CONCERTO DELLA MAHLER CHAMBER ORCHESTRA, DANIELE GATTI DIRETTORE - TEATRO PONCHIELLI DI CREMONA, VENERDI’ 14 GENNAIO 2022

La stagione 2022 del Teatro Ponchielli di Cremona si è inaugurata con uno straordinario concerto che ha visto il ritorno sul palcoscenico del Teatro Comunale la Mahler Chamber Orchestra diretta da Daniele Gatti, una delle bacchette italiane più prestigiose ed ammirate a livello internazionale, in un programma interamente dedicato a Schumann. Fondata nel 1997 grazie all’impulso artistico di Claudio Abbado e Daniel Harding su una formazione di base di 45 musicisti provenienti da venti paesi diversi, viene gestita in modo collettivo, concentrando il repertorio sul periodo classico viennese e il periodo romantico, mantenendo, però, anche un occhio di riguardo verso le novità contemporanee. Dal 2016 ha appunto quale Artistic Advisor il direttore d’orchestra Daniele Gatti, mentre il primo violino Matthew Truscott – musicista versatile, apprezzato sia nel repertorio moderno che in quello classico, attivo specialmente in ambito cameristico – la dirige regolarmente in concerti di musica da camera quale maestro concertatore.

Il concerto si è aperto con la Sinfonia n. 1 in si bemolle maggiore "La Primavera", op. 38.

Schumann all’inizio del 1841, chiusa la fase liederistica, si volge all’orchestra e compone in maniera rapidissima (tra il 23 e il 26 gennaio) la sua prima sinfonia che viene immediatamente sottoposta a Mendelssohn, direttore del Gewandhaus, che ne trarrà un giudizio estremamente positivo, nonostante qualche ombra nella scrittura delle parti in cui avverte squilibri e zone un poco anonime ed al limite dell’eseguibilità,  tanto che già il 31 marzo decide di presentarla al pubblico  con un successo strepitoso.

Daniele Gatti ha concertato questo capolavoro con un risultato  straordinario e come al solito molto personale, costruendo nel suo gesto uno spettacolo esuberante pieno di gioia e ottimismo. Mi ha colpito particolarmente la lettura del Larghetto dove è riuscito a far emergere il carattere e il cuore di Schumann, permettendo  alla musica di respirare in maniera straordinaria. Gatti dimostra di essere oggi tra i direttori d’orchestra di massima caratura schumanniana, dove si trova in lui tutta quella vena di schizofrenia dionisiaca, di fermento esecutivo, di pathos che questa musica necessita, musica scritta da Schumann in maniera meticolosissima dove anche la più insignificante delle note ha un suo perché e deve essere se non valorizzata, almeno resa complice di una esecuzione impeccabile. 

La  Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore "Renana", op. 97  scritta nel 1850, quindi durante gli anni sereni vissuti a Düsseldorf sulle rive del Reno, esprime il particolare attaccamento di Schumann a quel fiume che, dopo qualche anno, vedrà concretizzare i disturbi nervosi del musicista nel tentativo di suicidio. Anche qui, il filo conduttore interpretativo scelto dal maestro milanese è l'estrema chiarezza del fraseggio e del contrappunto, la soppressione di un eccessivo vibrato degli archi e tempi abbastanza snelli e veloci, se escludiamo la lettura potente e drammatica del quarto movimento, “Feierlich”.  Insomma quasi la "deromanticizzazione" del compositore romantico per eccellenza. Una strada inversa a quella di Thielemann, mio riferimento personale in Schumann, che esalta proprio l'estremo romanticismo di questa sinfonia, fino quasi al Kitsch e alla leziosità. Gatti segue invece una strada tutta sua, anche se non troppo diversa da quella già battuta da Szell nel passato, e fa di questa sinfonia un piccolo gioiello di composizione proiettata verso la modernità.

Il suono è compatto, fluido, avvolgente; la Mahler è equilibrata in tutti i suoi settori e suona come un solo strumento nelle mani di Gatti, il cui gesto elegante e misurato imprime una lettura sempre chiara e intensa, assolutamente rispettosa della partitura ma anche personale e riconoscibile in cui l’orchestra ha trovato un suono originalissimo, restituendo appieno quella vena di follia che serpeggia in tutta la composizione.

Gatti  dialoga con le prime parti, si spinge spesso a dilatare i tempi fino al limite dello slabbramento armonico, ma trova dinnanzi un’orchestra reattiva e prona ad una lettura adamantina di una partitura che è cristallo puro per colore e lucentezza, esaltazione massima di un romanticismo permeato di emozioni, dove certi impasti sonori, certe leggerezze, certe luminosità, la continua, delicata pioggia di spunti melodici, sono stati da lui resi e valorizzati con eleganza e vigore al tempo stesso, con un gesto d’efficacia e d’autorità indiscutibili.

Successo travolgente ed al calor bianco da parte di un pubblico entusiasta.

Pierluigi Guadagni

 

La Locandina

MAHLER CHAMBER ORCHESTRA

Daniele Gatti, direttore

Programma

Robert Schumann (1810 - 1856)

Sinfonia n. 1 in si bemolle maggiore "La Primavera", op. 38

Prima esecuzione: Lipsia, Gewandhaus Saal, 31 marzo 1841

Dedica: Frederick August II di Sassonia

Andante un poco maestoso. Allegro molto vivace

Larghetto

Scherzo. Molto vivace. Trio I: Molto piu vivace. Trio II

Allegro animato e grazioso

***

Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore "Renana", op. 97

Prima esecuzione: Düsseldorf, Neues Theater, 6 febbraio 1851

Lebhaft

Scherzo. Sehr massig

Nicht schnell

Feierlich. Dir Halben wie vorher die Viertel

Lebhaft. Schneller

Foto by Salvo Liuzzi