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CONCERTO DI CAPODANNO AL TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, REPLICA DEL 30 DICEMBRE 2018

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Il concerto di Capodanno alla Fenice di Venezia è diventato uno degli appuntamenti più attesi e mondani per festeggiare l’arrivo del nuovo anno in musica ed in bellezza e che come ormai da tradizione viene anche trasmesso in tv per chi non avesse la possibilità di raggiungere il teatro veneziano per nessuna delle repliche previste. Torna a dirigere questo evento l’ormai di casa Maestro Myung-Whun Chung,  che trova una particolare simbiosi con una orchestra a nostro avviso particolarmente in forma.

Come da copione una prima parte sinfonica ed una seconda con l’intervento di solisti e coro, sono il programma prescritto per il concerto.

Non nascondiamo una nostra particolare predilezione per la sinfonia scelta ad aprire l’evento, ossia la Sinfonia n. 7 in La Maggiore op. 92  di Beethoven. E come nel lontano dicembre 1813 in cui lo stesso compositore fu chiamato a dirigere la sua creatura per beneficenza, anche questa occasione vede la collaborazione con l’ente benefico UNICEF, di cui il maestro Chung è ambasciatore. Una delle sinfonie più orecchiabili, anche se non raggiunge per i più la fama della Quinta o della Nona, per i suoi ritmi ‘danzanti’ si presta all’ascolto con animo leggero e ci si lascia trasportare dalle sue melodie come in un fiume in pieno corso. Come sempre chi ha la fortuna di vedere il Maestro dirigere si stupisce nel constatare come ogni suo piccolo gesto, talvolta anche semplice sguardo, per i musicisti corrisponda ad un preciso intento. Sin dall’attacco deciso e lungo tutta l’esecuzione non vi sono gesti eclatanti, ma un continuo e ben percettibile contatto con l’orchestra che suona quasi come fosse il prolungamento del braccio del direttore. Il primo movimento è intriso dell’iniziale leggerezza che viene rarefatta dalle insistenti note ripetute, per poi lasciare in sospensione il nostro udito in favore del meraviglioso Vivace, che l’orchestra della Fenice abbraccia con sonorità quasi fanciullesche, se possiamo usare questa espressione, in un mix di scoppiettante e mai esagerato brio, controllato dal vigile condottiero. Quasi senza stacco Chung guida l’Allegretto con una languida percezione di decadenza che in fondo guarda al percorso generale, poiché non porta certo alla disfatta ma ad una apertura verso la luce e la gioia. Le note lunghe ed il magnifico dialogo tra le sezioni dell’orchestra precisissima sono il sogno dirompente di questo delicato secondo movimento. Il Presto è appunto il ritorno alla luminosità ed ai mille colori che provengono da una orchestra in grazia, dal volume controllato e bilanciato al punto di cogliere l’ensemble sonoro come un unicum di grazia e maestosità galoppante. In perfetta continuità con il terzo si arriva al quarto movimento, l'Allegro con brio che si adatta perfettamente ad una fine anno di celebrazioni ed allegrezza. L’onda melodica che investe chi ascolta questa parte della Sinfonia è travolgente, capace di agguantare senza respiro per i minuti restanti alla conclusione. Chung non perde mai il filo del percorso intrapreso sin dall’inizio ammorbidendo anche i suoni più spinti e lasciando sempre una aura di leggerezza di fondo, pur nella grandezza degli enunciati. Nessun risparmio per il gran finale che lascia a tratti davvero col fiato sospeso, come se il respiro fosse in sincrono con chi siede in orchestra.

Con l’Opera si passa alla seconda parte del concerto, decisamente più popolare e molto adatta al pubblico televisivo, con un mix di arie scelte tra i classici di Bizet (Carmen), Verdi (Traviata, Otello, Rigoletto e Nabucco), Puccini (La rondine, Tosca e Turandot), e Donizetti (Elisir).  Difatti partenza con ‘Les voici, voici la quadrille’ dalla Carmen e i Piccoli Cantori Veneziani preparati da Diana D’Alessio.  Cantano con incredibile disinvoltura e riescono a percepire gli attacchi del direttore anche se posto alle spalle. Deliziosi con le magliette Unicef a sostegno delle attività dell’Ente.  Particolarmente in forma e generosa nelle sue esecuzioni, il soprano Nadine Sierra non si è risparmiata nel canto di arie molto amate e subito riconosciute dal pubblico. Spiccano la sua interpretazione delle arie verdiane, tra cui ‘Sempre libera’ da Traviata, intesa con giusto animo brioso e grazie ad una voce ben controllata: un guizzo di leggiadria e vorticosa ebbrezza come il personaggio di Violetta suole essere all’inizio dell’opera. Inoltre si mostra particolarmente a suo agio nell’eseguire ‘Caro nome’ da Rigoletto, in cui si spinge in acuti leggerissimi e filati ben sostenuti, lasciandosi andare anche, e con cognizione di causa, oltre quanto indicato in partitura. Per il tenore Francesco Meli  ricordiamo la languidissima ‘Una furtiva lagrima’ dall’ Elisir di Donizetti, altro caposaldo fra le arie tenorili, in cui l’interprete esprime tutta la disperazione nelle note tenute lunghe, sottolineando parole e persino vocali atte ad una maggiore enfasi del contenuto. Così anche 'E lucevan le stelle', l’accorato addio alla vita nella Tosca di Puccini. Con l’ausilio di Serena Gamberoni e Matteo Lippi , Sierra e Meli fanno anche un salto nella Rondine pucciniana con il quartetto ‘Bevo al tuo fresco sorriso’. Tradizionale 'Va pensiero' del Nabucco eseguito dal Coro della Fenice preparato da Claudio Marino Moretti, oltre al pezzo corale ‘Fuoco di gioia’ da Otello. Trionfale ‘O padre augusto’ , lo splendido finale della Turandot. Ancora pezzi orchestrali con il ‘Valzer brillante’ tratto dal leggendario film il Gattopardo, e l’immancabile Preludio della Traviata, col cui brindisi si chiude naturalmente il concerto. Anche in questo frangente gli interpreti sono seguiti pedissequamente dal maestro Chung, che riesce ad equilibrare man mano l’orchestra modificando persino i tempi a seconda dei respiri dei cantanti. Trionfale accoglienza del pubblico che ha fatto registrare sold out per tutte le date del concerto.

Maria Teresa Giovagnoli

IL PROGRAMMA  E  GLI  INTERPRETI

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

Direttore                   Myung-Whun Chung 
Maestro del Coro 
     Claudio Marino Moretti


Piccoli Cantori Veneziani 

maestro del Coro      Diana D’Alessio

 

Soprano                   Nadine Sierra

Tenore                     Francesco Meli

 

Ludwig van Beethoven         Sinfonia n. 7 in La Maggiore op. 92 

 

***

Georges Bizet 

Carmen           «Les voici, voici la quadrille»

 

Giuseppe Verdi / Nino Rota 

Valzer brillante della colonna sonora del film Il Gattopardo di Luchino Visconti 

 

Gaetano Donizetti 

L’elisir d’amore   «Una furtiva lagrima» 

 

Giuseppe Verdi 

La traviata      «Sempre libera degg’io» 

Otello   «Fuoco di gioia» 

 

Giacomo Puccini 

La rondine      «Bevo al tuo fresco sorriso» 

Magda            Nadine Sierra 

Ruggero          Francesco Meli 

Lisette             Serena Gamberoni 

Prunier           Matteo Lippi 

 

Giuseppe Verdi 

La traviata      Preludio 

 

Giacomo Puccini 

Tosca               «E lucevan le stelle» 

 

Giuseppe Verdi 

Rigoletto         «Caro nome» 

 

Nabucco          «Va’ pensiero sull’ali dorate» 

 

Giacomo Puccini 

Turandot        «O padre augusto» 

 

Giuseppe Verdi 

La traviata      «Libiam ne’ lieti calici»

 

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