel 1908 per i figli di amici presso i quali amava soggiornare spesso. Tre anni più tardi decise di orchestrarla e di elaborarne l’argomento in modo da trarne un balletto.

Lo schema dell’antica “suite di danze” è qui trattato da Ravel con una finezza senza precedenti dove all’estrema economia di mezzi fa riscontro una precisa caratterizzazione delle idee musicali.

L’evidente predilezione per le melodie e sonorità esotiche non scade mai a maniera ma si configura sempre in un'invenzione profonda dove .Ravel non prende una sola nota o un solo stilema dalla musica del passato e ricrea quel mondo lontano nella propria musica.

Con gestualità ampia e morbida, all’occorrenza scattante, Orazio Sciortino dirige prediligendo una resa cangiante, di smalto porcellanato, improntata a sonorità luminose, venate all’occorrenza di penetranti bagliori metallici.

In un caleidoscopio di colori e dinamiche dalle trame trasparenti,  dove  ogni variazione di colore viene splendidamente realizzata da un’Orchestra della Fondazione Arena particolarmente concentrata, Sciortino ci accompagna nella narrazione fiabesca accompagnandoci per mano come in ogni fiaba che si rispetti.

La magia è genuina, soprattutto in “Laideronette”, che lascia senza fiato nella sua delicatezza, e nelle pavane della Bella Addormentata, dove il tempo sembra davvero essersi fermato.

Il pubblico di bambini, e noi con loro, rimaniamo affascinati e rapiti da come Ravel e gli ottimi esecutori siano riusciti a catalizzare  la nostra sensibilità, schiudendoci un mondo di sogni delicati,  accompagnandoci attraverso avventure misteriose, magie stupefacenti, sortilegi iridescenti.

 

Successo caloroso per tutti gli interpreti al termine di un concerto che ricorderemo a lungo. 

Pierluigi Guadagni 

 

LA LOCANDINA 

La Gattomachia di Orazio Sciortino 

favola musicale per narratore, violino concertante e archi

Ma Mère l’Oye di Maurice Ravel 

Balletto in cinque quadri. Preludio; Danza dell’arcolaio; Pavana della Bella addormentata nel bosco; Dialoghi della Bella e della bestia; Pollicino; Laideronnette, imperatrice delle pagode; Apoteosi: il giardino delle fate. 

Direttore: Orazio Sciortino

violino: Piercarlo Sacco

narratore: Stefano Guerrieri 

ORCHESTRA DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA