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COSI’ FAN TUTTE, W. A. MOZART – TEATRO REGIO DI TORINO, GIOVEDI’ 28 GIUGNO 2018

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Anche l’occhio vuole la sua parte... Il Regio di Torino ripropone il ricco ed efficacissimo  allestimento che nel 2003 e poi replicato nove anni dopo fu ideato dal Maestro Ettore Scola di cui tutti sentiamo la mancanza. Qui come per Don Giovanni si occupa della ripresa Vittorio Borrelli. Luciano Ricceri aveva concretizzato le idee di Scola con un perfetto stile cinematografico che rende al meglio le atmosfere, i profumi e le sensazioni di un luogo magico quale il golfo di Napoli con tendaggi, pitture che deliziano lo sguardo ed al contempo aiutano a facilitare i cambi scena. Peccato solo per il rumore dietro questi teli/sipari che nello spostare le scene disturba leggermente l’ascolto. Le architetture particolareggiate dal gusto raffinato e gli abiti leggiadri di Odette Nicoletti completano il quadretto, poiché sembra proprio di ammirare un quadro in cui prendono vita i suoi personaggi con leggerezza e giusto brio senza strafare. Non manca infatti un approfondimento dei ruoli: ognuno si muove con coerenza e una grande attenzione al singolo gesto che descrive e sottolinea il carattere.

Subito ci piace sottolineare quanto impegnati siano stati gli interpreti dal punto di vista drammaturgico, dovendo aggiungere molto di sé ad un canto pieno di insidie in questa opera. La coppia di vispe e molto consolabili sorelle è animata da Federica Lombardi nei panni di Fiordiligi ed Annalisa Stroppa in quelli di Dorabella. Entrambe disinvolte e in grande affiatamento tra di loro, danno vita a due gagliarde e finte ingenue donne che  poco hanno a che fare con i problemi della società fuori dal loro nido. La Lombardi possiede una linea di canto uniforme, delle agilità sciolte e corrette ed un fraseggio morbido. Altresì la Stroppa ha una voce tornita che arriva molto in alto per la sua tessitura e canta con disinvoltura e convinzione. La coppia di cornuti e graziati è costituita da un valido Guglielmo di Andrè Schuen, dal canto sciolto ed efficacie, forte presenza scenica ed una voce dal bellissimo timbro, e dal Ferrando di Francesco Marsiglia. Il tenore ha una voce delicata e piacevole all’ascolto, in scena è disinvolto nei recitativi, meno nelle arie celebri con conseguenti piccole imprecisioni in un paio di passaggi nel secondo atto. Spumeggiante e perfetta la Despina di Lucia Cirillo: canto uniforme e preciso, presenza scenica da vendere. Così il compare di burla Don Alfonso è un  Roberto de Candia che debutta nel ruolo come lo avesse cantato da anni, tali sono la proprietà di linguaggio e la precisione nel canto, la presenza scenica e l’approfondimento del personaggio di chi sa come funziona il mondo ed è pronto a coglierne i vantaggi con filosofia.

Diego Fasolis dirige con sicurezza l’orchestra del regio proponendo uno stile vivace ma duttile ed in funzione degli eventi.  Coglie l’aspetto profondo di una partitura ricca di colori e complicata quanto gli intrighi del libretto che scioglie scena dopo scena.

Il coro di Andrea Secchi è particolarmente vivace e sonoro.

Successo per tutti, pubblico soddisfatto.

Maria Teresa Giovagnoli

 

LA   PRODUZIONE

 

Direttore d'orchestra

Diego Fasolis

Regia

Ettore Scola

ripresa da

Vittorio Borrelli

Scene

Luciano Ricceri

Costumi

Odette Nicoletti

Luci

Vladi Spigarolo

Maestro del coro

Andrea Secchi

Maestro al fortepiano

Carlo Caputo

 

GLI   INTERPRETI

Fiordiligi

Federica Lombardi

Dorabella

Annalisa Stroppa

Guglielmo

Andrè Schuen

Ferrando

Francesco Marsiglia

Despina

Lucia Cirillo

Don Alfonso,

Roberto de Candia

Orchestra e Coro del Teatro Regio

FOTO RAMELLA & GIANNESE

 

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