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CONCERTO IDILLIO DELLA NATURA, GUSTAV MAHLER JUGENDORCHESTER AL TEATRO VERDI DI PORDENONE - SABATO 29 AGOSTO 2020

Foto Luca A. d'Agostino/Phocus Agency © 2020 

Anche quest’anno si sono giunte alla loro conlusione le tre settimane di residenza artistica della Gustav Mahler Jugendorchester presso il Teatro Verdi di Pordenone. Tre settimane che sembravano un progetto impossibile fino a qualche tempo fa, ma che è stato possibile realizzare ripensando un po’ il 'format' e suddividendo i musicisti in due diverse formazioni orchestrali, ognuna da 40 elementi. In questo modo gli 80 giovani provenienti da tutta Europa hanno potuto perfezionarsi con tutor d’eccezione e mettere in pratica quanto imparato in una serie di concerti che li hanno visti impegnati nel mese di agosto su tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia, concedendosi qualche piccola deviazione a Bolzano e a Dresda.Come ormai d’abitudine il tutto è stato coronato da due concerti conclusivi a Pordenone che hanno visto la partecipazione eccezionale del soprano Angela Denoke, a cui si sono uniti il pianista Maurizio Baglini e il trombettista Martìn Baeza Rubio per la seconda serata. Il primo concerto, quello di cui qui si riferisce, aveva come titolo Idillio della natura e si proponeva di celebrare Madre Natura come unica fonte di vita.

L’austriaco Tobias Wögerer, già dall’anno scorso direttore assistente al fianco di Herbert Blomstedt, sa benissimo quello che vuole e come ottenerlo dai ragazzi che si trova di fronte: gesto sicuro ed elegante, concerta con chiarezza e gusto. Tuttavia paga lo scotto della suddivisione in due gruppi e del conseguente minor tempo a disposizione, per giungere a una sua interpretazione ed andare poco oltre al mero esercizio come ha dimostrato una Fuga n.2 di Anton Webern apprezzabile per trasparenza di suono ed equilibri, ma che risultava un po’ scolastica. Purtroppo Bach, anche se riarrangiato, non perdona l’assenza di poesia.

I Lieder eines fahrenden Gesellen di Gustav Mahler nell’arrangiamento di Arnold Schönberg confermano la raffinatezza di Wögerer nell’accompagnare Angela Denoke, che si dimostra artista di livello assoluto, non solo per magnetismo in scena, ma soprattutto per il modo di assaporare e porgere all’ascoltatore il testo (fra l’altro scritto dallo stesso Mahler). È però con l’ Entr’acte No. 3 dalla Rosamunde di Schubert che il direttore si trova a suo agio e può giocare al meglio le sue carte: tutti i pregi elencati in precedenza vengono sublimati e il risultato fa davvero bene all’anima. Tutto ciò era ancora ben presente nella parte iniziale de L’Idillio di Sigfriedo che però nel suo sviluppo mancava di varietà di colori e intenzioni, mancava quella sensazione di viaggio ideale a cui i grandi interpreti ci hanno abituato.

Grande successo di pubblico, che ormai già attende la residenza del prossimo anno.

Andrea Bomben

IL PROGRAMMA E GLI INTERPRETI 

Anton Webern

Fuga (2. Ricercata) a sei voci, da Johann Sebastian Bach, L’Offerta Musicale

Gustav Mahler

Lieder eines fahrenden Gesellen arr. Arnold Schönberg

Franz Schubert

Rosamunde D797 Entr’acte No. 3 in si bemolle maggiore

Richard Wagner

Idillio di Sigfriedo

Foto Luca A. d'Agostino/Phocus Agency © 2020 

 

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