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EL CANTOR DEL MEXICO, FRANCIS LOPEZ - TEATRO DE LA ZARZUELA MADRID, SABATO 7 OTTOBRE 2017

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Francis Lopez può venire considerato come il più prolifico compositore di operette in lingua francese dal secondo dopoguerra fino alla sua morte avvenuta nel 1995 e il tenore Luis Mariano, per il quale scriverà i suoi maggiori successi,  il suo miglior interprete principale.

Ed è appunto con la composizione di Le chanteur de Mexico nel 1951 che la fama di entrambi  assume rilevanza europea grazie anche ad un film omonimo, girato nel 1956, che li consacrerà definitivamente come star indiscusse del genere.

Un genere di spettacolo fatto di melodie orecchiabili, ambientazioni esotiche, lieto fine obbligatorio e trama non eccessivamente complicata, il tutto condito da un corpo di ballo in gran spolvero con ballerine più “svestite” del solito, costumi e scenografie sgargianti e da una facilità di ascolto che rapiva un pubblico uscito da poco dagli orrori di una guerra cruenta, desideroso di dimenticare in fretta e riprendersi una vita serena.

Un genere di spettacolo che da allora e per circa trent'anni terrà banco in tutti i teatri “minori” di Francia con miriadi di rappresentazioni e successi quotidiani fino a morire di “morte naturale” intorno agli anni '80, soppiantato dalla tv e dal cinema di massa, per finire praticamente dimenticato.

Ripreso nel 2006 allo Chatelet di Parigi con enorme successo, lo spettacolo approda al Teatro de la Zarzuela di Madrid in una nuova traduzione spagnola con testi attualizzati da Enrique Viana ed Emilio Sagi che ne cura anche la regia.

Lo spettacolo visto a Madrid quindi prende il titolo di El Cantor de Mexico e trova un cast interamente di madrelingua spagnola che ne ha saputo esaltare la musicalità latina delle musiche di Lopez, restituendolo al suo splendore iniziale.

La regia di Emilio Sagi, artista immenso che ci ha regalato in passato spettacoli di opera indimenticabili (il suo Viaggio a Reims “dei giovani” tiene banco a Pesaro da parecchi anni ed è appena stato rappresentato a Barcellona),  non si fa mancare nulla di una ambientazione “esotica” volutamente sopra le righe, con costumi (splendidi e curatissimi di Renata Schussheim) anni venti per le prime donne, sombreri messicani oversize per i ballerini e cappelli pesantissimi con cesti di frutta per le ballerine, e scenografie curatissime e volutamente kitsch (ideate da Daniel Bianco) nel più genuino stile “Acapulco” che tanto andava in voga negli anni '50 del '900.

Il suo gusto nel movimentare le masse artistiche, coadiuvato dalle coreografie di Nuria Castejòn, è perfettamente calato in un tipo di spettacolo che sa far divertire un tipo di pubblico oggi più smaliziato di quello degli anni '50 pur senza tradire l'anima di un genere di spettacolo “leggero”.

Vera star della serata è stata Rossy De Palma, che con il suo personaggio di Eva Marshall (Coronela Tornada) ci ha letteralmente stregato e fatto ridere a crepapelle, reinventandosi un personaggio da autentica “primadonna\femme fatale” con coreografie improbabili e situazioni al limite del reale, riuscendo a guadagnarsi la simpatia del pubblico con la sua interpretazione volutamente sopra le righe come ci ha abituato nei tanti film di Almodovàr da lei interpretati.

Ma l'intero cast è risultato superlativo ed ha visto nel ruolo del titolo Emanuel Faraldo, giovane tenore argentino attivissimo nel teatro dell'opera e qui prestato alla Zarzuela con un esito straordinario. Timbro chiarissimo, padronanza del fraseggio totale, carambole canore senza limite e una facilità negli acuti sorprendente unita ad una capacità scenica e coreografica non comune.

Altro cantante d'opera prestato alla Zarzuela è stato l'ottimo Toni Marsol che ha saputo interpretare il suo personaggio Bilou con padronanza tecnica non comune unito anch'egli ad una capacità coreografica da ballerino provetto.

Molto bene anche il resto del numeroso cast, perfettamente calato nello spirito di uno spettacolo dove viene richiesto di saper cantare, recitare e ballare senza il minimo cedimento ad un manierismo obsoleto. Tutti qui sanno “interpretare” il proprio ruolo a 360 gradi con punte di eccellenza nella Cricri di Sylvia Parejo e nel Riccardo Cartoni di Luis Alvarez.

Precisa e musicalmente partecipe l'Orquestra  de la Comunidad de Madrid diretta da Oliver Diaz che ha saputo far risaltare le “caraibiche” melodie di Lopez con il giusto garbo e la raffinatezza richiesta.

Ottimamente preparato da Antonio Fauro' il coro Titualar del Teatro de la Zarzuela, da sempre abituato a questo genere di spettacolo che richiede oltre a capacità vocali, una presenza scenica non indifferente.

Successo strepitoso per tutti da parte di un pubblico entusiasta che ha riempito il teatro in ogni settore.

Pierluigi Guadagni

  

LA PRODUZIONE

Direttore Musicale   Óliver Díaz

Regia                          Emilio Sagi

Scenografia               Daniel Bianco

Costumi                     Renata Schussheim

Luci                            Eduardo Bravo

Coreografia               Nuria Castejón

 

INTERPRETI PRINCIPALI

Rossy de Palma, Emmanuel Faraldo, Luis Álvarez, Sylvia Parejo, Toni Marsol, César Sánchez, Maribel Salas, Nagore Navarro, Eduardo Carranza.

 

Orquesta de la Comunidad de Madrid

Titular del Teatro de La Zarzuela

 

Coro del Teatro de La Zarzuela preaprato da: Antonio Fauró

 Nuova produzione del Teatro de la Zarzuela in coproduzione con la ‘Ópera de Lausanne’

Foto di  Javier del Real

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