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DIDONE ABBANDONATA, N. JOMMELLI - DIDO AND AENEAS, H. PURCELL - FONDAZIONE ARENA DI VERONA, STAGIONE LIRICA 2021

FotoEnnevi DIDONE ABBANDONATA

Continua la programmazione artistica della Fondazione Arena di Verona nonostante le restrizioni da epoca Covid continuino ad imporre l’assenza di un pubblico in sala e si costringa a trasformare spettacoli concepiti inizialmente per un pubblico presente in sala, in rappresentazioni da fruire tramite streaming.

Facendo di necessità virtù, e di questo va dato atto dello sforzo encomiabile della Fondazione Arena di Verona, lo spettacolo al quale abbiamo avuto la fortuna di poter assistere dal vivo il giorno della registrazione,  sarà online sulla webTV di Fondazione Arena arena.it/tv e sul canale YouTube a partire da domenica 28 marzo alle 15, mentre sarà su Facebook sabato 3 aprile alle 15. E grazie alla volontà di aprire a tutti le porte del Teatro, lo spettacolo sarà trasmesso su Telenuovo (al canale 11) venerdì 9 e sabato 10 aprile, sempre alle ore 15.

Accoppiata musicalmente insolita quella proposta, ma legata a doppio filo dal tema trattato, la cantata di Jommelli e l’opera di Purcell hanno trovato felicissima vita sulle tavole del Teatro Filarmonico, grazie alla direzione sapiente di Giulio Prandi e alla regia di Stefano Monti.

La cantata “Giusti Numi che il ciel reggete” detta Didone Abbandonata di Jommelli si colloca tra quella moltitudine di opere e cantate musicali che tra il XVII e il XVIII secolo sono state dedicate alla regina di Cartagine e che, come quelle di Giovanni Ristori o di Michelangelo Faggioli, dimostrano meglio di qualsiasi parola il fascino senza tempo di questa storia e lo straordinario influsso che esercitò sulla civiltà musicale barocca. Con Jommelli però si assiste al trionfo assoluto dei valori del canto, soprattutto nell’ambito dell’aria col da capo, che assume le dimensioni, ma anche la struttura espressiva, di una specie di concerto per voce ed orchestra dove l’elemento della vocalità virtuosistica costituiva il momento di maggiore interesse.

In questa cantata scritta  arricchendo la tecnica e la qualità espressiva del registro sopranile, Jommelli crea soprattutto qualcosa di nuovo nel campo della corda patetica dove anche il recitativo intermedio assume una particolare valenza e la gamma dei sentimenti espressi si amplia soprattutto nelle zone del drammatico e del patetico.

Maria Grazia Schiavo rende alla perfezione la riesumazione della partitura grazie alle sue notevoli qualità, non solo nelle perfette agilità, ma soprattutto nella aderenza allo stile della scrittura di Jommelli supportata da un’orchestra incredibilmente a suo agio in una musica non certo di routine, grazie alla profonda conoscenza della musica del compositore di Aversa che il direttore Giulio Prandi possiede.

Di “Dido and Aeneas” di Henry Purcell sappiamo che, basandosi sulla storia virgiliana della infelice regina di Cartagine, il poeta Nahum Tate costruì il libretto arricchendolo, pur nella sua essenziale brevità, di elementi tipicamente barocchi, come quel gusto del fiabesco che colora tutta la vicenda dei due amanti, dove Enea non deve più soggiacere alla volontà degli dei come nel testo virgiliano, bensì agli intrighi e agli inganni di potenze magiche (furie e streghe).

La sapiente regia di Stefano Monti (che cura anche scene e costumi) si inserisce perfettamente in questo clima di magia “cortigiana” dove in un alone da tregenda si assiste al contrasto tra l’amore e la morte, tra l’ordine e il disordine del capolavoro di Purcell.

L’intera platea è trasformata in un mare Egeo dove il palcoscenico si sdoppia e l’azione drammaturgica sempre densa e stringente, si svolge in un incalzare affannoso di arie, recitativi e cori, spingendo il tutto a consumarsi con rapidità, mettendo in grande evidenza il carattere e la condizione dei personaggi, anche con un uso sapiente di mimi ed azioni coreografiche.

Giulio Prandi riesce a piegare un'orchestra come quella della Fondazione Arena, spesso ingessata in un repertorio ben circoscritto, ad un suono che ricava dagli strumenti  grande espressività e sonorità cromaticamente cangianti, puntando su suoni taglienti e timbri brillanti oltre che sulla estrema varietà agogica. La sua è una concertazione che riesce a mettere in evidenza un gusto per sonorità scabre e una sensibilità per un’indagine timbrica mai fine a se stessa, supportato in tutto questo dall’ottimo team del basso continuo formato da Sara Airoldi (violoncello), Gabriele Palomba (tiorba) e Marco Vincenzi (clavicembalo).

Nel cast spicca la Didone di Maria Josè Lo Monaco che riesce non solo a restituirci tutto lo spessore tragico della scrittura, ma anche a farne un personaggio icastico al pari dei grandi protagonisti del melodramma romantico,  dove la tessitura – non proibitiva – permette di mettere in luce un’omogeneità di emissione sempre penetrante dell’artista siciliana.

Le vesti di Enea sono affidate a Renato Dolcini, che tratteggia la parte con efficacia, forte di grande esperienza nel repertorio barocco. Il baritono è espressivo e sfoggia un timbro caldo e una dizione corretta. L’ottima Maria Grazia Schiavo offre al personaggio di Belinda una voce ricca di armonici e ben impostata. Qualche lieve problema di intonazione non ha però inficiato la buona prova di Lucia Cirillo nei panni della strega.

Completano la locandina Eleonora Bellocci (seconda donna), Federico Fiorio (uno spirito), Raffaele Giordani (un marinaio) e, soprattutto, il Coro della Fondazione Arena di Verona preparato con grande dedizione da Vito Lombardi che ha saputo dare consistenza e valore alla rara proposta.

Pierluigi Guadagni

 

LA PRODUZIONE E GLI INTERPRETI

Didone Abbandonata

Cantata per soprano, archi e continuo

di Niccolò Jommelli

Direttore                                Giulio Prandi

Soprano                                 Maria Grazia Schiavo

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Dido and Æneas

di Henry Purcell

Revisione a cura di Clifford Bartlett

Direttore                                Giulio Prandi

Regia, scene e costumi          Stefano Monti

Responsabile

movimenti mimici                Tony Contartese

Luci                                       Paolo Mazzon

 Dido                                       Josè Maria Lo Monaco

Æneas                                    Renato Dolcini

Belinda                                  Maria Grazia Schiavo

Second Woman                    Eleonora Bellocci

Sorceress                               Lucia Cirillo

First Witch / Spirit               Federico Fiorio

Second Witch                        Marta Redaelli

Sailor                                     Raffaele Giordani

Jack                                       Tony Contartese 

Allestimento della Fondazione Teatro Comunale di Modena

FOTO ENNEVI

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