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CONCERTO DELL’ASSOCIAZIONE VERONA LIRICA DEL 18 NOVEMBRE 2018 – TEATRO FILARMONICO DI VERONA

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Un concerto che vuole rendere omaggio alla bellezza del canto niente affatto scontato è stato il secondo della stagione 2018/19 dell' Associazione Verona Lirica.   

Avendo a disposizione il soprano Valentina Boi, il mezzosoprano Annunziata Vestri, il tenore Diego Cavazzin, il basso Giacomo Prestia ed il baritono Simone Piazzola si è potuto spaziare tra arie e duetti meno ‘praticati’ nei concerti con qualche concessione alla routine per gli spiriti più tradizionalisti. Tutti pezzi tratti da opere di Verdi per i cinque protagonisti, con l’aggiunta della Turandot pucciniana e la Gioconda di Ponchielli.

Valentina Boi è un soprano che ci piace classificare di cuore ed emozione: il suo timbro particolarmente scuro le consente di spaziare soprattutto tra pezzi particolarmente drammatici e carichi di pathos, come ‘Morrò, ma prima in grazia’ da Un ballo in maschera, vero momento di dolore e dramma personale cui aggiunge una particolare vena malinconica, oppure il duetto scontro con Amneris del secondo atto di Aida, ed anche il duetto d’amore ‘Già nella notte densa’ dall’Otello, in cui il soprano cerca un suono più dolce ed arrendevole come il personaggio.

Annunziata Vestri può vantare una voce importante che, se ben gestita, può regalare emozioni. Per ogni aria proposta si cala totalmente nel personaggio marcandone in modo evidente i tratti emozionali, pensiamo a ‘Condotta ell’era in ceppi’ dal Trovatore, oppure al suddetto scontro con Aida. Inoltre sfrutta i marcati passaggi ai vari registri del suo timbro per diversificare i momenti specifici delle arie. La più riuscita a nostro avviso è stata quella della Gioconda di Ponchielli ‘Voce di donna’ in cui il suono risulta più omogeneo.

La coppia Giacomo Prestia e Simone Piazzola ci offre un momento di alta tensione con il duetto del Simon Boccanegra ‘Suona ogni labbro il mio nome’ e ‘Restate!.. Presso alla mia persona’ dal Don Carlo. Prestia ha ancora un timbro tenebroso che conferisce valore ad ogni parola cantata con particolare rigore. Piazzola conserva un bel fraseggio per una voce piacevolissima all’ascolto, di cui ci sembra udire delle sfumature più chiare. Per lui anche ‘Oh, de’ verd’anni miei’ dall’Ernani e ‘Tregua è con gli Unni’ dall’Attila.

Il tenore Diego Cavazzin punta molto sull’effetto scenico che taluni personaggi portano ad ottenere, come nel caso di un disperato Manrico con Azucena per ‘Non son tuo figlio’, oppure l’accorata ‘O tu, che in seno agli angeli’ da La forza del destino, per non parlare del dolce duetto d’amore dall' Otello. Omaggio ai tenori di ogni tempo con l’immancabile ‘Nessun dorma’ dalla Turandot di Puccini.

Accompagnamento attento come sempre ed al servizio delle voci da parte di Patrizia Quarta al pianoforte. Successo pieno da parte di una pubblico appassionato e partecipe.

Maria Teresa Giovagnoli

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