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IN SCENA ECCESSIVO È IL DOLOR QUAND’EGLI È MUTO DI COLASANTI / CEFALO E PROCRI DI KRENEK - TEATRO MALIBRAN DI VENEZIA, VENERDI’ 29 SETTEMBRE 2017

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La Fondazione Teatro La Fenice di Venezia accoglie sempre favorevolmente sfide che esulino in qualche modo dalla programmazione abituale e lo fa ancora una volta con il particolare dittico in scena al Malibran, in cui il ritorno al classico ed ai miti dell’antichità viene attualizzato dalla modernità della musica che li accompagna. La triste storia dei giovani miti greci Cefalo e Procri torna a calcare le scene veneziane con musica di  Ernst Krenek dopo aver debuttato nel 1934 al Goldoni, questa volta accanto ad una nuova commissione sullo stesso tema affidata a Silvia Colasanti, ‘Eccessivo è il dolor quand’egli è muto’, la cui naturale prosecuzione è il successivo ‘Ciò che resta’. L’autrice trae ispirazione dal Lamento di Procri de ‘Gli amori d’Apollo e Dafne’ di Francesco Cavalli, autore morto nel 1676.

In una ambientazione molto terrena, priva quasi del tutto dell’ideale mitico ed irraggiungibile secondo il regista Valentino Villa, i personaggi di Cefalo e Procri nella prima parte, e degli stessi nella seconda, insieme a Diana, Aurora e Crono, sono mossi più da sentimenti tipicamente umani che da nobili intenti. Lo stesso spazio scenico concepito come un diorama da Massimo Checchetto, è una sorta di scatola in cui osservare le vite terrene e muoverne le fila, raccontando una natura limitata solo ad una finestra su cui talvolta si affacciano gli dei quasi annoiati. Il destino della protagonista è però differente secondo i due compositori: Colasanti ne sottolinea la morte tragica in un crescendo di emozioni sonore che sfociano nell’intenso ‘fortissimo’ finale del secondo brano; secondo Krenek invece la giovane resta in vita grazie alla volontà ‘magnanima’ della dea Diana, che evidentemente non trarrebbe alcun beneficio dalla sua dipartita.

Misteriosa e mistica è la visione della Colasanti che offre note affascinanti, a tratti di un lirismo quasi spiazzante, in cui riversare tutto il dolore per la perdita della persona amata. Krenek ci risulta più asciutto pur nella sua drammaticità che quasi contrasta con la visione piuttosto apatica del regista riguardo agli eventi. Forse infatti pecca di una eccessiva staticità l’idea generale di Villa, lasciandoci quasi la sensazione che ciò cui assistiamo non sia reale e frutto di una idea non ancora sviluppata.  Carlos Tieppo realizza costumi adeguati ai diversi ruoli, dall’ eterea e velata Aurora alla battagliera Diana, fino ai quasi selvaggi Cefalo e Procri, mentre Crono appare in abiti contemporanei come avulso dal contesto.

Pienamente nel ruolo sono invece gli interpreti calati in questa atmosfera surreale: Silvia Frigato con voce appropriatamente lieve e raffinata nell’impersonare la protagonista,  Leonardo Cortellazzi intenso ed incredulo Cefalo dalla squisita musicalità, Cristina Baggio come Aurora decisa dalla vocalità fresca, Francesca Ascioti impassibile e tenace Diana dal timbro brunito; William Corrò come inappuntabile Crono dalla voce severa.

Tiene insieme in ogni sua parte lo spettacolo il Maestro Tito Ceccherini che trova colori e dinamiche appropriati a ciò che è in essere in scena con una direzione molto descrittiva della partitura.

Il pubblico non numeroso, ma attento e concentrato, ha mostrato di apprezzare gli interpreti e tutti i responsabili della produzione, con applausi di gradimento anche per la Colasanti.

Maria Teresa Giovagnoli

  

IL PROGRAMMA:

ECCESSIVO È IL DOLOR QUAND’EGLI È MUTO

dal Lamento di Procri di Francesco Cavalli

Direttore         Tito Ceccherini

Regia               Valentino Villa

Scene               Massimo Checchetto

Costumi          Carlos Tieppo

 

musica             Silvia Colasanti
Procri              Silvia Frigato


CEFALO E PROCRI

musica 
            Ernst Krenek
libretto 
           Rinaldo Küfferle


Direttore         Tito Ceccherini

Regia               Valentino Villa

Scene               Massimo Checchetto

Costumi           Carlos Tieppo

Cefalo 
             Leonardo Cortellazzi

Crono              William Corrò

Procri              Silvia Frigato

Aurora            Cristina Baggi

Diana              Francesca Ascioti


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