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DON GIOVANNI, WOLFGANG AMADEUS MOZART  - TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, GIOVEDI’ 20 DICEMBRE 2018

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Con una produzione proveniente da Aix-en-Provence il Teatro Comunale di Bologna riporta sul suo palcoscenico il dissoluto mozartiano più discusso di sempre, con uno spettacolo particolarmente avulso dal contesto specifico ed in cui lo spettatore e gli interpreti in scena sono chiamati a fare la gran parte della fatica lavorando di immaginazione. Jean-François Sivadier è attore egli stesso e pertanto ciò che ha voluto mettere in risalto non è tanto il contenuto di quello che accade ma chi lo interpreta e come. Al Comunale la regia è ripresa da Rachid Zanouda e Milan Otal; Federico Vazzola è assistente alla regia. Poco ha dovuto lambiccarsi il cervello Alexandre de Dardel nel concepire il contenitore che avrebbe ospitato le gesta ed i movimenti di chi agisce, poiché il tutto avviene in una sorta di palcoscenico misto a sala prove in cui è facile intravvedere gente che si acconcia i capelli o si lima le unghie sullo sfondo, addetti alle attrezzerie e tecnici proposti al montaggio scene, e i personaggi stessi che indossano i costumi di Virginie Gervaise talvolta come in scena, oppure in ciò che a noi appare una semplice prova. Sivadier vede il protagonista come un uomo amante della libertà più che un semplice libertino con le donne, capace di abbattere (materialmente) le pareti che inibiscono la vita o creano schemi sociali. Tutto è molto reale e concreto, non vi sono apparizioni o sparizioni, lo stesso Commendatore torna in scena insanguinato per esporre le sue battute senza particolare atmosfera. Il buio del vuoto scenico, rischiarato solo da lampadine multicolore che scendono dall’altro, rende più palese lo status di precarietà tanto scenica, come se lo spettacolo fosse ancora da montare, quanto contenutistica, poiché poco accade di realmente pregnante a nostro avviso in scena.  

Nel cast piuttosto omogeneo ritroviamo nel ruolo che ha interpretato tantissime volte Simone Alberghini come Don Giovanni. Si affida più che altro all’esperienza per esplicitare ciò che vuole il regista, aggirandosi sul palcoscenico in cerca di una identità che vacilla tra il presuntuoso psicopatico ed aggressivo ed il vigliacco e quasi comico guascone. Vocalmente a suo agio nella scrittura musicale che si adatta ancora alle sue corde.

Stefan Kocan è un impeccabile Commendatore che svolge il suo compito di ammonitore con una voce appropriata al ruolo.

Il trio che racchiude un po’ le varie tipologie femminili, dalla santarella alla vipera passando per la gatta morta, è composto da Federica Lombardi, quasi santificata nel ruolo di Donna Anna compassata e timorosa, che in quella sua certa rigidità forse anche vocale su certi passaggi, raggiunge consensi come più ammirevole tra le donne in scena. Poi, la intensa donna Elvira di Salome Jicia, spigliata leonessa e rompiscatole prezzemolina, robusta vocalmente che nonostante la precarietà del contesto scenico spicca per carattere e concretezza. Infine, la gattina Zerlina è una Lavinia Bini vocalmente omogenea e fresca, dalle movenze delicate e furbetta quanto serve.

Paolo Fanale punta sulla morbidezza del suono e sulla buona pronuncia per delineare il suo Don Ottavio generoso e passionale, pur se qualche finezza in più nell’emissione talvolta è mancata.

Vito Priante è una discreta spalla per il condannato agli inferi, che pur con una voce non immensa offre linearità nel canto e mostra carattere in scena. Roberto Lorenzi è il povero Masetto che deve sopportare le astuzie di una versatile Zerlina.

I personaggi che si aggiravano sul palcoscenico alternandosi come attori aggiunti sono Klara Cibulova, Cyprien Colombo e Federico Vazzola.     

Michele Mariotti dirige l'orchestra del Comunale con una attenta e scrupolosa analisi dei contenuti scenici per porre un ponte costante tra buca e palco. Ora drammatico ed ampio, ora più pacato e sfumato, il tessuto  orchestrale veste l’atmosfera di certa gravità che non sconfina mai nella pesantezza, talvolta con tempi leggermente larghi per meglio assaporare e sostenere il canto. Il coro è preparato come sempre da Andrea Faidutti 

LA  PRODUZIONE

Direttore                                 Michele Mariotti 
Regia                                      Jean-François Sivadier 
Regia ripresa da                    Rachid Zanouda / Federico Vazzola / Milan Otal 
Scene                                      Alexandre de Dardel 
Costumi                                  Virginie Gervaise 
Luci                                        Philippe Berthomé         
Collaboratore alle luci          Jean-Jacques Beaudouin   
Trucco                                    Cécile Kretschmar                 
Maestro del Coro                  Andrea Faidutti 

GLI    INTERPRETI

 
Don Giovanni                       Simone Alberghini 
Il Commendatore                 Stefan Kocan 
Donna Anna                         Federica Lombardi
Don Ottavio                          Paolo Fanale
Donna Elvira                        Salome Jicia

Leporello                               Vito Priante  
Masetto                                  Roberto Lorenzi 
Zerlina                                   Lavinia Bini  
Attori                                      Klara Cibulova / Cyprien Colombo / Federico Vazzola         

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna 

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