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FALSTAFF, GIUSEPPE VERDI – TEATRO OLIMPICO DI VICENZA PER IL VICENZA OPERA FESTIVAL

FINALE_03

Il Teatro Olimpico di Vicenza ha ospitato per la prima volta grazie alla storica Società del Quartetto un evento davvero interessante e di stampo internazionale che ha avuto infatti una piena e felice risposta di pubblico. La prima edizione del Vicenza opera festival ha inaugurato una serie di manifestazioni annuali dedicate alla lirica, frutto della volontà del Maestro Iván Fischer, direttore artistico, che ha portato nella nostra città un nutrito dispiegamento di forze tra musicisti ed interpreti che hanno reso possibile questa produzione anche grazie al contributo del Circolo degli amici del Vicenza opera festival, ossia un folto gruppo di appassionati e simpatizzanti melomani, circa una ottantina di persone,  che da diverse parti del mondo, anche le più remote, hanno sostenuto questo appuntamento. Una tre giorni dedicata alla lirica con due recite di Falstaff ed un gala - concerto lirico sinfonico con gli stessi interpreti dell’opera.

La sede del Teatro Olimpico è unica nel suo genere e non ci stupisce che da ogni parte del mondo si sogni di portare la propria arte in un posto del genere. Nonostante non fosse certo stato progettato nel Cinquecento per un’opera così complessa l’intelligente impostazione registica dello stesso Iván Fischer insieme a Marco Gandini con la scenografia, o meglio impianto scenico, di Andrea Tocchio e Róbert Zentai hanno portato in scena uno spettacolo dinamico e frizzante che ha saputo sfruttare al massimo lo spazio a disposizione nel rispetto dello storico ed intoccabile edificio.

L’orchestra era posta sia in buca che sul palco con due sezioni divise di archi. Una passerella con una serie di tavole sporgenti arricchiva e prolungava la superficie calpestabile ed alcuni oggetti indispensabili servivano perfettamente alla narrazione. I bellissimi e strampalati costumi di scena di stile anni Cinquanta sono di Anna Biagiotti. In questo spettacolo lo stesso Fischer, che si trovava praticamente al centro dello spazio abitabile, è stato coinvolto negli eventi, e le soluzioni narrative sono state in più occasioni divertenti ma allo stesso tempo funzionali. Si pensi alla scena della cesta e a come Falstaff sia sparito dall’interno per lasciare al suo posto un fantoccio che ha permesso il facile spostamento del contenitore con successivo coupe de théâtre nel gettare il pupazzo tra l’orchestra. Ma non solo questo: l’orchestra che si trasforma in coro ornato di costumi fiabeschi, le scintillanti illuminazioni degli stessi e tutta una serie di piccoli accorgimenti che hanno reso questo Falstaff apprezzabile in ogni suo momento.

Un plauso va certo al Direttore  Iván Fischer che ha diretto la Budapest Festival Orchestra sia davanti che dietro di sé, recitato e fornito anche elementi scenici tra un gesto e l’altro della direzione.  Il tutto senza mai perdere il controllo sui musicisti che a dir la verità potrebbero suonare anche da soli tanto appaiono a proprio agio con la partitura. L’organico è stato leggermente ridimensionato ed adattato agli spazi disponibili, rendendo comunque il suono ricco e profondo (del resto nell’Olimpico c’è una amplificazione naturale che anzi forse è persino troppo per una orchestra del genere) ma di ampio respiro sia per la narrazione che per l’interpretazione dei protagonisti.

E tra questi il Falstaff ormai per eccellenza altri non è che ‘Sir’ Ambrogio Maestri, ormai la personificazione del personaggio, tali sono le movenze, gli abbellimenti sonori che è in grado di fornire alla voce, ormai perfettamente plasmata sulle corde del vecchio beffato. In questo spettacolo la recitazione è fondamentale, e il quartetto di donne impegnate, Alice, Meg, Nannetta e Mrs Quickly sono state fantastiche. Alice/Eva Mei ha stile e voce ampia sempre a fuoco, Meg/ Laura Polverelli è degna amica e comare di burla con timbro scuro e riccamente tornito e movenze da pin up; la dolce Nannetta/ Sylvia Schwartz è una dinamica e brillante interprete dalla voce lineare, a dir poco spumeggiante Mrs Quickly/ Yvonne Naef, un concentrato di dinamicità dalla voce ricchissima e cavernosa.  Il Ford di Tassis Christoyannis brilla soprattutto per capacità attoriale in finzione della quale adatta l’interpretazione vocale;  Fenton è un generoso Xavier Anduaga dalla voce dolcemente acuta e sottile, il Dr. Cajus è l’ottimo Francesco Pittari, chiudono il cast i simpatici ed espressivi Bardolfo di Stuart Patterson ed il Pistola di Giovanni Battista Parodi.

Trionfo generale per tutti da parte di un teatro popolato da stranieri festanti. Appuntamento al 2019 per la seconda edizione.

Maria Teresa Giovagnoli

LA   PRODUZIONE

Regia  Iván Fischer e Marco Gandini
Impianto Scenico Andrea Tocchio e Róbert Zentai
Costumi Anna Biagiotti
Luci Tamás Bányai

GLI   INTERPRETI

Sir John Falstaff                               Ambrogio Maestri
Ford                                                   Tassis Christoyannis
Mrs. Alice Ford                                 Eva Mei
Nannetta                                           Sylvia Schwartz
Mrs. Meg Page                                  Laura Polverelli
Mrs. Quickly                                      Yvonne Naef
Fenton                                               Xavier Anduaga
Dr. Cajus                                           Francesco Pittari
Bardolfo                                             Stuart Patterson
Pistola                                                 Giovanni Battista Parodi

A' La C'arte Choir & Musici Di Budapest Festival Orchestra Coro
György Philipp Maestro Del Coro


Falstaff è una co-produzione originale di Budapest Festival Orchestra e Müpa Budapest.

FOTO SOCIETA' DEL QUARTETTO DI VICENZA

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